❦Emotions like tornados❦

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Come Una foglia che, lentamente e a malincuore, si stacca dal suo ramo per ricongiungersi alla terra, con altrettanta malinconica naturalezza passò un ennesimo mese da quel lontano giorno nevoso.

Le routine dei due demoni erano pressappoco le stesse da tempo addietro:

•Sveglia
•Colazione, con Hero che ignora Entity
•Entity esce per sbrigare varie cose con Null
•Hero passa tutta la mattinata a leggere
•Entity, a volte, rientra per pranzo
•Entity prova a scambiare due parole con Hero
•Hero liquida Entity e si rifugia in camera
•Entity esce nuovamente (con chi non si sa)
•Hero esce e va a sfogarsi nel boschetto dietro casa
•Hero rientra prima che torni Entity per cena
•I due cenano in silenzio
•I due si recano ognuno nella propria stanza

Entity era stufo.
Il peso sulla sua coscienza era troppo pesante, pensare che questo circolo vizioso si era generato da un bacio...
Non poteva sopportare ancora un'altra sola giornata in qui quelle iridi lunari non riescono a reggere il suo sguardo.

Doveva fare qualcosa!

D'altro canto, Hero odiava a sua volta la situazione, ma non sapeva come uscirne.
Da quanto l'argenteo l'aveva baciato in lui si erano scatenati milioni di pensieri abbaglianti, così tanti da non riuscire neppure a distinguerli.
Sapeva solo una cosa: Stare vicino a Entity peggiorava il tutto.

Alla vista del maggiore il suo cuore batteva come un tamburo, sempre più insistente. Sentiva milioni di farfalle librarsi nel suo stomaco e una voglia incontenibile di qualunque sua parola o occhiata, purché fossero dedicate a lui.
Ma non accettava questo stato d'animo, sentendosi come olio in un bicchiere di latte.

Lui non aveva mai lontanamente pensato all'amore prima d'ora, non sapeva neppure come si facesse a provarlo. Non si era mai affezionato a qualcuno, anche solo in un rapporto d'amicizia, non ne aveva mai sentito la necessità.

E adesso veniva sopraffatto da tutte quelle sensazioni a lui sconosciute, si sentiva come segregato sulla faccia che la luna cela.
E nessuno si accorgeva della sua assenza e bisogno d'aiuto.

In realtà, era così soggiogato dalla paura per chiedere aiuto a chiunque.

E se non lo avessero capito?
E se si stesse sbagliando?
E se parlare lo avrebbe soltanto allargato quel canyon che lo separava da tutto e tutti?

Specialmente da Entity...

Sentí un senso di instabilità farsi largo in lui, ma cercò di ignorare l'imminente crisi...

"Basta, è inutile arrovellarsi in questa situazione. Finirò solo col crearmi altri problemi" Si disse, girandosi a pancia in giù sul suo letto.

Abbandonò il libro che stava leggendo sul comodino lì accanto, inabissando il volto nel morbido cuscino bianco. Le braccia intente a premerlo contro il suo visetto rotondo, come un bimbo rannicchiato nel buio della sua stanza in una notte tempestosa. Ma all'esterno i raggi solari di una dolce primavera, ormai vicina all'estate, accarezzavano il suo corpo tramite i pannelli di vetro della finestra, dando un tocco di vita a quella stanza particolarmente vissuta.

«Perché non riesco a venirne a capo...?» Lagnò contro il cuscino, sentendo gli angoli dei suoi occhi pizzicargli lievemente.

Le ricacció indietro.

Un improvviso botto gli fece rizzare i capelli a tal punto che fece un salto, ritrovandosi sospeso in aria a pochi centimetri dal tetto. Il cuore che gli batteva incessantemente e il terrore di cercare il responsabile di tale sgomento.

«Hero so- HERO! MA TU FLUTTUI!? STAI RECUPERARDO I POTERI!!» Esultò il demone color notte, varcando la soglia della porta senza alcun permesso.

Di certo la delicatezza non andava pienamente d'accordo con il demone color notte...

"Prisoners of the same sentiments" ~ HerotyLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora