SAM'S POV
Sette giorni, una maledetta settimana.
Senza i suoi occhi, senza quel suo ghigno furbetto, senza la sua voce.
Una fottuta settimana senza di lui.
Era appena ricominciata la scuola, erano le 7:30 ed io ero quasi pronta per ricominciare con la solita, noiosa e monotona routine. Nessuna voglia di alzarmi, nessuna voglia di vestirmi, nessuna voglia di fare colazione, nessuna voglia di stare a contatto con 26 dementi per sei ore.
Volevo rimanere a casa. Da sola.***
Ero in classe ed erano le 8:05, almeno ero riuscita ad arrivare in orario.
《Ma guarda un po' chi c'è, la nostra Sammy.》
Oh bene, ora ci si metteva anche Carlo.
Per farla breve lui era il fighetto della classe, quello costantemente seguito da una massa di galline senza cervello... e nella mia classe di galline ce n'erano tante.《Lo sai che mi da fastidio quando mi chiami così, finiscila.》
《Perché, Sammy?》
《Carlo smettila.》
《Siamo nervosette, eh Sammy? Beh per una come te che a scuola ha la media del 4 è difficile ricominciare, posso capire.》
Non avevo affatto la media del 4 in realtà, avevo ottimi voti a scuola. Lui però trovava questo un ottimo modo per far ridere i suoi seguaci, e il bello era che se la prendeva solo con me quando io non gli avevo fatto nulla.
Avevo comunque un modo infallibile per farlo smettere... beh, almeno era infallibile la maggior parte delle volte.
Bastava ignorarlo.《Mi senti? Sto parlando con te.》
"Ignora e reprimi Sam", mi dicevo.
《Lo sapevo che eri sempre stata una ragazza non molto sveglia, ma non credevo fino a questo punto.》
"Ignora e reprimi."
Le risate di sottofondo di tutti i suoi amichetti rendevano la cosa ancora più irritante《Se mettessimo in classe un manichino al posto tuo non credo che qualcuno se ne accorgerebbe, sai?》
E ora basta, quando è troppo è troppo《Cazzo Carlo ma qual è il tuo problema? Si può sapere perché ce l'hai tanto con me, eh? Che cosa ti ho fatto? Vai a sfottere qualcun'altro, per cortesia?》
Non mi arrabbiavo spesso e non ero nemmeno una volgare, mi limitavo a mostrare la mia maschera di ghiaccio e lo facevo solo per proteggermi. Tutti mi conoscevano come la tipa fredda e asociale. Solo pochi sapevano come ero davvero, solo le persone di cui mi fidavo ciecamente, e tra queste persone a cui avevo regalato la mia fiducia c'erano Cristina e... e Jack.
《Senti vedi di darti una calmata, tu non hai proprio nulla di cui lamentarti.》
Stava davvero esagerando, e in un momento di rabbia incontrollata lo presi per il colletto della maglia.
《Hai mai pensato di pensare prima di parlare? Ah no giusto, appunto, tu non pensi e basta.
Tu non sai chi sono io. Non sai cosa sto provando, quello che ho sempre provato e non sai quello in cui ho sempre sperato. Non sai quello che vivo al di fuori delle mura scolastiche e non sai perché sono così. Se sono così c'è un motivo, se sono così è perché è l'unico modo che ho per difendermi da tante persone a cui volevo bene ma che evidentemente fingevano solo un sentimento per raggiungere uno scopo, perché poi andavano tutti via. Non puoi assolutamente permetterti di dirmi che non ho nulla di cui lamentarmi se non mi conosci, perché tu non sai nulla di me.
Ora, per cortesia, sei pregato di non rivolgermi più la parola per un po' di tempo, almeno finché il mio istinto omicida non svanisce del tutto. Grazie.》

STAI LEGGENDO
Freddo come Frost (in revisione)
FanfictionMeraviglia, Speranza, Memorie, Sogni e Divertimento; tutti elementi indispensabili per avere un bambino felice ed un adolescente con un bel ricordo dell'infanzia, ma cosa possiede un Guardiano? Gli Elementi fondamentali fanno tutti, a modo loro, un...