One-shot scritta in occasione della prima prova del "Winter Writing Contest", a cura di WritinwithyouProject. La traccia richiedeva di descrivere un personaggio. Ho scelto di parlare di una ragazza a me cara, di cui narro la storia nella mia opera principale "Hotel Lancaster". Buona lettura!
Dear Lord, when I get to heaven
Please let me bring my man.
When he comes tell me that you'll let him in,
Father tell me if you can.
All that grace, all that body,
All that face, makes me wanna party.
He's my sun, he makes me shine like diamonds.«Quant'è?» domandò l'uomo.
«Sono cento sterline.»
Lui sollevò di scatto il braccio, come per assestarle un manrovescio. Lei non si mosse, pronta a ricevere l'offesa. Dopotutto, il cliente aveva sempre ragione, specialmente nel suo mestiere. Tuttavia, l'uomo accostò la mano al suo volto con delicatezza, chiudendola a coppa sulla sua guancia. Chinò il capo per farsi vicino all'orecchio della ragazza. Ti piacerebbe cenare con me?
«Ho assistito a prestazioni migliori.»
Lei fece spallucce. Si trattenne dal fargli notare quanto le dolesse l'attaccatura dei capelli, per tutte le volte che l'uomo, un trentacinquenne con capelli brizzolati e capi distinti, aveva tirato con veemenza la sua chioma raccolta da una coda di cavallo. Non comprendeva la valenza di quel gesto, che nondimeno apprezzavano la maggior parte degli uomini che bussavano alla sua porta. Per giunta, la intimoriva la quantità di capelli che abbandonavano la sua testa ogni qualvolta li spazzolava. Cadevano a ciocche, come se al posto del pettine avesse delle forbici che recidevano alla radice quelli che un tempo erano dei seducenti capelli color oro. Aveva il presentimento che gran parte di essi non avrebbe visto la fine dell'inverno.
"Dovresti smetterla di toccarti i capelli. Ti cadranno tutti, a forza di passarci in mezzo le mani."
"Ne sarà valsa la pena. Sarebbe un vero peccato se li perdessi tu, comunque. Ogni volta che li guardo.."
"Cosa?"
"Non saprei. Sono sicuro che saprei capace di scorgerli anche durante una tempesta notturna. Ma a pensarci bene, potrei aver bisogno di quella luminescenza anche adesso."
"È mattina."
"Appunto."
«È un peccato..» mormorò.
«Pazienza. Sei fortunata però, mi fai abbastanza pena da renderti ciò che hai chiesto.» Le premette un paio di banconote da cinquanta sterline nel palmo della mano. Si accorse della presa anche abbastanza energica al polso solamente quando l'uomo la sfruttò per tirarla a sé, facendosi pericolosamente vicino al suo volto. «Potrebbero anche essere le tue ultime sterline, considerando la serata appena trascorsa.»
Lei sorrise.
«La ringrazio.»
___
Ricordati di me.
I suoi tacchi calpestavano le strade di Londra. Era una notte senza stelle quella in cui, di ritorno dal suo lavoro, la ragazza levò lo sguardo al cielo e si strinse nel lungo cappotto nero. Chiunque l'avesse conosciuta prima della Caduta non avrebbe mai pensato che potesse farsi vedere in giro, seppur a notte fonda, con un indumento simile. Abiti di tal fatta non erano nemmeno in suo possesso fino a poche settimane prima. Era stato un soldato, un giovane dagli occhi più verdi che avesse mai contemplato, a prestarglielo. Ciò che la fece sorridere di quel gesto fu la consapevolezza che lui la conoscesse abbastanza da sapere che non l'avrebbe mai indossato se fosse stato qualcun altro a donarglielo. Non è un regalo, si corresse. Solo un prestito.

STAI LEGGENDO
Winter Tales
Short StoryBianco come l'inverno, nero come il corvo ferito. Il rosso di chi sa amare, la stella del mattino.