Poggiai la borsa sulla poltroncina e con uno sbuffo mi buttai all'indietro sul soffice materasso rimbalzando leggermente su di esso.
Fu davvero una giornata piena, andare all'università come al solito un po in ritardo, aiutare la mia amica Lily con le materie e mi scrissi ad un corso anche, esattamente quello di fisica.
Ero un'ottima studentessa, portavo sempre voti alti ma nella fisica sono stata sempre una frana, finalmente lo ammisi a me stessa.
Negli anni precedenti mi arrangiavo come meglio potevo per superarla senza debiti ma adesso che ero entrata a far parte dell'università, oltretutto la più prestigiosa di questa città, non volevo deludere nessuno, non volevo deludere me stessa soprattutto.
Cosa direbbe mia madre se adesso mi starebbe osservando?
Sicuramente non ero più la ragazza di qualche anno fa, cambiai molto, in meglio però e di questo ne fu fiera.
Ma ne dubitai che mia madre ci possa anche solamente pensare, era troppo impegnata nella sua stupida carriera da stilista.
L'ultima volta che la vidi fu tre anni fa, era sempre in giro per il mondo.
Da quando morì mio padre se ne andò via di casa, lasciando me nelle mani di mia sorella, senza preoccuparsi di come saremmo cresciute, se saremmo cresciute bene o altro.
A volte sinceramente avrei voluto che tutto questo non sarebbe accaduto ma purtroppo questa è la vita e a volte il destino sa essere così crudele.
In un attimo può spazzarti via tutta la felicità, lasciando al suo posto quel vuoto incolmabile e terribilmente buio.
Io amavo mia sorella con tutto il cuore e apprezzavo molto quello che faceva per me giorno dopo giorno ma nello stesso tempo amavo moltissimo anche un'altra persona, solo che era un tipo di amore diverso e mi detestavo per tutto ciò.
Mi sentii in colpa al solo pensiero, chissà se mia sorella lo nota il modo in cui lo guardo o il modo in cui gli parlo ma ne dubitai.
Era troppo consumata da lui per rendersi conto di me.
Ricordai ancora quel giorno quando me lo presentò, non dimenticai mai quando mi rivolse il suo splendido sorriso che mi cambiò la vita, non dimenticai mai la sua stretta di mano ferrea ma nello stesso tempo calda e rassicurante e non dimenticai mai i suoi occhi mozzafiato.
Ovviamente lui non provava nulla di tutto ciò, era troppo accecato dell'amore che provava per mia sorella per accorgersene ma al dire il vero mi stava bene così, forse.
Sinceramente non seppi che cosa avrei fatto se tutto questo sarebbe venuto a galla, come avrei dovuto comportarmi?
Presi un respiro profondo e mi scrollai tutti i pensieri negativi di dosso.
Udì il mio stomaco brontolare e mi ricordai solo in quel momento che ero a digiuno dal giorno prima a pranzo.
Uscì dalla stanza e mi diressi a passi incerti verso la cucina, non avevo voglia di incontrare nessuno nel frattempo o meglio qualcuno.
Le mie gambe scoperte dalla semplice t-shirt bianca che portavo rabbrividirono, per la temperatura leggermente bassa.
Aprì il frigo e controllai per bene cosa mettere sotto i denti.
Presi famelica la fetta di torta al cioccolato e girandomi verso il tavolo chiusi di scatto il frigo, rischiando quasi un infarto.
"Ha-Harry?" Le mie gambe improvvisamente divennero molli e la mia voce fu che un sussurro appena.
Il suo ghigno comparve e si avvicinò leggermente a me con un fare giocoso.
"Sei stata colta sul fatto cara piccola Jess" la sua voce così maledettamente profonda e bassa, mi penetrò fin dentro le ossa sconvolgendomi.
Per un momento potei giurare a me stessa che lo vidi squadrarmi attentamente da capo a piedi facendomi avvampare pericolosamente e ringraziai a Dio che la stanza era celata dal buio, soltanto i riflessi della luna illuminavano la stanza.
"Stai bene?" Mi chiese accigliandosi.
Scossi la testa strizzando gli occhi e indossai la solita espressione neutra.
"Si scusa, ho avuto solo paura. Sei comparso così all'improvviso e io non me l'aspettavo ovviamente" risposi scrollando le spalle.
Annuì lievemente sebbene non convinto del tutto e si andò a sedere su un sgabello attorno alla penisola.
Tirai come meglio potevo l'orlo della maglietta per coprirmi un po di più e lo seguì a ruota, sedendomi difronte a lui.
"Come mai ancora sveglio?" Chiesi distrattamente.
Divisi la fetta di torta in due e gliela passai, cosa che lui accettò volentieri ringraziandomi.
"Non ho sonno e poi tua sorella continua a blaterare cose senza senso" disse in una risata.
"Cioè?" Chiesi dopo aver inghiottito un boccone di questa meravigliosa torta.
"Parla nel sonno, non lo sapevi?" Mi chiese ridacchiando.
Annuì unendomi nella sua risata e lo rimproverai quando tentò di rubare un pezzo della mia torta.
"Andiamo Jess sei ancora a metà" disse lamentandosi.
Sbuffai irritata e gli passai la torta, quella sua la finì in men che non si dica.
Lo guardai con uno sguardo di disapprovazione ma vedendo il suo sorriso genuino crescere in lui mi dimenticai di tutto e di tutti.
I riflessi della luna illuminavano il suo volto, rendendolo ancora più luminoso e bello di quanto già non lo fosse.
Era semplicemente mozzafiato.
Distolsi lo sguardo quando sentì del rossore formarsi sulle guance e mi alzai lentamente, pronta per andare a dormire.
"Stai già andando?" Mi chiese.
Mi voltai verso lui ammirandolo e mi morsi distrattamente il labbro inferiore, un vizio che avevo preso da mia madre suppongo.
"Si domani ho l'università, quindi..." risposi, dondolandomi sui piedi.
Mi aiutò a sistemare la cucina e si avvicinò a me.
Sbattei svariate volte le palpebre e la mia gola divenne secca.
"Allora buonanotte" sussurrò.
Qualche secondo dopo mi ritrovai nel calore confortante del suo petto, cullata dalle sue forti braccia.
Inspirai a fondo il suo profumo e mi accoccolai ancora di più a lui.
Si staccò riluttante da me e mi sistemò una ciocca di capelli dietro l'orecchio, sfuggita dalla coda disordinata che avevo improvvisato.
Il mio cuore cominciò a battere all'impazzata e presi ancora di più delle distanze.
"Notte Harry" sussurrai.
Mi incamminai al di fuori della cucina ma quello che disse un attimo dopo, mi spezzò il cuore in un milione di pezzi.
"Ti voglio bene piccola Jess, ormai sei come una sorella per me"
Inghiottì il groppo in gola e non mi voltai verso lui, non volevo fargli vedere quanto ero vulnerabile in quel momento.
"Anche per me lo sei Harry" la mia voce vacillò per un attimo.
Camminai di corsa verso la mia camera e mi andai a mettere sotto le coperte proteggendomi da tutti ma nella notte si sa, la mente vaga in posti bui e non potei fare a meno che far uscire delle lacrime amare.
Nessuno sapeva di come mi sentivo io e tutto ciò diventò enorme e troppo grande da sopportare, persino per me stessa.
Ma dovevo andare avanti, dovevo sopportarlo almeno per il bene di mia sorella.
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Destiny H/S
FanfictionLei è sempre stata innamorata di lui, nonostante tutto. Nonostante lui era già impegnato e amava follemente la sua ragazza. Lei ha sempre nascosto il suo amore per lui, cercando di sopprimere questa folle emozione verso quell'uomo dal cuore già impe...
