Tuttavia, ci sono casi in cui la paura, quasi come non sapessimo gestirla, sfocia in crisi vere e proprie per la mente dei " pazienti " e spesso si va incontro alla terapia farmacologica, che se mal gestita può condurre tutta ad un altra serie di problemi.
Sto parlando delle fobie ovviamente, che spesso sono dovute ad un evento drammatico di cui a volte non possiamo neanche conoscere l ' origine.
Le fobie sono un conflitto inconscio e una sorta di autodifesa della psiche che deve prendere " precauzioni " verso qualcosa che non è stato ben assimilato, non è stato assimilato correttamente, o l ' assimilazione è avvenuta in un modo troppo traumatico per il soggetto. Prendiamo ad esempio il bambino che giocando a palla prende una pallonata in faccia, da quel momento magari potrebbe avere paura di giocare a calcio o potrebbe addirittura abbandonare il suo sport, pur essendo consapevole che la palla non cel ' ha con lui e non vuole fargli del male.
Qual'è potrebbe essere una risposta adulta a questi stimoli ? Evitare gli stadi, ad esempio, ma per capire le origini di una fobia bisogna osservare sempre passato, e presente de, rapporto soggettivo con la causa scatenante della fobia in questione.
Se le fobie non vengono diagnosticate al più presto, e il soggetto non prende precauzioni, questa fobia potrebbe essere troppo radicata con il tempo è quindi essere più difficile da eliminare. Perché ? Perché la psiche reagisce alla paura isolando il soggetto ancora di più dalla sua paura, perché la reazione di attacco e fuga, e quindi la produzione di adrenalina da parte delle surrenali causano una reazione al cervello che lo rende inconsapevole che in realtà la minaccia presente potrebbe essere innocua. Questo porta il soggetto ad avere non solo paura ancora di più, a causa dell ' adattamento della sua psiche a quella paura, ma anche a generalizzare e a portare il soggetto ad esempio ad evitare qualsiasi luogo potrebbe condizionando verso quella paura. ( la scuola per i bulli, ad esempio, o l ' ospedale per le punture ) la fobia tuttavia, quindi non solo è una paura, ma è una paura immotivata che può essere inoltre molto invalidante. Persino gli attacchi di panico indicano una risposta a qualcosa di inadeguato, o meglio , male assimilato.
Tuttavia, la paura, persino questa all' estremo, è indice di salute psichica. Quindi non arrabbiati se avete qualche fobia o due, compresa quella di prendere l ' ascensore per cui tanto i vostri amici vi prendono in giro perché siete claustrofobici. E poi è giusto avere qualche paura ogni tanto, ed è giusto avere qualche sfida da superare.
Altrimenti che gusto ci sarebbe ?
Rimanendo nel campo delle nevrosi, ( e quindi dei disturbi mentali più leggeri ) si possono trovare anche i disturbi ossessivi compulsivi, di cui io stesso sono affetto.
I disturbi ossessivi compulsivi sono una risposta alla psiche ad un qualcosa di inadeguato o di traumatico, e comunque sembrerebbe predisponga anche di fattori genetici. In sintesi, questi disturbi, possono comprendere vari campi, e spesso sono accompagnati da una paura. Ad esempio alcuni, per gestire la paura potrebbero mettere in atto vari comportamenti " sedanti " , come ad esempio lavare compulsivamente, pulirsi compulsivamente, o farsi la doccia compulsivamente.
Ma cosa si intende ? Per " compulsivamente " intendo una serie di azioni, anche immotivate, che un soggetto mette all ' opera per sé, e quindi per alleviare la sua ansia. Per " compulsione " si intende un atto messo all ' opera per alleviare l ' ansia, una preoccupazione, o una concatenazione di ansia. Quindi , questi comportamenti vanno dal lavarsi le mani spesso, anche più volte in un ora o in un paio di minuti, oppure camminare evitando le fessure, ripetere sempre gli stessi movimenti, e spesso anche percorrere più volte sempre la stessa strada. Questo disturbo, se mal gestito, potrebbe richiedere un trattamento farmacologico, ma mi raccomando, sta a voi appunto gestire voi stessi e le vostre ansie. Soprattutto, il compulsivo sa che non succederà niente anche se si dimentica di saltare una piastrella o toccare una porta quattro volte prima di entrare. Infatti stiamo parlando di disturbi che rientrano nel normale sviluppo e adattamento della mente, non di psicosi.
Quindi " pensiero " e " compulsione " sono concatenati, ma anche " compulsione " e " pensiero ", in quanto, un soggetto più pensa alla sua paura più questa, ovviamente, le crea ansia e quindi lo conduce di nuovo al comportamento evasivo, ma la catena è dura e una volta, tanto che ti stringe è difficile uscirne. Questo melo sento di dirvelo dal cuore : non compulsate, non fatelo, perché vi condurrà verso la paura e allo stesso processo folico, quindi non ne uscirete e probabilmente dovrete prendere psicofarmaci, la vostra mente si deve adattare in altro modo, e questo velo dico col cuore, se invece il vostro terapeuta non vi ha detto questo, e anzi, ha già iniziato a rimpinzarvi di psicofarmaci, e in più lo stipendiate, siate certi che probabilmente non vuole guariti ma probabilmente vuole solo usare il vostro problema a suo carico.
E di questo, purtroppo, non mene sorprendo.
Le compulsioni faranno seguirne altre ancora, e può darsi che non riuscirete a fare più nulla, nemmeno andare a lavoro. Questo cosa significa ? Dovete affrontare le vostre paure. E quindi, andare a fondo, alla questione, e capire se questa fobia, questo disturbo ossessivo compulsivo, non sia un messaggio che la vostra psiche vuole darvi e maschera in questo metodo.
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TESI SULLA PAURA
Non-FictionBiochimica, cortisolo, e adrenalina : il grande argomento
