CAPITOLO 1°

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Quell'abbraccio durò qualche secondo,ma sono stati i secondi  più belli della mia vita! Finalmente avevo ritrovato un pezzo della mia famiglia,quel pezzo che speravo di incontrare da tanto.

"Sei cresciuta tantissimo, quanti anni hai adesso?" Disse staccandosi da me e facendomi strada verso il soggiorno.

"18" non ho osato chiedere quanti anni avesse,anche se era mia nonna l'vevo appena conosciuta e non volevo sembrare scortese oppure invadente.
Cosa un po strana perché quando mi sentivo in imbarazzo iniziavo a straparlare e finivo per dire qualcosa di inadeguato o per offendere qualcuno, e credo che tra tutti i miei difetti questo sia quello più brutto.

"Wow,sei veramente cresciuta! Sai,l'ultima volta che ti ho vista e stata in una foto che mi ha mandato tua madre tramite posta" fece un sospiro e si versó un bicchiere di schotc con del ghiaccio.
Io rimasi perplessa a quelle parole.
Mia madre mi aveva sempre detto che mia nonna non ci voleva più vedere per via di mio padre, però lei perché gli ha inviato una mia foto? Mi girai per guardarla ed era diventata paonazza,tornai a guardare nonna che aveva già finito il suo bicchiere di schotc,lei si girò a guardare me è poi mia madre anche lei con uno sguardo un po confuso ma non tanto sorpreso.
"Fammi indovinare,ti ha detto che sono stata io a non volervi più vedere?"
Io annuì semplicemente con lo sguardo ancora attonito.
"Tesoro lasciaci sole un secondo"

"No ci preg-"

"Ti spiegheremo tutto dopo" mi alzai dal divano e uscì dal soggiorno,però senza farmi vedere rientrai e mi nascosi dietro la porta.

"Anna! Mi avevi promesso che gli avresti raccontato tutto prima che sareste venute qui! Perché non lo hai fatto!" Si avvicinó mia nonna a mia madre parlandole con tono autoritario.

"Certo! Perché a te sembra giusto che una ragazzina a 18anni oltre alla separazione dei genitori debba venire a sapere anche il vero motivo per cui io e te non ci potevamo parlare?!" Urlò mia madre. Non l'avevo mai vista così arrabbiata aveva il collo rosso per quanto aveva urlato e le vene di fuori,faceva paura.

"Almeno potevi avvertire! Senza farmi fare la figura della stupida!" Ribbattè ancora più forte nonna "Ma si tanto ormai lo so,lo so, che a tutte le tue amiche di Roma sei andata a dire che è colpa mia se non ci parliamo! Quello stronzo ti ha fatto il lavaggio del cervello"

"Come fai a saperlo?" Disse con tono pacato,ma preoccupato.

"Tesoro io dirigo un'industria immobiliaria molto grossa, e ne ho una anche a Roma e li conosco un paio di persone che sono venute a dirmi tutte queste cose" si sedette e si riempì di nuovo il bicchiere,sta volta di acqua.

"Resta il fatto che dobbiamo dirglielo,tanto prima o poi verrà a scoprirlo" si sedette anche la mamma e per il nervosismo iniziò  a mangiarsi le unghie.

Cosa mi dicevano dire di così tanto importante quelle due? ni stavano facendo salire il nervosismo! Passarono altro dieci minuti è nessuno delle due parlava e soprattutto nessuno si decideva a chiamarmi per dirmi la verità! Così presi io l'iniziativa e uscì da dietro la porta.

" è passato quasi un quarto d'ora e nessuno mi ha chiamato! Vi ho sentito urlare,mi potete dire che succede?" Incrociai le braccia e spostavo lo sguardo prima da mia madre e poi da nonna,e nessuna delle due sembrava affatto calma.

"E va bene,siediti" disse la nonna facendomi cenno di andare verso di lei.
Quest'ultima si alzò e si avvicinó alla mamma,la prese per mano e gli mormorò qualcosa all'orecchio poi iniziarono a parlare.

"Sai tesoro quando io ero ancora un'adolescente nonno e il signor Laurenti"

"Mamma,il padre di papà quindi!" La interrompei.

"Si esatto,ma ora non mi interrompere. Dicevo, loro due si misero in società per costruire grande azienda agricola. I primi anni tutto andò per il meglio, io e tuo padre ci misimo insieme e andammo a vivere nella villetta qui di fronte,però dopo ci furono dei guai finanziari,i tuoi nonni litigarono e si divisero" fece una pausa e continuò la nonna.

"Tentarono anche di dividere tua madre e tuo padre ma non ci riuscirono. Allora una notte d'estate tuo nonno per la centesima volta fece una sfuriata a tua madre, e le disse che prima o poi gli e l'avrebbe fatta pagare. Nella stessa notte la casa prese fuoco e il signor. E la signora Laurenti diedero la colpa a tuo nonno. Convincendo tutte le autorità e anche suo figlio di ciò."

"Ma non fu lui vero?"

"No certo che no. Dopo quella notte tuo padre e tua madre non si erano più visti,per quanto ne sapevamo noi,però un giorno tua madre fuggì con lui lasciandoci solo una lettera con scritto "vi cercherò io".

Scusa Se Ti AmoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora