Rimasi sconvolta.
Corsi con il biglietto in mano nella camera di mia sorella, sperando di avere una risposta. Lei era sdraiata sul suo letto con in mano un libro e nelle orecchie le cuffiette. Aprii rumorosamente la porta
"Che vuoi?" Mi disse Elisabeth, il suo nome. "Non vedi che sto leggendo! Mi stai disturbando..." Non avevo la forza di pronunciare parole,ma dopo poco capii che era successo qualcosa. Si alzò, mi accarezzo la faccia, mi prese la lettera che avevo tra le mani e a bassa voce disse tra se e se "cos'è questa.." Mi scese una lacrima. Le uniche parole che riuscii a dire erano "leggila" incomincio a leggerla ad alta voce:
"Ciao ragazze, vi scrivo dall'ospedale. Sono vostra nonna Lisa. Ultimamente non sto tanto bene, credo che voi lo sappiate. Ma vi volevo dedicare queste mie ultime parole. Amori miei, sappiate che anche quando vostra nonna non ci sarà più vi vorrà comunque e sempre un bene immenso. Anche se il cancro mi sta portando via, voi dovete essere forti perché la nonna sarà sempre nei vostri cuori. Avrei voluto vedervi crescere, ma purtroppo non potrò, ma vi osserverò dal cielo e sarò sicuramente orgogliosa di voi. Ricordate che per qualunque cosa, anche quando sarò in cielo, io ci sarò. E vi ascolterò.
Vi voglio bene piccole mie,
La vostra amata nonna Lisa."
Ci fu un secondo di silenzio.
"La nonna... È morta vero?" Chiesi ad Elisabeth.
"Si jenny. La nonna se ne è andata" scoppiai in lacrime. Avrei voluto che tutto quello che stava accadendo fosse stato un brutto incubo. Elisabeth mi stava abbracciando, quando sentimmo sbattere la porta. Era mia madre.
Corsi verso la porta di casa e senza aspettare un secondo andai ad abbracciare mia madre. Dopo un lungo silenzio mi chiese "avete ricevuto la lettera?" Elisabeth rispose al posto mio "si..." "L'ha fatta portare la nonna dall'infermiera. Che pazza quella donna." Anche lei era in lacrime, ma riuscì a fare un mezzo sorriso.
IL GIORNO DOPO
Non andai a scuola. Non riuscii a superare quella perdita. Mia nonna è sempre stata presente, non mi ha mai lasciata. Verso le due sentii bussare la porta. Andai ad aprire ancora in pigiama e senza essermi pettinata.
"Chi è?"
"Sono Michael"
Aprii la porta.
"Ehi... Che hai? Perché non sei venuta a scuola? Ti devo raccontare tantissime cose! Lo sai che ho preso 8 in storia! Era da anni che non prendevo..." Lo interruppi. "Michael...."
"Scusami..."
Andammo in cucina.
"Hai pranzato?" Gli chiesi.
"Si si non ti preoccupare.. Allora, come mai non sei venuta a scuola?"
"Aspetta qui" corsi a prendere la lettera in camera.
"Ma parli da sola?!" Urlo Elisabeth
"Ah ah ah. No, è arrivato un mio amico"
Tornai in cucina. Gli passai la lettera.
"Ehm... Temo che se la leggerò dovrai aspettare almeno 30 minuti."
Feci un sorrisetto. Gliela incominciai a leggere. "[...]la vostra amata nonna Lisa."
Rimasi con lo sguardo fisso sulla lettera e ferma come una statua. Mika si alzò lentamente, e mi abbracciò. Incominciai a piangere, ma lui mi stringeva al suo petto, per svariati secondi non mi ricordai più il motivo del pianto. Mi sentivo protetta, al sicuro tra le sue braccia. Anche per la sua statura, lui era decisamente più alto di me il che lo rendeva ancora più protettivo. Sempre tra le sue braccia mi portò sul divano. Ed il caldo e dolce abbraccio svanii. Mi asciugai le lacrime con il lato del pollice.
"Okay.. Ehm.. Raccontami qualcosa"
Dissi con voce ancora tremolante per via del pianto.
"Un segreto?" Disse sorridendo.
"Decidi tu" dissi accovacciandomi accanto a lui poggiando la testa sul suo petto.
"Sono stato bocciato" disse con voce sicura.
"Quando?"
"Alle elementari. Lo so... Sono un deficente." Disse guardando il muro.
"No. Non lo sei..."
"...vedevo tutte le lettere una sopra l'altra... Eh... Non lo so. Ero confuso. Ogni cosa che mi si spiegavano... Io non la capivo. Ora le cose sono più o meno migliorate..ma non così tanto"
"Non capisco... Cioè tu sei figo. E poi mi dici queste cose che... Sono i ragazzi intelligenti riescono a dire.." Feci una piccola risata.
"Solo perché sono più alto non vuol dire che sono più forte... Dentro."
Mi guardò negli occhi.
"E comunque pure tu sei bella... Bellissima" fece una pausa. Stavo per dire qualcosa, mi interruppe.
"E... Il fatto che io sia gay non vuol dire che non ci veda"
Incominciammo a ridere. Malgrado la battuta fosse pessima.
"Sei mai stato fidanzato?"
Chiesi.
"No... Tu?"
"Niente di niente"
"WOW... Che storia amorosa intensiva."
Risi.
Mi alzai e mi sedetti sulle sue lunghe gambe, gli diedi un bacio sulla guancia.
Poi lo guardai negli occhi e lui sorrise. Sapeva che non volevo provarci con lui.
"Ecco. Ora puoi dire di aver ricevuto un bacio da una tizia, depressa, che soffre di bullismo, a cui é appena morta la nonna! Sei contento?" Dissi con tono scherzoso.
"Mai stato più felice di così" sorrise.
E ricambiò il bacio.
"Ecco. Ora hai ricevuto un bacio da un dislessico, depresso, senza padre, ed alto più di te. Sei contenta?"
Ci guardammo negli occhi per circa 5 secondi.
"Ti voglio bene Michael"
"Anche io"
Rimanemmo svariati minuti abbracciati. Senza dire una parola.
Fino a quando squillò il telefono di casa.
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My hero.
FanfictionIo sono Jen. O meglio, jennifer. Un po' di anni fa ho conosciuto un ragazzo. Lui non era un semplice e monotono ragazzo. Lui si faceva chiamare mika. L'ho conosciuto quando lui non era ancora nessuno...almeno per tutto il resto del mondo. Per me è...
