Prologo

22 2 0
                                    

× Le parole famose ×

Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.

× Le parole famose ×

* ° ° ° *

"Non è come credi."
Le famosi parole, immaginavo le avrebbe dette.

"Tyson, un po di originalità, questa l'ho già sentita." questa è la mia risposta, con tono strafottente e freddo. Improvvisamente distaccata da quello che dovrebbe essere il mio ragazzo.

"Kir..."

"No, non ti avvicinare." indietreggio, e i miei occhi balzano sul suo petto nudo mentre si avvicina.
Deglutisco e provo a parlare, provando a trattenere la rabbia che mi sprona ad ucciderlo.

"Kirby, ascoltami."

"No, - lo interrompo nuovamente - tu ascolta me, non ti azzardare ad avvicinarti a me un'altra volta. Altrimenti sei un uomo morto, se tale ti posso ancora definire." lo guardo schifata e dico queste parole con amarezza, prima di fuggire da camera sua ed uscire da questa casa, definitivamente.

Una volta fuori, respiro l'aria fresca di Doncaster e sospiro, esausta della giornata.
Sono le 18:00.
Dovevo passare la serata con il mio ragazzo, ma sono passata prima del previsto facendomi capire esattamente quello che le mie amiche mi ripetono sempre.
Sono stata una stupida a credere ai suoi gesti amorevoli. Sono stata una stupida a pensare che Tyson, il ragazzo più popolare della scuola potesse guardare solo me. Spero solo che, quella bionda che ho trovato nel letto del mio ormai ex, se ne accorga presto. Oppure si brucerà. Ora che mi sono scottata anche io, posso capire come ci si sente ad essere traditi.

Delle lacrime scendono lungo le guance bollenti e mi sbrigo a tornare a casa.
Sono esausta.
Stamattina ho lavorato per tutta la mattina e gran parte del pomeriggio, i piedi mi fanno un male tremendo e sento che stanno per cedere. Oltretutto ho delle occhiaie terribili, stanotte non ho dormito.

Grazie al cielo tra due settimane finisco il contratto, e mi sono ripromessa che non mi sarei fatta abbindolare da quell'idiota del mio capo, non fa altro che sfruttarmi e mi da meno di quello che mi spetta.
Due settimane, mi ripeto, mancano solo due settimane e poi sono libera.

Quando scorgo il viale di casa mia, supero la farmacia frettolosamente e, una volta che accelero il passo, mi ritrovo quasi a correre verso quel appartamento di cui ho bisogno in questo momento.
Letto, è la prima cosa che mi viene in mente.
Adesso vado a letto e domani mi sveglio a mezzogiorno, dato che è il mio giorno libero. L'unico dannato, e benedetto giorno in cui posso rilassarmi come si deve.
Mancano solo pochi metri per arrivare a casa.
Finalmente.

"Eccomi." strillo, emettendo un sospiro rumoroso e espirando fuori tutta la mia frustrazione.

"Tesoro." mia mamma accorre verso di me, preoccupata quando vede i miei occhi lucidi e le guance rosse. "Che succede?"

MISSIONE CUPIDO Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora