Capitolo 58

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SARAH POV
Mi lasciarono andare dopo tre giorni. Matthew stava sul passeggino.
Chiesi ad Harry se poteva tenerlo un secondo ed entrai nella camera dove si trovava Louis.
Mi sedetti sulla sedia accanto al letto e gli presi una mano.

-Mi manchi Lou.. Tanto..
Ho letto da qualche parte che quando si è in coma si può sentire, perciò volevo parlarti prima di entrare a casa con il piccolo Matthew.
È stupendo sai?
È uguale a me, esattamente la mia copia. Un piccolo me.
Tranne che per gli occhi. Ha gli occhi di Zayn.. non so se esserne felice o meno. Gli ho messo il tuo nome come secondo nome sai? Perché sorride sempre, esattamente come fai tu.
Ora devo andare dal piccolo, già mi manca..
Ti verrò a trovare spesso te lo giuro.

Finito il piccolo discorso diedi prima un bacio sulla sua mano e poi sulla guancia. Gli sussurrai un "ti voglio bene gnomo" prima di uscire e riprendere il passeggino. Mi asciugai una lacrima prima di uscire dall'ospedale.

LOUIS POV
Avevo sentito il discorso di Sarah. Sussurrai un "ti voglio bene anche io gnoma" e poi uscii e la seguii. Fui contento del suo comportamento. Doveva stare con suo figlio.

SARAH POV
Le settimane con il bambino passavano velocemente. Dormiva poco. Era sempre iperattivo, non stava un minuto fermo. Non mangiava molto, ma il sorriso era ancora lì.
La notte tra lui ed io dormivamo si è no tre ore e mezza.
Ci facevamo una dormita il pomeriggio, ma anche lì, un'oretta.
Stava sul letto con me e non stava fermo un secondo.
Cominciai a baciargli le guance e il suo sorriso mano mano aumentava.
Ero felice. Ma mi mancava qualcosa.
Il mio cuore era diviso a metà.
Per una parte ero felice, il mio bambino era lì con me.. era stupendo..
Ma quei occhi. Ogni volta che li incrociavo mi riaprivano una ferita, cucita e curata da poco.

ZAYN POV
Matthew aveva due mesi ormai.
Scavalcai e andai verso il lettino.
Mi avvicinai a lui con il coltello in mano.
Appena mi avvicinai di più al lettino, Matthew si svegliò. Mi sorrise.
Era la copia di Sarah.
Gli occhi no.
Spostai lo sguardo verso le labbra. Erano le sue.
Il naso, il viso, le orecchie e perfino lo stesso neo sul collo.
Ma gli occhi no.
Quelli erano i miei occhi.
I miei stessi occhi nocciola mischiati ad una leggera sfumatura di verde quando essi osservavano il sole caldo e lucente.
Era mio figlio.
Non potevo ucciderlo.
Era mio figlio.
Lo presi in braccio e mi inginocchiai.
Lo strinsi sempre di più a me.
Piangevo. Qualcosa in me era sbocciato. Lo cullavo e piangevo.
Dio, mi ero innamorato.
Una seconda volta.
Sarah ci guardava dalla porta.
Non faceva nulla. Ci guardava solamente, senza proferire parola.
Appena Matthew si addormentò Sarah prese il bambino e lo rimise dentro la culla coprendolo con il lenzuolo.
Il piccolo dormiva profondamente.
Si capiva dal respiro.
Continuavo a scusarmi e a chiederle di perdonarmi. La supplicavo.
Ma lei mi disse che si, ora ero così. Ma tra qualche mese mi sarei stufato e me ne sarei andato.

-Giuro che non sarà così.
Ti amo più della mia stessa vita,
come amo mio figlio.

Mi inginocchiai ai suoi piedi e a quel punto tirai fuori la scatolina. Aprii quella piccola scatolina di velluto rosso e scoprii l'anello di diamante.
Certo, non varrà mai quanto lei e sicuramente non sarà mai bello quanto lei, ma era il minimo.

-Ti amo come non ho mai amato nessuno nella mia vita. Hai portato un raggio di luce nella mia oscura vita. Mi hai portato sulla via giusta. Non ti merito e probabilmente non ti meriterò mai. Ma ti giuro, che nessuno ti potrà mai amare come ti ho amato e ti amo io. Amo tutto di te. Il tuo sorriso, le tue labbra, il tuo sguardo, le tue lacrime.. Tutto ciò che ti riguarda.
Sposami, Sarah. Voglio lasciarti questo anello in segno di promessa. E giuro su di noi, la cosa più preziosa che ho, che ti amerò, ti proteggerò, ti rispetterò e  mi prenderò cura di Matthew e nel caso, anche dei prossimi figli. Sposami e io ti prometto che piangerai solo di felicità. Niente lacrime di dolore. Solo sorrisi e lacrime di gioia.

Sarah aveva le lacrime agli occhi. Si inginocchiò e mi abbracciò. Passarono i minuti e non ci scioglievamo. Ero a casa. Avevamo entrambi bisogno dell'altro. Lei si scostò e io le misi l'anello, in simbolo della mia promessa.
Era in tutto e per tutto MIA.

SPAZIO AUTRICE
Eiei! Il libro finisce definitivamente domani, con l'epilogo.
Spero che vi sia piaciuto e che vi abbia fatto emozionare.
È stata un avventura pazzesca.
Domani, dopo l'epilogo ringrazierò bene tutti per tutto.
Un grosso abbraccio
Sara

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