Gli occhi del male

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WpMetadataNoticeLast published Sun, Jun 14, 2020
Questa è la storia vera del mio migliore amico, il mio punto di riferimento, la persona a cui ho dato tutta me stessa. È stata solo amicizia o c'è stato dell'altro? L'unica particolarità? Lui è un narcisista maligno. _"Lasciami" mi dimenavo mentre cercavo di liberarmi dalla sua presa. "stai ferma, troia. Non vuoi darmi la password del tuo telefono? Allora paghi." Aveva un ghigno malefico stampato in faccia. L' acqua stava diventando sempre più calda, fino ad arrivare a essere bollente. Sentivo bruciarmi la pelle sotto quel getto, faceva male. Più vedeva sofferenza e più godeva. Dopo alcuni attimi eterni mi ha lasciato andare. Ha preso un asciugamano e me lo ha avvolto intorno al corpo. "asciugati che prendi freddo... Hai visto? Io sono buono, se tu che mi fai incazzare"_
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Quando questa storia, vera, mi è stata raccontata non era così divertente. Non è mai divertente la fine di una storia di amore, tra l'altro lunga come questa. C'erano pianti e rabbia e delusione. C'era tanto dolore. Da ciò è nato il desiderio di trasformare tutto ciò. Ho chiesto alla mia amica di riflettere su ciò che le stava succedendo e di scrivermelo a grandi linee, inviandomelo la sera via WhatsApp. In pratica un diario terapeutico (la diarioterapia è spesso consigliata dagli psicologi, quelli seri, poiché sostengono che formulare a parole quello che ci fa paura o che ci preoccupa è il primo passo per liberarcene). Io però poi lo rielaboravo, cercando di metterci il meno possibile del mio ma indossando, grazie al mio distacco, le lenti dell'ironia e del sarcasmo. Poi glielo rinviavo il giorno dopo. Dopo qualche giorno era così divertita e presa dalla scrittura della nostra storia a quattro mani che lei stessa mi raccontava ormai ciò che le succedeva come fosse una barzelletta. Perché, se non ti resta che piangere, diceva qualcuno, forse è meglio prenderla a ridere.

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