La sera prima:
Narra Abigail:
Salii sull'auto di Harry. Mi voleva portare in un posto speciale e speravo fosse casa sua. Con lui mi sentivo pronta. Però entrammo in un piccolo boschetto. -Hai paura?- Mi chiese quando accostò l'auto. Feci cenno di no con la testa, lui sorrise. Scese, e mi aprì la portiera, mi aiutò a scendere e mi guidò. Ci avvicinammo ad un piccolo lago, sentivo sempre di più l'acqua scorrere. E quando arrivammo sorrisi. Ci sedemmo accanto al fiume. -Era questo il posto speciale?- Chiesi. Lui fece cenno di si con la testa. Poi mi tese la mano, quando si alzò, ma non me ne volevo andare. Mi costrinsi a seguirlo. Non ce ne stavamo andando, ma solo spostando. Lì vicino c'era una piccola casetta di legno -Tu vivi qui?- Gli chiesi guardando la casetta di legno. -Si, lo ho costruita io. Quando il cielo è più limpido solitamente dormo sull'amaca fuori- Mi disse, indicando la piccola amaca sospesa fra due alberi forti e robusti. Gli sorrisi, e poi notai i cavi che stavano sopra le nostre teste. -E questi?- Chiesi indicandoli. Lui sorrise, si avvicino alla casa, premette qualcosa, un interruttore ed i fili si colorarono, si illuminarono. Erano luci colorate. Sorrisi. -Non mi piace molto il buio- Ammise avvicinandosi. -Nemmeno a me- Dissi guardando le luci. -E ti piace ballare?- Mi chiese. Feci cenno di si con la testa. Lui sorrise, mi prese una mano e mi avvicinò allo stereo. Lo accese ed una musica lenta, ma coinvolgente partii, era dolce. Partì "Love Story" di Taylor Swift, una delle miei canzoni preferite. Mi lasciai trasportare dalla musica e da lui, chiusi gli occhi, ed appoggiai la mia testa alla sua spalla. Sentii il suo profumo d'acqua di colonia, mischiata a qualcosa, profumo d'uomo. Quando la canzone fu finita, penso che continuammo a ballare, non so per quanto. Poi guardai l'amaca e chiesi -Secondo te, riesce a reggere i nostri pesi insieme- Lui mi guardò sorpreso -Sai, non pensavo che avremmo dormito insieme, non pensavo fossi così diretta- Ammise. Poi si girò verso l'amaca, sorrise, mi prese una mano, si stese sulla tela penzolante, che non sembrava molto sicuro e mi disse -Comunque se non ci provi non lo saprai mai- Mi stesi su di lui, a guardare il cielo e gli dissi -È la stessa cosa che dice mia madre- Forse parlare di mia madre mentre eravamo stesi su un'amaca, al primo appuntamento, non era proprio una genialità, ma mi era uscito di bocca senza che me ne accorgessi. Lui mi abbracciò -Lo so, ho letto il suo libro- Mi girai di scatto verso di lui, lui mi sorrise. -Ti piacciono i libri d'amore- Lui mi abbracciò ancora più forte, mi fece avvicinare di più a lui, ed appoggiai la testa sul suo petto, cullata dal vento ed ascoltando il suo cuore, una dolce melodia...-Diciamo, mi piacciono quando sono vere e finiscono bene- Mi rivelò. Mi avvicinai al suo viso, e posai la mia bocca avida sulla sua. La miscela fra dolce, mio, e salato, lui, però buono, molto buono. Il mio cuore esplose di felicità e di un sentimento che provavo solo quando stavo con lui, che mi rendeva migliore...
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Come se fosse la prima volta
Teen FictionCiao, eccomi di nuovo qui. Questa è una specie di continuazione di Diamonds Laliter, vi avverto che non è Laliter, ma parla dei loro figli, cresciuti e con una vita. Però ci saranno sempre Lali e Peter a guidarli, ed appariranno abbastanza spesso.