Come avrete notato, Up Through the Clouds è rimasto in silenzio per un po’. ☁️
Non per mancanza di idee,quelle non mi hanno mai abbandonata,ma per una stanchezza più profonda, che ha toccato il cuore e il respiro.
Gli ultimi mesi del 2025 non sono stati clementi.
Anche scrivere, anche rileggere,gesti che per me sono linfa,sembravano pareti lisce, inaccessibili.
Eppure, eccomi qui.
Non so se sto davvero tornando,ma oggi, almeno, ho trovato il coraggio di riaprire la porta.
Questi due capitoli sono stati tra i più difficili da scrivere.
Ci tengo allo stile del mio libro, alla coerenza dei personaggi,ma soprattutto alla verità che si nasconde tra le righe.
Non ho mai danzato, e forse si sentirà.
Ma ho calcato il palco, ho recitato,
e so cosa significa abitare un ruolo fino a confondersi con esso.
Entrare nei panni di Elise non è stato semplice,
ma è stato necessario.
Mi ha insegnato a stare in equilibrio tra fragilità e rigore,
tra desiderio e disciplina.
In questi mesi ho ascoltato le parole delle étoile,
ho guardato documentari e film sull’opera,
ho studiato le punte, la loro preparazione,
i gesti minimi, i passi essenziali,
quella lingua silenziosa che parla con il corpo.
E so che ho ancora tanto da imparare.
Parigi, intanto, mi accompagna.
La riscopro con occhi nuovi,nove anni dopo il mio unico viaggio lì.
Attraverso questa storia, la sto camminando di nuovo,
tra i tetti, i corridoi dell’Opéra, le luci che si riflettono sulla Senna.
E sogno il giorno in cui potrò portare Up Through the Clouds
sulla Tour Eiffel, come un piccolo rito,
una promessa mantenuta.
Nel frattempo, custodisco i miei sogni come si fa con le lettere d’amore,
ripiegate con cura, nascoste tra le pagine di un libro caro.
E spero che queste mille letture siano solo l’inizio,
il primo passo di un cammino da fare insieme,
tra le nuvole, tra le righe, tra le cose che contano davvero.
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