MOSTRI INVISIBILI

36 3 0
                                        

Le due anime erano immerse nella più completa intimità. Erano soli. Si conoscevano, ma questo loro ancora non lo sapevano...
<<Come mai hai pianto?>> Domandò Ethan preoccupato.
<<Non credevo che avrei mai potuto essere vista da qualcuno del vostro mondo>>
Ethan curvò le sopracciglia analizzando la strana frase che aveva sussurrato con un filo di voce.
La ragazza si allontanò e si accomodò sull'erba bagnata incrociando le gambe e inseguendo schemi mentali che potevano in qualche modo giustificare quell'Umix.
Ethan si guardò attorno per l'imbarazzo.
<<No. No. No. Come è possibile?>> Continuava a ripetere senza sosta.
<<Chiamo un'ambulanza, ti senti poco bene?>>
<<Sono sconvolta>>
Appena pronunciò quelle parole Ethan vide una donna passare lì vicino, corse verso di lei, ma prima che potesse anche solo pensare di chiederle aiuto il cielo divenne sfocato e il vento iniziò pungerlo così forte che sembrava volesse strappargli il volto. E poi cessò. Tutto iniziò a girare nella mente del ragazzo e dopo diversi minuti iniziò a ricreare lo spazio circostante. Non si trovava più nel parco si trovava in un folto bosco. Si guardò attorno e lo riconobbe: lo stesso bosco in cui si rifugiava e si nascondeva dalla realtà. Un vento fresco reclamava l'arrivo della sera ed intanto Emma continuava a girare attorno a un gruppo di alberi con le braccia incrociate, la fronte aggrottata e lo sguardo rivolto in direzione della terra umida.
Ethan era confuso e imbizzarrito e non sapevo cosa dire. Non poteva chiederle dove si trovassero perché lo sapeva, allora decise di optare per la seguente domanda:
<<Perché mi hai portato qui? E come abbiamo fatto ad arrivare così velocemente?>>
<<Beh allora la situazione è molto complicata>> Ethan rimase in attesa che continuasse il discorso ma poi capì che per lei era già concluso.
<<Allora...?!>>
<<Allora cosa?>>
<<Secondo te mi basta che tu dica che è una situazione complicata??>>
<<Cos'altro vuoi sapere?>>
<<Perché mi hai portato in questo luogo?>> Domandò alzando un sopracciglio e sollevando leggermente le braccia.
<<Questo luogo, come lo descrivi te, è il portale che separa il mondo degli Umix da quello degli invisibili>> Disse a voce alta in modo talmente convincente che quasi il ragazzo per un secondo ci credette, ma poi i suoi occhi scrutarono Emma come fossero piccole fessure. Emma ricominciò a camminare ma adesso attorno ad Ethan.
Lui decise di stare al gioco...
<<Bene...quindi questo è un portale che separa noi che saremmo gli Umix da voi che sareste gli invisibili?>> Chiese avvicinandosi al suo orecchio e bloccandole la strada.
<<Esatto e ora dobbiamo andare>>
<<Ah e dove di preciso, posso saperlo?>>
<<Te l'ho detto siamo nel portale, il confine delle nostre terre e ora dobbiamo attraversarlo>>
<<Che?? Senti ora io devo tornare indietro, però...>> Prima di poter terminare la frase Emma gli afferrò la mano e da quell'istante niente più sarebbe tornato come prima...

Il buio inondava quell'immensità e nulla era visibile. Ethan iniziò a perscrutare ciò che lo circondava ma era visibile solo l'inchiostro che macchiava completamente quell'infinita tela. Ad un tratto sentì delle dita stringere il suo polso e dei colori iniziarono a vibrare costruendo quella che era la dolce figura di Emma. I suoi occhi si illuminarono come fossero due stelle e i suoi lunghi capelli iniziarono a legarsi creando una treccia che procedeva per tutto il percorso della sua schiena e le sue punte iniziarono tingersi di rosa. Il suo abito anche esso si mutò e divenne un vestito con una piccola scollatura a V che sfumava di diverse tonalità di viola. Migliaia di gocce di luce caddero dall'oscurità e si posarono sul vestito. Le dolci labbra si scurirono fino a raggiungere il più oscuro dei colori: il nero. Due fili scuri caddero sopra le sue palpebre socchiuse creando così una sorta di eye-liner. Si voltò nella direzione del ragazzo che la fissava con la bocca spalancata.
<<Mmm...ma...cos?!>> Emma indicò ad Ethan di fare silenzio e lui, un po' per il timore un po' per lo stupore, lo fece.
Emma con una mano stringeva il polso di Ethan e con l'altra portò luce alla sua vista. Da quel palmo, infatti, si sprigionò una luce che invase lo spazio circostante...
Gli occhi di Ethan per poco non uscirono dalle orbite. Non poteva credere ai suoi occhi. Migliaia di esseri differenti fra loro che camminavano in quello che era un mondo di irrealtà parallela.
<<Noi siamo tutti mostri invisibili>>...

----------------------------

La storia incomincia a farsi interessante...PER FAVORE COMMENTATE e se vi è piaciuto lasciate una stellina, ci vediamo al prossimo capitolo!!!!!!!!!!

EightDove le storie prendono vita. Scoprilo ora