64. Where am i?

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Era un'ora.
Una fottutissima ora che Liam camminava avanti e indietro nella sua stanza. Doveva andarsene da quella casa il più presto possibile, o lui l'avrebbe trovato. Se fosse stato così, sarebbero stati davvero grossi guai.
Mai e poi mai gli avrebbe perdonato il fatto di essere rientrato più tardi del solito da scuola. Ma il solo pensiero di aver fatto due mesi con Zayn, gli aveva fatto venire in mente di fargli una sorpresa e di portarlo fuori a mangiare, dimenticandosi totalmente della reazione che suo padre avrebbe avuto se non fosse ritornato a casa in tempo.
"Brutto stronzetto, dove sei?" sentiva i suoi passi avvicinarsi sempre di più nella sua camera.
Pensa Liam, pensa.
Si guarda intorno, come se qualche oggetto lo potesse salvare da quella tremenda situazione.
Il suo sguardo passa dal letto, all'armadio, alla libreria, alla scrivania piena di foto, per poi arrivare alla finestra. In quel momento è come se una lampadina apparisse sopra la sua testa e si accendesse. Poteva scappare da lì. Tanto si trova al primo piano e gli sarebbe bastato solamente saltare, scavalcare la ringhiera e andare il più lontano possibile.
Ma questa volta definitivamente.
Non sarebbe più tornato.
Per qualche secondo non sente più suo padre chiamarlo e velocemente dall'armadio tira fuori un borsone nel quale butta dentro qualche vestito,tutti i suoi risparmi, la fotografia con sua madre e in fine un libro, il suo libro. Io e te di Ammanniti.
Successivamente, dopo aver controllato se avesse preso tutto, apre la finestra e dopo aver dato un ultimo sguardo alla sua stanza, prende il borsone e salta giù.
Superata la ringhiera si trova sul marciapiede e si guarda intorno spaesato.
Non sa dove andare, non sa dove dormirà questa notte, non sa dove passare i suoi prossimi giorni.
Si ritrovò a percorrere le strade della sua città di notte, da solo e con una paura tremenda.
Il vento che gli muove i capelli. È una sensazione quasi piacevole, se non fosse per il fatto che fa un freddo cane e lui ha una semplicissima felpa di cotone e dei jeans strappati al ginocchio. Ha freddo, tanto freddo e inevitabilmente pensa a come sarebbe bello in questo momento stare nelle braccia di Zayn, che riuscirebbe a scaldarlo con solo il suo sorriso. Gli piacerebbe tanto stare sdraiato sul suo letto e ammirare Zayn che dipinge, qualsiasi cosa, anche una casa su una collina, perché mentre lo fa ha un espressione così bella, che trasmette tranquillità. Non avrebbe mai pensato che un ragazzo così timido e impacciato in realtà nascondesse dei grandi talenti. Oltre alla pittura una sua grande passione è il canto. In un mese lo avrà sentito cantare a malapena un paio di volte, diceva che si vergognava a cantare davanti ad altra gente. Pagherebbe oro per ascoltarlo tutto il giorno, con quella sua voce capace di fargli venire la pelle d'oca. Non si era minimamente accorto di aver iniziato a piangere.
A distoglierlo dai suoi pensieri è il suo telefono che squilla.
Appena lo prende sullo schermo appare ZAYN.
Lo sta chiamando.

"Pronto Zay"
"Liam, dove sei?"
"Non lo so neanche io"
"Cosa significa?"
"Significa che non lo so! Sono scappato via di casa, non ce la faccio più a stare con quello stronzo di mio padre. Ora mi ritrovo di notte, da solo, in una strada deserta e non so dove andare, non so cosa fare. Ho freddo, non ho abbastanza lucidità per pensare e vorrei solo stare lì accanto a te" Ricominció a piangere, più forte di prima.
"Li, stai calmo, ci sono io con te. Ora guardati in torno, cerca di notare se c'è qualche cartello, negozio oppure degli edifici"
Si guarda in torno e fortunatamente i lampioni accessi gli permettono di vedere un piccolo pub, oltre alla grande distesa di prato che aveva intorno.
"Sto vicino Zeitgeist Pub, lo conosci?" gli domanda, tirando poi su con il naso.
"Si, cazzo, si che lo conosco. Liam sto arrivando, non muoverti da lì, stai attento, non dare confidenza a nessuno. Ti conviene entrare, altrimenti ti prenderà una bronchite" disse tutto d'un fiato io moro.
"Sta tranquillo, ti aspetto. Grazie mille Zay" Due minuti prima stava piangendo, mentre ora si ritrova con uno stupido sorriso sul volto.
"Arrivo amore" detto ciò, attacca.

The Bathroom // ZiamDove le storie prendono vita. Scoprilo ora