CAPITOLO 4 ASSUMI LE TUE RESPONSABILITÀ

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Mi avvicinai a lui a passi veloci solo per riuscire a capire che cazzo sia successo.
"Cosa hai fatto?" Lo indicai tremante "ho trovato il ragazzo con un dito mozzato e con la lingua sul pavimento..." Disse guardandomi senza avere il coraggio di chiudergli, Jason e Matthew si abbracciarono in cerca di conforto, io manteneii le dita rivolte al maggiordomo con le lacrime agli occhi non sapendo cosa stesse dicendo, o meglio, non volevo. Guardai l'entrata della cucina e vidi una sagoma quasi senza vita, cercai di analizzare la situazione, il mio fottuto cervello stava andando in tilt. Mi avvicinai con cautela. Jason mi supera prendendo Avan con delicatezza "dio Avan. Oh mio dio." Per la prima volta lo vidi in lacrime, Jason era quei ragazzi amanti dello sport, con muscoli scolpiti, occhi azzurro ghiaccio e capelli neri. E vederlo cosí mi distruggeva. Matthew era dietro con la faccia immersa nei palmi della propria mano, lui era un ragazzo tenerissimo, aveva gli occhi talmente teneri che poteva sciogliere chiunque, perfino Jason, si sono conosciuti all'ultimo ballo del college, Jason era con la sua ragazza mentre ballavano vide Matthew, si misero a parlare e da lí nacque qualcosa di profondo... Oh almeno, da quello che mi dicono, poi non so.
Delle lacrime incontrollabili mi offuscarono la vista, caddi sul pavimento con la mente totalmente offuscata.

Appena riaprii gli occhi mi trovai il maggiordomo davanti "Pensavo fossi morta" disse serio "sei stato tu vero?" Mi guardò con uno sguardo cupo e privo di ironia "non pensare che la casa, grande com'è, non sia abitata." Appenna disse quelle parole, mi si gelò il sangue, "non dica stronzate." Dissi stiracchiandomi. Uscii senza nessun preavviso, forse irritato dal comportamento mio. Mi alzaii lentamente controvoglia, presi il mio scialle, ero in intimo ma in questo momento non me ne fregava nulla. 
Prima di tornare giù sentii un suono cupo, vidi le scale della soffitta bagnate da sangue, a distanza sembrava ancora fresco... No. Mi sto sognando tutto. Scesi le scale lentamente accompagnata dal solito scricchiolio. Vidi una figura stesa sul divano guardare la tv, sembrava Avan, Avan è un ragazzo dolcissimo, occhi color nocciola e capelli lunghi e biondi è molto minuto, ma molto forte, lo conosco da quando avevamo 3 anni, all'inizio non riuscivo a sopportarlo, ma d'altronde, dall'odio nasce l'amore. Corsi da lui urlando prese dall'isteria, non riuscivo a capire più niente, pensavo fosse morto e tranciato in due. Quando lo vidi era tutto normale... Lo scrutai attentamente prima di dire il suo nome, lui mi guardò sorridente e si rigira guardando la tv. Gli mossi leggermente la spalla in cerca di una risposta "cazzo rispondi Avan, dio." Lui aprí la bocca... Aveva perso i denti e... La lingua, non riuscivo a credere quello che stesse succedendo. Scoppiai in lacrime accarezzandogli la guancia delicatamente "questa è colpa tua" dissi sorridendo, lui cercò di dire qualcosa ma lo zittii subito e corsi in cucina prendendo un coltello affilato. Mi avvicinai lentamente a lui ridendo "Ma no, tu devi fare quello che vui tu, hai sempre ragione tu vero?" Lui mi guardò con occhi terrorizzati mentre io giocherellavo con il coltello. "Ora, però, devi assumerti le tue responsabilità, morendo.", lui si alzò urlando qualcosa di incomprensibile.
"Risparmia le parole per l'inferno."
Corsi da lui con uno scatto e lo pugnalai in un occhio, riuscivo a sentire il sangue che sgorgava, non mi sono sentita mai cosí bene... Mi sentivo potente. Il sangue mi sporcò la faccia e con un movimento di lingua mi leccai gli schizzi vicino alla mia bocca. Lo lasciai cadere con il coltello nell'occhio....

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⏰ Ultimo aggiornamento: Jan 27, 2016 ⏰

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