Ore 17:30 pm 19 ottobre 2019
Oggi è stata una giornata divertente per i miei gusti.
Cioè, finalmente ce stato un pò di azione!
Io amo fare cose pericolose, combattere è tutte queste cose.
Descrivere la giornata di oggi che non è ancora finita, significa dire: è iniziata perfettamente bene, anche se non ho ancora ucciso quello stronzo.
Devo escogitare un piano, deve funzionare.
Devo ammettere che è forte ma non quanto me.
Si, ho tanta autostima sui miei poteri, d'altronde per quarant'anni ho abitato in Spagna da sola a soli sedici anni, non è stato facile per me.
C'era gente davvero cattiva, c'erano sempre omicidi, violenze tra le strade, maniaci, minacce, pedofili, morti ecc... A me è successo molte volte di scontrare queste azioni da parte degli altri, cercavano di violentarmi quando tornavo nella stanza che avevo affittato. Una volta mentre dormivo hanno persino sfondato la porta per derubarmi è io quando perdevo la pazienza li uccidevo. Alcuni avevano scoperto dei miei poteri è subito dopo un giorno tutta la città mi ricercava per farmi esperimenti ecc... Ma alla fine mi divertivo ad ucciderli. Io non sono del tutto stata così... Come dire, così impaziente, arrogante e stronza. Quanto abitavo con i miei avevo un rapporto strano è unico con loro, meno che per mia nonna. Con i miei genitori non ero sdolcinata, non lo ero con nessuno oltre mia nonna, i miei genitori non erano molto presenti nella mia vita, però per quel poco che stavamo insieme mi aiutavano a controllare i miei poteri, è anche se non lo mostravano spesso, ci tenevano a me. Con mia nonna invece... Con lei ero stranamente diversa. Ero un'altra persona. Solo con lei ero: divertente, simpatica, sincera ecc... Lei per me era speciale. Forse perché era come me o forse perché solo lei mi capiva.
Il nostro carattere era identico, per questo andavo d'accordo solo con lei,
ci capivamo avvicenda solo con gli sguardi.
Lei sapeva quanto contava per me il nostro rapporto. l'unica cosa che mi rimane di lei è un libro che mi aveva regalato il giorno prima della mia scomparsa da New York, non l'ho mai letto perché non amo leggere, lo trovo inutile è noioso, però lei mi ha detto che era speciale è mi avrebbe aiutato a sviluppare i poteri, ma ogni volta che provavo a leggerlo, dopo la prima frase mi annoiavo è lo chiudevo.
È passata mezz'ora da quando ho creato il portale per tornare a casa mia è uscire dalla casa di quei coglioni, sono seduta sul divano a fissare il soffitto, per riflettere su come uccidere cinque senza che lo faccia prima lui con me.
Mi serve un piano che funzioni alla perfezione, sono brava su queste cose, specialmente a causare dolore.
Da l'età di sei anni i miei mi hanno fatta iniziare ad allenare, facevo allenamenti talmente estremi che una bambina di dieci anni normale non sarebbe sopravvissuta.
Molto spesso mi facevo ferite gravissime, ancora ho i segni.
I miei mi tiravano coltelli anche quando ero girata di spalle, infatti quando non riuscivo a girarmi in tempo per bloccarlo, me lo ritrovavo infilzato nella mia pelle. Loro dicevano che più mi ferivo è sbagliavo più imparavo, è avevano ragione.
Mi dicevano che non dovevo dare fiducia a nessuno, grazie a loro sono diventata la persona che sono adesso: stronza con il genere umano, egoista con il genere umano, realista.
Da piccola ero una semplice bambina che voleva essere normale per giocare al parco con gli altri, ma loro non mi permettevano nemmeno di uscire o fare amicizia, infatti non ho mai avuto un rapporto con altre persone, oltre i miei genitori, mia nonna è mia zia.
Se mi fidavo di qualcuno era una sberla, se parlavo con estranei era un'altra sberla, se nella scuola privata dove andavo mi insultavano, era un'altra sberla perché non reagivo.
Loro volevano solo che io diventassi un mostro senza pietà, è così fu.
Almeno grazie a loro riesco a proteggermi da sola, non dare fiducia a nessuno, non farmi ingannare da nessuno, essere spietata, crudele, è.. Bhe avete capito.
Sono sempre stata io: la mia migliore amica, la mia famiglia, i miei amici.
Solo è sempre sola con me stessa.
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Sono le sei emmezza è ancora non ho fatto un piano per uccidere cinque, se qualcosa andasse male è mi scoprissero sarò obbligata ad uccidere tutta l'Academy.
Il che non mi dispiaccia anche se loro non mi hanno fatto nulla è non c'entrano nulla con l'accordo, però è la vita.
<<è se entrassi di nascosto in casa loro, è senza farmi sgamare da nessuno uccidessi cinque (?) >> pensai ad alta voce. Non è male come idea!
Però in questo caso dovrei spiarli per vedere dove si trovino, poi con un portale entrare in una stanza dove non ci sia nessuno.
<<si va in scena! >> dissi tra me è me, mentre mi alzavo dal divano creando un portale davanti l'umbrella.
Sono davanti la villa di quei coglioni, adesso mi sto dirigendo verso la parte destra della casa, dove si trova una scala che porta alla finestra di una delle stanze della casa.
Cercando di non farmi sgamare sto salendo le scale, la finestra è chiusa ma all'interno si può vedere una camera da letto dove all'Interno non si trova nessuno.
Ho creato un portale è adesso sono all'interno della stanza, guardando meglio la stanza è maschile, ciò vuol dire che deve essere o di cinque o di Diego o degli altri due tizi.
C'è silenzio quindi credo non ci sia nessuno a casa, sto uscendo dalla porta cercando di fare meno rumore possibile, sono in un corridoio dove si trovano altre porte, credo di altre camere.
Sto camminando lentamente nel corridoio cercando di farmi più piccola possibile.
<<ragazzi, lei è una di noi! >> disse una voce femminile, proveniente dalle scale accanto a me.
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destiny •the umbrella academy
FanfictionSTORIA CRINGE DELLA ME DI QUALCHE ANNO FA IN REVISIONE sono una ragazza molto complicata, non aggiungo nient'altro.
