NUOVA SCUOLA

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12 ANNI DOPO

suona la sveglia e io non posso fare altro che posticiparla.
Odio il lunedì, soprattutto se so che sarà molto diverso dagli altri.
Oggi infatti comincio una nuova vita, in una nuova città. In una nuova scuola

"Maddy corri giù a fare colazione. Non vorrai mica arrivare tardi il primissimo giorno vero?"
Sono anni che dico a mia mamma che non mi deve più chiamare così.

Mi alzo svogliatamente dal letto e raggiungo il bagno. Decido di mettermi qualcosa di carino per il primo giorno. Mi prendo una paio di leggins neri, un top bianco e una giacca.
Corro giù prima che mia mamma inizi di nuovo a urlare.

mi avvicino al frigo e lo apro per cercare il latte
"mamma. quante volte te lo dovrò ancora dire di non chiamarmi più Maddy. Ho 17 anni ormai e se mi chiami ancora cosi sembrerò un'idiota"
"scusa tesoro hai ragione" sorride "ma sbrigati che abbiamo la riunione con il preside. Il signor Styles è stato molto gentile e si è sforzato al massimo per fart entrare in questa scuola. Oggi pomeriggio se vuoi possiamo andare a fare shopping"

"Miami è bella ma io voglio tornare a Seattle"
"lo so piccola mia che non ti piace ma dobbiamo dimenticare papà e iniziare da zero"
"mi manca molto papà" confesso in fine e mi lascio abbracciare dalla mia mamma
"manca molto anche a me"

Cub entra di corsa abbaiando in cucina e viene subito da me scondinzolando. Mi abbasso a fargli le coccole e lui si mette a pancia in su. Rido
"Devo prepararmi per la scuola piccolino"

Vado in bagno e mi raccolgo i capelli in uno chignon ordinato. Mi trucco e completo il mio outfit con qualche accessorio.

alle 8.30 siamo in sala d'attesa mentre aspettiamo che il preside si liberi di un genitore. Sono agitata anche se non so bene il perchè. So già che ormai sono dentro ma ho comunque paura, una paura che non so spiegare

"signora Beer. Il preside Styles è libero di accoglierla"
mi alzo e mi sistemo la maglia. Seguo mia mamma che sta entrando. Ed eccoci qui, davanti al preside della mia nuova scuola.

POV. HAROLD

Per tanti anni ho pensato a quella bambina. Ho sempre odiato quei mammiferi urlanti e piangenti, ma la piccola Maddy ha avuto su me un effetto diverso. Negli anni sono cresciuto, mi sono laureato e sono diventato addirittura preside di questa famosa scuola. Ma in nessun momento della mia crescita avrei immaginato che sarei riuscito a ritrovare Madison Beer.

Appena ho saputo che la madre la voleva iscrivere ho controllato tutti i fascicoli possibili su Madison. Non è più la stessa ragazzina di 5 anni che aveva perso il suo cagnolino. Ora è quasi una donna ed è molto bella. Ho addiruttura cacciato uno dei miei studenti più bravi da questa scuola solo per fare spazio a lei.

Ora è davanti a me. Una ragazzina con un corpo perfetto e molto femminile.
Il suo viso imbarazzato che si abbassa. La sua dolce mano che stringe la mia. Le parole "piacere signor Styles" che escono dalle sue carnose labbra mi fanno impazzire. Già comincio a fare pensieri sconci su di lei, ma non posso farne a meno. Madison Beer è una ragazza perfetta.

POV. MADISON

Il preside Styles è molto sexy. Il mio vecchio preside era vecchio, pelato e quasi senza denti. Harold Edward Styles è il preside più affascinante che io abbia mai visto. La sua stretta di mano è stata forte e sicura, anche se il modo in cui mi ha guardata mi ha messo un po' di paura. Forse l'ho solo sognato.

"Signora deve solo firmare queste carte e poi sua figlia sarà definitivamente dentro la nostra scuola" dice passando i fogli a mia mamma con la sua voce profonda e sexy.

Alzo un attimo lo sguardo impacciato e lo vedo mentre mi guarda sorridendo.
Mi passa un foglietto in silenzio, c'è scritto un numero

"Quello Madison è il numero del tuo armadietto. Appena esci dalla presidenza lo troverai poco più in là a sinistra. Dentro ci sono già i tuoi libri e i tuoi quaderni sistemati
"Grazie mille signore" sussurro imbarazzata fissando il foglietto.

Questo uomo mi mette ansia. Forse sono solo io che sono timida di mio ma Styles mi trasmette una personalità forte, sicura di se... che farebbe di tutto per vincere... quello che vuole

Ci alziamo tutti e tre per un altro scambio di saluti e ringraziamenti. Questa volta la sua stretta è più forte sulla mia mano e giuro che stavolta mi ha sorriso maliziosamente. Non ho ancora sognato.

Esco dalla presidenza, saluto mia mamma e comincio subito la ricerca del mio armadietto. Ma... mi sento fissata. So che può sembrare strano ma capisco subito quando una persona mi guarda di nascosto, diciamo che è un mio superpotere. Mi giro.

Il signor Styles mi sta fissando appoggiato a braccia incrociate alla porta della presidenza. Mi rigiro imbarazzata e continuo il mio percorso. Ho come l'impressione che qualcosa non andrà per il verso giusto.

DITEMI SE POSSO CONTINUARE. VI GIURO CHE IN FUTURO CI SARANNO DELLE BELLE SORPRESE. SPERO CHE IL MIO LIBRO VI PIACCIA

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