-la profezia-

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Scombussolata dal freddo e da tutte quelle voci,alice si aggrappó alla superficie ghiacciata e uscì dall'acqua bagnata fradicia.
Il vestito,di cui si era già affezionata,era totalmente rovinato.
La folla di gente le tendeva le mani e alcune persone la applaudivano anche.
Un uomo anziano le porse il suo mantello e la coprì. -io sono phineas. Per me è un onore conoscerla!- phineas fece un debole inchino.
-grazie.- mormoró alice stringendosi nel mantello scuro,e quando fu sicura che tutti i presenti la ascoltassero aggiunse:-ma vi siete sbagliati. Io non so cosa ci faccio qui,e nemmeno come ci sono arrivata!-
-VIVA L'ELETTA!- urló qualcuno da dietro la folla,che probabilmente non aveva seguito.
-Ma non sono...- la ragazza fu interrotta da una piccola creatura che si faceva strada tra la folla.
Alice alzò lo sguardo e davanti a se si trovò un essere simile ai folletti delle favole,che con voce acuta disse:-Alice,benvenuta a Felvion!-.
-come sai il mio nome?- chiese irritata.
-è la profezia. Vieni,seguimi.- il folletto la aiutó ad attraversare la gente e la condusse oltre l'enorme portone di ghiaccio.
Salirono alcune scale,percorsero un corridoio fino ad arrivare ad una porta,anch'essa di ghiaccio,con una corona incisa sopra.
Il folletto ci bussó sopra due volte,poi fece una pausa e bussó la terza volta.
Alice se lo ricordava bene quel segnale,perché lo sentiva nella testa quando era ancora nel suo mondo.
La porta si spalancò lasciando passare i due e poi si richiuse con un tonfo alle loro spalle.
La stanza era del tutto vuota apparte due troni in fondo alla sala su cui sedevano un'uomo e una donna anziana.
Il folletto si inchinó e alice fece altrettanto.
-vostra altezza,è la ragazza!- disse. -comunque io sono Dorian,è stato un piacere conoscerti!- l'elfo Dorian se ne andó lasciando soli il re,la regina e alice.
-m..mio signore.-
-alice,io sono il re Robert,e lei è Eleonora mia moglie.- il re inizió a parlare -nei tuoi occhi vedo molta confusione,hai bisogno di spiegazioni?-
-veramente io non so nulla,ne della profezia ne di ogni altra cosa.-
-perfetto,allora ti illustreró la situazione- Il re si alzò e batté il suo bastone a terra per due volte,poi fece una pausa e lo ribattè un'ultima volta.
La stanza fu invasa da una luce e come per magia le pareti spoglie si tappezzarono di dipinti che raffiguravano una ragazza intenta a combattere qualcosa,una cosa che alice non riconobbe.
-questa è la profezia. Fu pronunciata secoli fa,poco dopo che Felvion fu creata.-
Il re si alzò e indicò la creatura. -la profezia recita:"quando ormai Felvion sarà nata da tempo un male si abbatterà su di essa."
Il re spostò lo sguardo su un'altra figura che rappresenta una ragazza,molto simile ad alice -"un male tale che solo una paladina venuta da lontano..."-
Il re indicó un'ultima figura dove la ragazza trafiggeva la creatura -"sarà un grado di sconfiggerlo"- il re concluse e prese di nuovo posto sul trono.
Sua moglie prese la parola: -vedi alice,se io ti dicessi che la profezia non si è mai realizzata,ti mentirei.
Devi sapere che anni fa una ragazza è giunta dal tuo regno,e ha sconfitto skiá,ovvero il "male" di cui si parla nella profezia.
-tutti pensavano che fosse stato sconfitto in eterno,ma è tornato,ed è molto più forte.
Come hai potuto notare metà della città è stata distrutta. -
Alice lanció uno sguardo fuori dalla finestra e vide palazzi,case,negozi distrutti.
Notó anche una cosa che le era sfuggita nella confusione precedente:tutti gli abitanti indossavano dei pattini identici ai suoi.
-il tuo compito è di trovare skiá e sconfiggerlo,poi dovrai fornirci un campione del suo sangue.-
Nella mente si chiese "ma dov'è che trovo questo skià?" E un attimo dopo
Il re le disse -skià si trova al di là di quelle montagne,su una vetta rocciosa. Il tuo istinto ti aiuterà,fidati di me.
Per la notte ti hanno già preparato un letto nella stanza in fondo al corridoio,va',riposati.-
Alice obbedì.
Fece un inchino e uscì,diretta verso la sua camera.

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