L'alba ha sempre un'area magica.
Porta con se il buio della notte ma genera la vita di un nuovo giorno, e quel giorno non lo dimenticherà mai.
L'alone del suo respiro creò una nuvola di umido sul vetro della portafinestra che dava sul balcone della cucina.
Al di là, oltre le poche case che merlettavano la campagna piena di ulivi secolari, i lunghi colli di cemento dell'Italsider fumavano senza sosta.
All'interno della casa si era sparso un forte odore di caffè. Un via vai di persone faceva spola tra la cucina e la camera da letto dei nonni. Zia Maria intratteneva alcune persone che erano sopraggiunte solo pochi attimi prima che la caffettiera soffiasse forte. Luigi passava inosservato tra i familiari e gli estranei che si baciavano, si abbracciavano e si scambiavano saluti. Un nuovo termine entrò nel suo vocabolario condoglianze e con esso un nuovo aspetto della realtà umana: la morte, quella reale, quella vera che non ti permette di fare un altro gioco.
Fino a quell'evento solo i suoi giocattoli morivano, solo nei suoi giochi o perché distrattamente si rompevano. Luigi stava crescendo e come ogni crescita necessita dell'acquisizione di nuove realtà belle o brutte che esse siano.
Mentre la camera del nonno si riempiva di gente e nel corridoio lo spazio diventava sempre più angusto egli strisciava tra i fianchi dei presenti. Origliava i discorsi e odorava i vari olezzi che ognuno si portava addosso: il macellaio puzzava di carne e sangue; l'ortolano odorava di insalata bagnata; il panettiere di pane appena sfornato e la signora Jole di un dolce profumo di saponetta.
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Fumo di rame
General FictionStoria neoverista di uno spaccato di realtà di vita dei cittadini della città di Taranto alle prese con vicissitudini quotidiane mai sopite ma costantemente reali e atroci.