L'unica cosa che rende la vita sopportabile è l'incertezza.

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L'unica cosa che rende la vita sopportabile è una permanente ed intollerabile incertezza; il non sapere cosa verrà dopo.

Non ricordava più come avesse potuto essere così restio a farsi impiantare quel braccio mesi addietro, gli scienziati JATH erano davvero dei luminari del loro campo.

Non poteva dire di non aver provato disagio quando – una volta sveglio dopo l'intervento – aveva percepito una chiara sconnessione tra la sua pelle e quella artificiale del braccio appena impiantatogli.

Diversamente da ciò che credeva, tutte le persone attorno a lui lo avevano accompagnato ed aiutato a riacquisire pienamente le sue funzioni, gli mancava essere la recluta spavalda mitigata dai soldati più esperti, Gloom era stato quello che più lo aveva aiutato. Quel ragazzo, che sembrava dimostrare molta più esperienza di quella che avesse, parlava poco, pochissimo ma sapeva farsi comprendere con uno sguardo.

Non lo aveva mai sentito urlare, riusciva a calmare gli animi semplicemente con una parola tagliente o uno sguardo d'ammonimento, lo invidiava davvero tanto perché lui invece avrebbe dato a quegli stronzi un bel pugno per metterli a tacere. Aveva anche scoperto che il nome di battesimo non esisteva all'interno di JATH, e non per un qualche tentativo di cancellare l'identità dei soldati ma più semplicemente per salvaguardare i vari membri al suo interno; far parte di quel nucleo era molto più importante di quanto avesse immaginato, la loro "intrusione" talvolta non era gradita e questo li aveva portati ad avere molti nemici sparsi per il mondo, questo significava non potersi fidare di nessuno – o quasi – Madara, da quello che aveva capito, mostrava spavaldo la sua identità, in realtà non era spavalderia la sua, quanto più la necessità che nessuno potesse usurpare l'immagine di JATH combattendo per cause sbagliate; lui era l'unico lì dentro a conoscere i veri nomi di ogni singolo componente , Gloom ne conosceva solo alcuni invece in quanto suo braccio destro.

-Ho bisogno della squadra di Gloom e Ice.

-Sarò breve – una volta riuniti, Madara aveva svelato loro il motivo della loro convocazione. – c'è qualcosa che si agita tra le alte sfere. In questi mesi ci sarà tanto schifo da ripulire.

-Se volessi renderci partecipi piuttosto che coglionare.

A contrapporsi all'apparente pacatezza di Gloom, c'era Ice, lo aveva incontrato la prima volta durante la missione a Bangkok e già lì, con i suoi occhi così chiari, gli era parso un pazzo senza scrupoli. Era mortalmente irriverente e menefreghista, spesso compiva crudeltà anche verso chi non lo meritava o era troppo buono per mandarlo a fanculo, sotto quell'aspetto la base JATH era un po' una giungla.

Naruto non aveva mai avuto uno scontro diretto con Ice che, seppur lo guardava sospettoso, non aveva mai cercato di screditarlo, ma quello forse era dovuto all'essere un sottoposto di Gloom, quei due sembravano condividere più della divisa e la sinergia che condividevano nell'elaborare le varie strategie d'assalto, dimostrava il rispetto e la fiducia che l'uno provava per l'altro.

-Ho fiutato dei contatti sospetti in Kenya, ho bisogno di voi lì, nel frattempo cercherò di mettermi in contatto con una vecchia conoscenza per avere qualche informazione, ci aggiorniamo quando sarete a destinazione.

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Molto spesso Naruto si era ritrovato a chiedersi chi sovvenzionasse JATH, i loro equipaggiamenti erano sempre nuovi di zecca e dotati di così tanti elementi da far impallidire un intero esercito, la loro forza militare contava più sulla qualità che sulla quantità, ecco perché quasi tutti gli eserciti nazionali chiedevano il loro supporto in battaglia; far parte di quella realtà lo inorgogliva oltre ogni limite, si sentiva onnipotente, pronto a sbaragliare chiunque cercasse di ostacolarlo, d'altronde in battaglia si era sempre distinto per la sua tenacia e la sua spietatezza ed era contento di avere l'occasione di mostrare la sua abilità al mondo intero.

UngesabiWhere stories live. Discover now