Aspettando le otto e l'inizio della partita decidiamo di andare in un bar karaoke a passare il tempo, prendiamo un tavolo per sei e cinque birre (Nathan vieta a Janette l'alcool in gravidanza come il fumo).
Stando in mezzo ai miei amici riesco a ritrovare la mia solita serenità... o forse è merito dell'alcool... fatto stà che dimentico i problemi e gli occhi color caramello di Avan non mi perseguitano più. Forse esagero... molto probabilmente esagero, tant'è che finisco col salire sul palco a cantare con George un duetto... imbarazzante.Comunque per le sette e mezza lasciamo il locale per dirigerci allo stadio dove si giocherà la partita, Nathan parcheggia e proprio quando scendiamo dalla macchina entra in piazzale il furgone con gli atleti. Matty scende con i suoi compagni di squadra e vedendomi devia il tragitto avvicinandosi con un sorriso.
-Amore...- mormora prendendomi per la vita e chinandosi a baciarmi le labbra, un cipiglio perplesso solca il suo volto. -Non pensavo di vederti qui.-
-Son venuta a darti il bacio di buona fortuna, capitano.- rispondo ricambiando il sorriso, la sua smorfia di distende e mi bacia ancora.
-Mh, speriamo porti davvero fortuna.- sospira guardandomi.
-Oh, bella Matty!- grida Frankie avvicinandosi con Miranda per mano.
-Ciao... dove siete stati?- domanda vedendo le condizioni non troppo sobrie del gruppo.
-Ci siamo fermati al "KaraokeBumBum".- sbuffa Janette l'unica davvero sobria.
-Ma sono le sette della sera...- sussurra il mio ragazzo guardandomi stancamente.
-McKibben! Muoviti, in spogliatoio!- chiama il coach di Matty, lui mi bacia nuovamente e mi lascia dirigendosi agli spogliatoi. Con i ragazzi entriamo nello stadio sedendoci ad occupare i posti più bassi dei gradini pronti per la partita.
Mano a mano che le otto si avvicinano i posti attorno a noi si riempiono e quando il tabellone dei punti si illumina e la voce gracchiante dell'arbitro presenta le squadre tutte le gradinate sono stracolme; la maggior parte della gente indossa accessori bianchi e rossi, i colori della squadra di casa, e sventolando cartelloni d'incitamento gridano il nome del capitano: Matty McKibben.
Quando entra in campo correndo davanti la sua squadra la folla sembra impazzire, le ragazzine urlano e strepitano, ma il suo sguardo chiaro cerca me e mi sorride, formo un cuore con le mani e lo alzo, lui manda un bacio sulle punta delle dita e questo manda in estasi tutto lo stadio femminile... non sanno che è per me.
Il coach lo richiama e tutta la squadra si riunisce attorno alla panchina, ascoltano le ultime raccomandazioni, indossano caschi e paradenti, fanno il loro urlo e, mentre le cheerleaders iniziano a ballare, si schierano per far iniziare la partita. Un fischio dell'arbitro e la palla è in gioco.Non essendo molto ferrata nel gioco del football non seguo molto la partita, ma guardo i giocatori scegliendo con Miranda quale sia il più carino... mh, direi Matty.
Sto seguendo con lo sguardo l'indice di Miranda che mi indica qual è per lei il più carino della squadra avversaria quando un ragazzino inciampa sulla mia borsa posata per terra; gli porgo una mano per aiutarlo ad alzarsi, tornato in piedi i nostri sguardi si incrociano.-Scusa, non l'ho fatto apposta!- grido per sovrastare la tifoseria, lui scuote la testa.
-Non preoccuparti, sono un po' imbranato di mio!- risponde, la sua voce ha un leggero accento francese e il suo sorriso è straordinariamente perfetto. -Mi chiamo Daniel.- aggiunge.
-Elizabeth...- ricambio ancora attratta dal suo sorriso, eppure quegl'occhi li ho già visti da qualche parte... così grandi e azzurri.
-Oh, Danger! Ti sei perso?!?- la voce dei suoi amici arriva coperta da una risata, lui si passa una mano tra i capelli rossastri.
-Scusa... sono i miei amici, devo andare.- dice, io faccio un cenno della testa e lui si allontana proseguendo lungo il corridoio della gradinata.
-Uh... qualcuno ha rimorchiato!- canticchia Miranda facendomi l'occhiolino.
-Eh, cosa? Ma se avrà avuto la metà dei miei anni!- ribatto scuotendo la testa con un sorriso.
-Si certo... chi sei Matusalemme? Avrà forse avuto diciannove anni...- osserva lei lanciando un'occhiata al suo gruppo di amici.
-Sono felicemente fidanzata...- alzo gli occhi al cielo e lei ridacchia. -Allora stavi dicendo? Il 19 è carino?- cambio velocemente argomento tornando alla partita che si conclude verso le nove e mezza con un'ampia vittoria della squadra di casa. Seguiamo il flusso della gente che esce dallo stadio disgregandosi al parcheggio; Miranda e Frankie ci salutano allontanadosi penso per appartarsi a casa di uno dei due, Janette si sente male e quindi Nathan decide di portarla a casa. Resto sola con George in attesa di Matty, che tarda ad arrivare visti i numerosi fan. Come al solito non possiamo farci vedere per non creare scandalo, quindi vedendo la folla di ragazzini che lo circonda io e George gli facciamo cenno che lo aspettiamo in un vicolo appartato. Una buona mezz'oretta dopo ci raggiunge e decidiamo di concludere la serata a villa McKibben, sfrattando i genitori di Matty dalla tv. Senza tener conto del mio dissentire i due optano per un horror, il che mi da la scusa per restare con Matty anche dopo il film quando George se ne va, non che ce ne fosse bisogno.
Dopo aver accompagnato l'amico alla porta Matty torna e si abbandona sul divano al mio fianco, mi accoccolo vicino a lui che inizia a pettinarmi i capelli con le dita, lo sguardo assorto.
Lucifero, il gatto nero pece di Matty si arrampica sul suo grembo, geloso delle attenzioni che il suo padrone dedica a me... ma guarda te se devo dividere il tempo che passo con Matty con uno stupido gatto.-Vado a prendere qualcosa da mangiare.- sbuffo, mi alzo dal divano e un po' barcollando raggiungo la cucina; cerco nella credenza e infondo sull'ultimo scaffale trovo un pacco di biscotti al cioccolato... andranno benissimo. Torno in salotto, ma qualcosa è cambiato... Matty è in piedi vicino al tavolo e si gira un cartoncino bianco tra le dita, l'espressione un po' turbata, mi avvicino.
-Pensavo avessi smesso di sentirti con Jogia.- dice con voce dura mostrandomi il cartoncino... dev'essere il biglietto da visita di Avan che mi è caduto mentre andavo in cucina, glielo prendo dalle mani infilandolo in tasca.
-Gli ho fatto un favore... tranquillo Matty.- gli rivolgo un sorriso che non sembra addolcirlo.
-Posso sapere di che si tratta?- continua lui guardandomi torvo, alzo le spalle con uno sbuffo sonoro.
-Non ti preoccupare, non è successo niente.- lo rassicuro lasciandogli un bacio sulle labbra e stringendo le mie braccia attorno al suo collo.
-Hai rivisto il professor Jogia?- domanda rigido, prendo una sua mano e la sposto sul mio fianco... odio quando mi resiste.
-No, me lo ha dato Beck.- mento.
-Non lo sentirai più, promesso?- fa gli occhi da cucciolo e il labbruccio.
-Va bene...- rispondo, finalmente mi prende per la vita stringendomi a lui.
-Ti amo, non scordarlo mai.- sussurra lasciandomi un bacio sulla fronte.
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SEQUEL: Skinny jeans, health cigarettes, forbidden love
ФанфикDopo sei anni la vita di Elizabeth è totalmente cambiata... frequenta l'università con voti soddisfacenti (grazie alle brevi lezioncine del suo migliore amico Liam), ha un fidanzato che ama, una compagnia vivace di amici e la serenità di chi ha una...