"It's not easy having yourself a good time
Greasing up those bets and betters
Watching out they don't four-letter
Fuck and kiss you both at the same time
Smells-like something I've forgotten
Curled up died and now it's rotten"
«Carino» esordì Percy, passando affianco a Nico. Il ragazzo l'osservò sospettoso.
«Di chi parli?»
«Il biondino» e con la testa indicò i due ragazzi che si stavano allontanando dalla bancarella. Nico inarcò un sopracciglio.
«Sei serio?»
«Beh, visto che fighi, mori e con stupendi occhi verdi "non sono il tuo tipo", che ne dici di magri, biondi, abbronzati e con occhi azzurri tipo Ken di Barbie?» L'altro sbuffò.
«Ancora con la storia del "tipo"? Percy, non devi prenderla sul personale»
«Beh, visto che IO "non sono il TUO tipo" scusami ma Sì: la prendo sul personale!» e lo mollò lì per andare da un cliente. Nico sbuffò e si sfregò gli occhi: sul serio aveva avuto una cotta per lui? Jason osservò Percy passare poi si avvicinò a Nico.
«Ehi Death Boy, tutto okay? Che aveva Percy?» Nico scrollò le spalle e aprì la cassa per infilarci i soldi.
«Ha insinuato ci fosse qualcosa tra me e il cliente biondo di prima, poi è finita come ti puoi immaginare» Jason lanciò un' occhiata a Percy.
«Il discorso sul "tipo"?»
«Il discorso sul "tipo"» confermò Nico e si voltò. «Certe volte è proprio infantile»
«È semplicemente Percy» poi si appoggiò al bancone vicino a Nico. «E tu, invece? Le insinuazioni erano vere?» Il moro lo guardò storto.
«Erano insinuazioni»
«Quindi non c'è stato niente?» Nico storse le labbra.
«No. Beh, a parte la storia del filo...»
«Filo?»
«Sai no, il Filo rosso del Destino...» Jason lo guardò con occhi vacui. «Quel mito che dice che lo stesso filo rosso del destino sia legato ai mignoli della mano sinistra delle persone che sono destinate a essere anime gemelle...» Jason scosse la testa. Nico sbuffò.
«Oh andiamo! È un mito cinese molto popolare in Giappone, che è stato spesso usato in Anime e Manga per riferimenti amorosi!» Vide l'amico ghignare.
«Beh, in genere non leggo roba romantica quindi non sapevo esistesse una cosa simile. Però, adesso, devo dirti che mi ritrovo mooolto interessato! Raccontamelo» Nico sbuffò.
«Devo proprio?»
«Ora non puoi lasciarmi così sulle spine!» e il suo sguardo implorante lo convinse facilmente.
«Uff, e va bene. Ma vedi di stare attento che odio ripetermi.
Allora... C'era una volta un uomo di nome Wei. Wei era un uomo che, rimasto orfano di entrambi i genitori in tenera età, desiderava sposarsi e avere una grande famiglia; ma, nonostante i suoi sforzi, era giunto all'età adulta senza essere riuscito a trovare una donna che volesse diventare sua moglie.
Un giorno, durante un viaggio, Wei incontrò sui gradini di un tempio un anziano che stava consultando un libro, appoggiato con la schiena a un sacco. Wei chiese all'uomo cosa stesse leggendo; l'anziano rispose di essere il Dio dei matrimoni e, dopo aver guardato il libro, disse a Wei che sua moglie ora era una bimba di tre anni e che avrebbe dovuto attendere altri quattordici anni prima di conoscerla. Wei, deluso dalla risposta, chiese cosa contenesse il sacco; l'uomo rispose che lì dentro c'era del filo rosso che serviva per legare i piedi di mariti e mogli. Quel filo è invisibile e impossibile da tagliare, per cui una volta che due persone sono legate tra loro saranno destinate a sposarsi indipendentemente dai loro comportamenti o dagli eventi che vivranno. Queste parole non convinsero Wei che, per sentirsi libero di scegliere da solo la donna da sposare, ordinò al suo servo di uccidere la bambina destinata a diventare sua moglie. Il servo, quando la trovò, pugnalò la bambina alla testa e Wei, dopo quegli eventi, continuò la sua solita vita alla ricerca della moglie.
Quattordici anni dopo, Wei, ancora celibe, conobbe una bellissima ragazza diciassettenne proveniente da una famiglia agiata e si sposò con lei. La ragazza portava sempre una pezzuola sulla fronte e Wei, dopo molti anni, le chiese per quale motivo non se la togliesse nemmeno per lavarsi. La donna, in lacrime, raccontò che quando aveva tre anni fu accoltellata da un uomo e che le rimase una cicatrice sulla fronte; per vergogna la nascondeva con la pezzuola. A quelle parole Wei, ricordandosi dell'incontro con il Dio dei matrimoni e dell'ordine che dette al suo servo, confidò alla donna di essere stato lui a tentare di ucciderla. Una volta che Wei e la moglie furono a conoscenza della storia, si amarono più di prima e vissero per sempre felici e contenti»
Dopo la fine del racconto, il silenzio regnò sovrano per diversi minuti.
«Wow» esalò poi il biondo. «Una storia veramente orribile!» commentò ridendo e Nico scrollò le spalle.
«È solo un mito. I miti spesso sono crudeli» rispose incrociando le braccia sul petto.
«In più, questo non spiega come mai si crede che lo stesso filo leghi i mignoli sinistri delle anime gemelle!»
«Ah, non lo so! Quando ho cercato la storia su Wikipedia, questo c'era scritto!» poi Nico si spostò verso un nuovo cliente, per chiedergli se desiderasse aiuto. Quello lo liquidò, quindi tornò da Jason.
«Comunque, cosa centra questa storia con il cliente biondo?» s'informò il biondo, curioso.
«Centra perché, quando quel tizio ha tirato su la bambola di Edward Elric e ha preso in mano il filo rosso del cappotto che si stava sfilacciando ed io, nel frattempo, avevo preso l'altro capo. E Percy ha subito colto la palla al balzo!» e studiò di sottecchi il ragazzo moro intento a chiacchierare con una cliente, evidentemente già cotta di lui. Se lo avesse visto Annabeth, sarebbero entrambi tornati e casa con traumi multipli da libro.
«Ah, ora ho capito. Beh, devi ammettere che è stata una coincidenza strana» Nico lo guardò storto, stringendo gli occhi.
«Starai scherzando?! Quel biondino è evidentemente etero, andiamo! Quando Percy gli ha fatto quella battuta è arrossito come una ragazzina ed è scappato subito dopo aver pagato!»
«Ma scusa, non indossava una maglia con scritto "Seme"?»
«Sì, ma "Seme" vuol solo dire "Ehi bello, sono l'Attivo!". Magari è solo un pazzo etero malato di yaoi! E poi, anche se fosse stato gay, probabilmente era già fidanzato con quel castano con cui stava a braccetto. E, comunque, non era proprio il mio tipo!» L'amico biondo inarcò un sopracciglio e ghignò.
«Ah sì?» Nico sbuffò.
«...Okay, ammetto che era carino, con quei riccioli biondi, il sorriso timido, le lentiggini sulle guance e l'abbronzatura perfetta! Poi, così rosso dall'imbarazzo, sembrava proprio uno di quei ragazzi dei manga yaoi» Jason ammiccò con le sopracciglia e Nico si rese conto di ciò che aveva detto. «Ma era solo quello! Era solo un ragazzo carino! È solo perché era carino non vuol dire fosse il mio tipo! Così impacciato e imbranato, con quel fiume di parole che gli è uscito dalla bocca quando si è agitato... Non potrebbe mai piacermi uno così!»
«Ah no?»
«Eh no!» e gli fece una smorfia. «E comunque, non ho proprio tempo per pensare ai ragazzi, io! Devo lavorare: devo ancora pagare l'ultimo mese di affitto e tra un po' comincerò l'Università. Anche con la borsa di studio, voglio essere in grado di provvedere a me e mia sorella, visto che nostro padre preferisce stare con la sua nuova mogliettina. Anche solo una semplice storia di sesso mi porterebbe via energie e tempo utili»
Jason abbassò la testa e sospirò: era al corrente della situazione dura di Nico e gli aveva già offerto di coprire lui l'affitto di quel mese, ma il moro aveva rifiutato. Sapeva che voleva farcela da solo. Ne aveva bisogno.
«Comunque, un pensierino potevi farcelo. Non uccide nessuno un po' di sano flirt» Fu a quel punto che Percy gli interruppe.
«Ah, visto che parlate di flirt, guardate chi qua dentro è di sicuro il tipo di qualcuno?» e mostrò trionfante l'avambraccio destro su cui era scritto un numero di telefono. «Mi ha detto di chiamarla se mi va e che sono molto bello» Un sorriso trionfante svettava sul suo volto.
«E chi ti avrebbe detto che sei molto bello?» Quella voce fece gelare il moro sul posto. Il trio si voltò verso il bancone, dove una ragazza bionda, evidentemente furiosa, se ne stava in piedi in attesa di risposta. Percy deglutì.
«N-nessuno, Sapientona! Sta-stavo semplicemente parlando con Nico di quel discorso sul "tipo" e lui mi ha detto che sono molto bello!» Una luce pericolosa attraversò gli occhi della bionda.
«Allora, di chi è il numero che hai scritto sull'avambraccio?» Il colore defluì dalle guance di Percy, che provò invano a balbettare una scusa. Alla fine, finse una chiamata al telefono e scappò nel retro. Annabeth, scuotendo la testa, entrò nello stand dalla porta laterale e si sedette vicino alla cassa.
«Ma perché lo sopporto ancora?»
«Perché l'amore fa fare stupidaggini?» azzardò Jason stringendole una spalla.
«Perché il Dio dei Matrimoni vi ha legato mani e piedi con l'indistruttibile filo del destino? Ma tranquilla, prima o poi ci farai l'abitudine» rispose Nico alzandosi in piedi. «Bene, visto che è arrivato il mio cambio, io me andrei a far un giro per la Convention. Jason, non mangiarti la spillatrice che ci serve per incartare i pacchetti. Annabeth, cerca di non fargli troppo male o, almeno, colpiscilo solo in testa: magari gli si riaccende qualche neurone. Io vado» Il moro s'incamminò fuori dallo stand con le mani in tasca, finalmente libero di rilassarsi un paio d'ore.
«Ehi Casanova» gli gridò dietro Jason. «Tu invece guarda di divertirti un po'. E chissà che non lo re-incontri! Magari ci scatta l'amore...» Nico inarcò un sopracciglio e sbuffò, andandosene sollevando un dito medio come saluto.
Tch, figuriamoci!
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Cose da Comicon
Fiksi PenggemarDue normalissimi ragazzi, un comune Comicon e una bancarella che scombussolerà loro la giornata (in positivo). Una brevissima 2capitoli piena di nerdaggine e fluff che scrissi nel 2015 dopo le mie prime esperienze di fiere del fumetto.
