Capitolo 3

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È quasi ora di uscire, bene ho un po' d'ansia, mista a felicità, cioè sono così felice per Abby, cosa farà Jackson quando scenderemo giù e la guarderà?
è così bella, sembra una Dea, fortunato Jackson, potrebbe averla, se solo quello stupido capisse l'interesse che Abby ha nei suoi confronti, spero vivamente che io non debba prenderlo da terra con un ambulanza quando Abby scenderà le scale, insomma, poi se lui sta male alla festa ci vado a piedi??

Sono le 22:00, i miei stasera partono, tornano in Italia, per lavoro.
Staranno via circa due settimane, ciò significa che devo badare io a Jackson, nonostante sia più grande di me, poi dovrò cucinare e pulire io.
Se solo non ci fosse la scuola di mezzo non sarebbe così pesante, ma si deve fare per forza, quindi lo faccio e basta, senza lamentarmi.

<Rosè, Abby, siete pronte? non vorrei arrivare troppo tardi.>

<Si, Jackson, stavamo solo parlando, ORA SCENDIAMOO.>

<Allora, piccola Abby, sei pronta?> le chiedo alquanto curiosa ed emozionata.

<Certo, non vedi?>

<Aih, che stupida che sei, intendo sei pronta a conquistare il tuo Jackson?>

<Owh, ecco, io non lo s->

Le vedo una faccia un po' perplessa e triste, non è molto sicura di se, quindi perché non incoraggiarla?

<Scusa, cosa stai dicendo? stai zitta che sembri una Dea, a Jackson piacerai da impazzire!>

Mi da uno schiaffo sul braccio, mi sorride e poi mi abbraccia.

<E tu??> mi chiede.

<Io coss-a?>

<Tu stasera su chi vuoi fare colpo preparata in questo modo??>

<Uhm, in realtà nessuno!>

<Sisi, ti credo....>

Il mio cellulare che squilla interrompe la nostra conversazione un po' imbarazzante, chi può essere?

Hoseok, cavolo, ho dimenticato di chiamarlo.

*Chiamata*

<Hey Rosè, a che ora arrivi?> mi chiede.

<Heyy, penso per le 22:30, tu?>

<Io già mi sto avviando.>

<Okay, a dopo picci.>

Stacco il cellulare prima che posso rispondere e lo riposo nella mia piccola borsa.
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Sono le 22:11 quindi decido di scendere giù, per salutare i miei, e poi andare alla festa.

Mi do un'ultima occhiata allo specchio, e sorrido, sembro quasi carina...

Do la mano ad Abby, ovviamente per evitare cadute imbarazzanti e alquanto ridicole, non mi piacerebbe mica cadere per tutte le scale, cioè al posto di portare Jackson in ambulanza, ci dovrei andare io poi.

Scendo le scale e mi siedo frettolosa sul divano.

<JACKSON, DOVE SEI?>

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