-La città di ghiaccio-

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Alice riaprì gli occhi.
Il suo primo pensiero fu di trovarsi in qualche stanza di ospedale,o magari nel suo letto,al caldo sotto le coperte,ma non era così.
Si alzó a fatica e diede un'occhiata al luogo in cui era capitata: un prato di erba immacolata e ricoperta di ghiaccio si estendeva a perdita d'occhio,e non si vedeva nient'altro.
Un sole,molto più giovane e luminoso del solito,torreggiava sulla ragazza.
Alice indossava una lunga veste bianca,ricoperta di goccioline di rugiada congelate.
I suoi capelli,di solito di un castano chiaro e sempre in disordine, erano biondo platino ed erano lunghi fino alla vita.
Dov'era finita? Era morta e adesso si trovava in paradiso? Oppure stava solo sognando?
si sedette per terra e dopo una lunga riflessione decise di esplorare quella terra congelata.
Camminó per alcuni metri (o forse dei chilometri,la distanza era impercettibile in quel luogo) ma non vide altro che erba congelata ovunque.
Era ormai decisa a rassegnarsi quando qualcosa che brillava attiró la sua attenzione.
con una mano si tiró su il vestito e con l'altra si scostó i capelli che le ricadevano a boccoli sulla fronte e si diresse verso la fonte di luce.
Notó tra i fili d'erba un piccolo pezzo di uno specchietto,probabilmente di ghiaccio, o così sembrava perché appena Alice lo sfioró avvertì un brivido lungo la mano.
Guardò nello specchio ma invece di vedere il suo riflesso vide l'imponente figura di un castello fatto completamente di ghiaccio.
Alzó lo sguardo e vide esattamente quello che aveva visto riflesso nello specchio,ma più distante.
Il castello era circondato da un lungo e sottile strato di ghiaccio,impossibile da attraversare.
"Come faccio adesso?" Pensó Alice.
La prima cosa che le venne in mente fu di attraversare il lago ghiacciato pattinando,ma non ebbe il tempo di pensare ad altro che un paio di pattini argentei le si materializzarono ai piedi.
Si fece un nodo al lungo vestito e con dei passi leggeri si trascinó sul ghiaccio.
Finalmente dopo un pomeriggio di sofferenze si sentì libera,felice.
Si lasció trasportare dalla leggera brezza e inizió a volteggiare in aria.
Era quasi arrivata dall'altra riva del lago quando il ghiaccio sotto di lei si ruppe e alice sprofondó nell'acqua gelata.
Nuotó a fatica verso la superficie è una volta riemersa vide che alcune persone si erano avvicinate per vedere cosa succedeva.
-è lei- mormoravano -è l'eletta.-

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