ashton: oh merda. ho appena realizzato di aver scritto a y/n della ragazza in prima fila. ho preso il telefono e ho premuto il contatto di y/n ma ha risposto la segreteria, ho provato una seconda volta. Non rispondeva così sono andato a casa sua.
Eravamo in tour lì vicino ed è venuta al concerto ieri sera. Così sono uscito di casa chiudendo la porta e provando a richiamarla, non la incolpo ma avrebbe potuto rispondere, ho solo scritto una cosa stupida su un'altra ragazza e nient'altro.
Sono arrivato a casa sua ed ho bussato alla porta ma nessuno rispose, singhiozzai e facendo un giro per il giardino vidi che le finestre della sua camera erano aperte. Decisi di lanciare dei sassolini alla sua finestra, poi realizzai che non fosse una buona idea, quindi la richiamai, sentendo il telefono suonare dalla sua camera. Tornai davanti alla porta, bussando di nuovo. Sentii dei passi e lentamente la porta si aprì rivelando y/n con la testa leggermente piegata.
"Cosa vuoi?" chiese. "Possiamo parlare?" chiesi e lei sta per chiudere la porta quando la bloccai con una mano bloccandola. "Hey, y/n smettila" detto questo entrai, lei aprì la porta del tutto lasciandomi entrare, lei si sedette sul divano. "Quindi...?" chiese, con le sopracciglia corrugate studiando le sue unghie smaltate.
"So che tutto quello che dirò saranno delle stupide scuse, non volevo inviare quel messaggio a te e so che non avrei nemmeno dovuto scriverlo a nessuno perché tu sei mia, onestamente non so che dire" singhiozzai guardandola.
"Sei un'idiota -mi disse sorridendo- ma dovresti controllare a chi stai scrivendo"
"Mi hai perdonato?" chiesi sorpreso e lei alzò le spalle. "Tipo che...mi devi fare almeno 10 massaggi per farti perdonare" ridacchio y/n.
michael: no, no, no! freneticamente cercai di cancellare quel messaggio perché pensavo mi avrebbe aiutato. ma y/n lo aveva già visto.
nuovo messaggio:
y/n - chi era?
cliccai sul suo contatto iniziando la chiamata. "Hey y/n..." borbottai sentendo y/n che tirava su con il naso e singhiozzava dall'altra parte del telefono. "Cosa vuoi?" chiese ed io deglutii. "Il messaggio, non era destinato a te, amore..."
"Oh! Okay, a chi era destinato allora?" chiese con tono alterato. "Ai ragazzi...ma non volevo dire quelle cose, o pensarle" dissi. "Ma lo hai fatto?" chiese ovvia. "Uhm...si" risposi e poi calò il silenzio. "Quindi...?" chiesi dopo qualche minuto. "Sono molto incazzata Michael" disse decisa. "Okay, okay. Mi dispiace" sospirai e lei iniziò ad imprecare contro di me. "Sei una fottuta testa di cazzo, non sai nemmeno chiedere scusa in modo decente!"
"Ti ho chiesto scusa!" urlai. "Ma che cazzo, non puoi urlarmi contro, sei tu che hai inviato il messaggio! Io sono la tua ragazza! Hai milioni di ragazze innamorate di te sapendo che sono molto più belle di me, questa cosa mi rende molto insicura e ho paura che tu possa lasciarmi per una delle tue fan -ulrò- e tu lo sai, addio" detto questo chiuse la chiamata e lanciai il cellulare sul letto. mi passai una mano tra i capelli riprendendo il cellulare, il portafoglio e le chiavi uscendo di casa.
Entrai nel negozio di alcolici comprando un cartone di birra, tirai fuori la carta d'identità per mostrare al cassiere che sono maggiorenne e posso comprare alcolici, poi mi recai nel reparto del cibo congelato, andai verso le pizze congelate prendendone una ai pepperoni andando alla cassa per pagare.
Uscii dal negozio, tirai fuori il cellulare chiamando nuovamente y/n ma rispose la segreteria "Hey! Come stai?... sto scherzando! non sono disponibile al momento. ti richiamerò più tardi"
Sbuffai incamminandomi verso casa di y/n. distava solo 5 minuti a piedi dal negozio ma è come se durasse per sempre e iniziai a pensare a cosa avrei potuto dirle oppure, a cosa mi avrebbe detto. Raggiunsi casa sua bussando alla porta, aspettai qualche minuto finché y/n non aprì la porta senza tralasciare nessuna emozione.
"Dammi il cibo e levati dalle palle" disse, io nascosi le birre e la pizza dietro la schiena scuotendo la testa. "Voglio parlare, piccola" la pregai e lei scosse la testa. "Non chiamarmi 'piccola' " disse facendo le virgolette con le dita. "Okay, okay, ma ti prego, possiamo parlare?" chiesi, lei mi guardò male per poi aprire del tutto la porta lasciandomi entrare. Chiusi la porta consegnandole la sposta con il cibo e lei sorrise correndo in salotto.
"Mi serviva" disse prendendo una bottiglia di birra dal cartone. "Potresti prendere un apribottiglie?" mi chiese, tirai fuori le mie chiavi di casa, presi la bottiglia e facendo leva tolsi il tappo. "Grazie, okay ora parla" mi ordinò iniziando a bere la birra.
"Okay y/n mi dispiace un sacco, non so cos'altro dire, farò tutto ciò che vuoi però voglio che mi perdoni"
"Okay, domani potresti portarmi al centro commerciale? Devo comprare un nuovo vestito" mi chiese e mi accigliai. "Aspetta, cosa?" chiesi guardandola. "Si, hai detto qualunque cosa. Ti perdonerei comunque perché ti amo" alzò le spalle.
"Okay...quindi stai bene? E' tutto a posto?" chiese cautamente e lei annuì. "Si, comunque ho bisogno di un nuovo vestito quindi puoi portarmi al centro commerciale o no?" chiese. "Certo, piccola" le sorrisi.
"Bene! Grazie Mikey" lei rise ed io scossi la testa divertito, afferrando una bottiglia di birra.
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AcakUn piccolo libro con diversi tipi di messaggi che i ragazzi scriverebbero. --- Scritta da @heartbreakfortwo
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