Remus Lupin pt.3

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Sono ormai trascorsi giorni e giorni dall'ultima volta che hai visto Remus, e non vi siete neanche scambiati un saluto con la mano, né un sorriso. Onestamente non ti interessa più come prima, tanto non ti calcola mai, qualunque cosa tu gli abbia fatto il messaggio ti è arrivato. Adesso ti trovi nei corridoi, diretta verso la biblioteca, dove ti incontrerai con Regulus, che ti ha chiesto di vederlo per parlare a riguardo di una cosa. 

Spalanchi le porte del grande stanzone, entri avvolta dall'odore di pergamene, avvistando Regulus ad un tavolo e sedendoti di fronte a lui. Ma approfondendo su di lui, ci uscirebbe di un ragazzo che ammirava Lord Voldemort e aveva l'ambizione di diventare un Mangiamorte più avanti nella sua vita. Regulus aveva foto e articoli sul Signore Oscuro e sui suoi seguaci ritagliati dalla Gazzetta del Profeta, che erano appesi nella sua camera da letto vicino a un dipinto dello stemma della sua famiglia.

T/n: "Bene Regulus, che cosa hai da dirmi"
Regulus: "Devo parlarti di una cosa molto importante"
T/n: "Dimmi tutto"
Regulus: *sbuffa* "Non so però se fidarmi, sei amica di Sirius..."
T/n: "Sono solo una sua amica, non sua sorella, non gli andrò a riferire tutto ciò che mi dici"

Black si scopre lentamente un braccio guardandosi un paio di volte intorno, e i tuoi occhi si spalancano di stupore: ha il marchio dei mangiamorte tatuato di un nero carbone, ritraente un teschio dalla cui bocca fuoriesce un serpente. E' fatto molto bene, ma emana così tanta paura e terrore che Regulus rialza subito la manica della felpa, e rimane lì, col suo sguardo impassibile, ad aspettare la tua reazione. Beh, che reazione sarebbe stata se non guardarsi negli occhi coi lucciconi e le mani che ti tremano, come se i tanti consigli che gli hai dato non fossero serviti a nulla.

T/n: "R-Regulus...che hai fatto..."
Regulus: "Era mio dovere"
T/n: "NO! No Regulus, non capisci...hai solo sedici anni...non rovinarti la vita così..."
Regulus: "T/n, sono più che sicuro che la mia vita migliorerà di gran lunga"
T/n: "Dopo tutto ciò che ti ho detto...come ti è saltato in mente!?"

Regulus: "I tuoi consigli sono solo serviti a confermare le certezze che avevo"
T/n: "Ti sono stata vicina sempre quando ti venivano le crisi sui mangiamorte, Voldemort, la Magia Oscura...Questo non ti appartiene! Io so che sei diverso! Io ho cercato di aiutarti!"

Regulus: "Non sei riuscita nel tuo intento"
T/n: "PER COLPA DELLA TUA TESTARDAGGINE! LO VUOI CAPIRE IDIOTA!?"
Regulus: "...come mi hai chiamato?"

T/n: "Lurido schifoso e ignorante idiota, QUESTO E' CIO' CHE TI MERITI DI ESSERE"

Regulus si alza dal suo posto, e alla velocità della luce estrae la sua bacchetta dalla tasca interna del mantello e la punta su di te, con volto più che indignato e schifato. 

Regulus: "Non osare mai più...stupida mezzosangue"
Senti già il crucio pronto per essere sparato, proprio in fronte a te, e non hai altra scelta se non restare immobile, con la paura che scorre veloce lungo le vene. Ti iniziano a tremare le gambe, ma il tuo volto rimane impassibile, non vuoi mostrare il terrore nei tuoi occhi, perché sai non ti farai sottomettere mai da nessuno. 

T/n: "Regulus..."
Regulus: "FA SILENZ-"
X: "EXPELLIARMUS!"

Ti volti, e trovi Remus, che a sua volta punta la sua di bacchetta contro Regulus. Stringe i denti, sembra veramente arrabbiato e protettivo nei tuoi confronti. Non l'hai mai visto così, e non avresti mai pensato di poterlo ritrovare in tali condizioni. 

Remus: "Lasciala andare o TI FARO' SALTARE QUELLA FOTTUTA TESTA" 
Regulus: "Non sai chi ho alle mie spalle..."
Remus: "Se posso tentare di indovinare, NESSUNO"

Regulus: "E' quello che un tempo pensavo anche io. Buona fortuna, a voi due stupidi piccioncini mezzosangue" e Black si smaterializza, nonostante ad Hogwarts sia vietato.

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Rimanete solo tu e Remus soli nella biblioteca, e siete tutti e due abbastanza scandalizzati. Certo, può sembrare una cosa da niente, ma vissuta dal vivo, fa veramente impressione. 
T/n: "Oh mio Dio, tu stai bene Remus?"
Remus: "Si, grazie, ma penso di dover andare via" ed inizia ad incamminarsi a passo veloce verso l'uscita della sala.

T/n: "Remus, aspetta...REMUS!!" urli.
Lui si volta rassegnandosi, e ti da retta almeno per una volta.

T/n: "Ascoltami, qualunque cosa io ti abbia fatto mi dispiace. Che ti prende?!" 

Remus: "T/n, non sono mai stato amico a nessuno, al di fuori di James, Sirius, Peter e Lily...e ho paura di potermi affezionare troppo a te"

T/n: "Ma Remus, siamo solo amici, cosa pensi che debba succedere?"
Remus: *sbuffa*Non capisci...

T/n: "Se mi spieghi magari capirò"
Remus: "Tu stammi alla larga e basta, ti prego" supplica. "Non è colpa tua, sono io...per favore, fa come ti dico" e dopo ciò, se ne va lasciandoti sola nella biblioteca.

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Dopo l'accaduto decidi di confrontarti con James e Sirius, che ti aspettano per le scale di Hogwarts, ed una volta che li raggiungi, vi appartate di nascosto nella Sala Comune Grifondoro, nell'ora in cui Remus sarebbe stato a studiare fuori dal dormitorio. 

T/n: "Allora, mi spiegate che cavolo prende a Remus?"
James: "Sirius, glielo diciamo?"

Sirius: "Perché no"

James: "Ok, allora, beh, secondo me e Felpato, piaci da impazzire a Remus. Ma davvero tanto"

Sirius: "Esatto. Non fa altro che parlare di te dalla mattina alla sera"

T/n: "U-uh, ok...aspetta, cosa?! Davvero?!" esclami, arrossando. "Wow...beh, allora perché mi evita sempre?"

James: "Ehm, non saprei...sai, vive in un mondo tutto suo..." ti dice, con fare molto insicuro e poco credibile.

Sirius: "Eh già..." afferma assecondandolo. 

T/n: "Ah si? Ok...era solo per sapere" rispondi, continuando però ad insospettirti, mentre continuate a chiacchierare prima che arrivi Remus.

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Ora invece cammini da sola nei corridoi dirigendoti verso la tua Sala Comune, nonché non manchi tanto all'orario del coprifuoco, quando ti sembra di imbatterti nella voce di Remus. Svolti l'angolo silenziosamente, e ti fermi ad osservare: c'è Silente, che nel suo solito abitino azzurrino cielo, poggia una mano sulla spalla di Lupin. Soffermandoti su di lui, noti che ha un volto pallido, quasi verdastro, occhi spenti e lucidi, gambe che parevano quasi instabili, e con la sua solita barretta di cioccolato in mano rivolge al preside sguardi pieni di paura. I suoi capelli ramati sono spettinati, il corpo irrigidito e il capo rivolto verso il basso.

"Forza ragazzo, anche stanotte passerà" dice Silente dandogli un paio di pacche sulla spalla. 

"Si, signore..." e detto ciò, entrambi si incamminano verso l'esterno, in direzione del platano picchiatore.


𝐈𝐦𝐦𝐚𝐠𝐢𝐧𝐚 𝐇𝐏Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora