Giovanni aveva affittato una macchina, non aveva voglia di spostarsi con i mezzi o i taxi. Voleva che, nel caso fosse riuscito ad incontrareGiulia e passare del tempo con lei, fossero soli il più a lungo possibile. Raggiunse la vecchia scuola di danza della ballerina alle tre e quarantacinque. Sarebbe voluto arrivare prima, ma non aveva fatto i conti con il pazzesco traffico romano. Parcheggiò e rimase qualche istante seduto in macchina a fissare le sue mani ancora appoggiate sul volante: le dita delle mani si aprivano e chiudevano incontrollate. Non va per niente bene.Prese un profondo respiro e scese dalla macchina. Varcata la soglia,si avvicinò al banco della segreteria. Una ragazza bionda sedeva a testa china, intenta a compilare uno schedario. "Buonasera",disse lui, cercando di attirare la sua attenzione. "Buonasera",rispose lei senza guardarlo. Quando finì di scrivere, pochi secondi dopo, lentamente alzò lo sguardo e i suoi occhi si allargarono sbalorditi. "Buonasera, ripeté poi aggiunse con la voce che tremolava leggermente, Sangiovanni". Lui annuì, sfoderando il suo sorriso più affascinante. "Avrei bisogno di vedere Sebastian eGiulia, so che stanno provando qui questo pomeriggio". Cercò di sembrare distaccato, come se il suo cuore non stesse battendo all'impazzata. Cercò di mostrare una sicurezza che in quel momento non sentiva di avere. La ragazza si era ammutolita, fece un segno di assenso con la testa. Lo fissava senza distogliere lo sguardo dai suoi occhi azzurri. Lui spostò il peso da un piede all'altro in imbarazzo. "Posso raggiungerli in sala?" chiese gentilmente. La ragazza sembrò risvegliarsi da una sessione di ipnosi, scuotendo i lunghi capelli biondi. "Sì, sì certo, sala 3. In fondo a sinistra. Giulia e Sebastian sono là già da quasi un ora". E accompagnò questa affermazione con un sorrisetto malizioso e insinuante. Se Giovanni non avesse avuto altro per la testa,probabilmente si sarebbe arrabbiato, come faceva sempre quando le persone pretendevano di conoscere la sua vita privata solo perché avevano letto qualche articolo di gossip. Lui odiava le ingerenze nella sua intimità. Quella volta, però, ringraziò meccanicamente esi incamminò lungo il corridoio con passo strascicato. Non vedeva l'ora di averla di fronte, ma allo stesso tempo quel confronto lo metteva in agitazione.
Vide più avanti una targa sul muro con scritto 3 vicino ad una porta socchiusa. Si avvicinò lentamente. Da dentro provenivano le note dipartire da te di Rkomi. Si sistemò accanto alla porta e guardò dentro esitante.Giulia e Sebastian stavano ballando un passo a due che lui aveva già visto, erano bellissimi insieme, mentre si muovevano in perfetta sincronia. Giovanni sentì il respiro farsi veloce e il cuore cominciò a pulsare in maniera irregolare. Involontariamente cominciò a mordersi le labbra a sangue. Sentì il suo sapore metallico che gli invadeva la bocca, ma non ci fece caso. La ballerina era vestita con un semplice top bianco con le maniche lunghe, che le lasciava la pancia scoperta e una culotte bordeaux. Non era truccata e i capelli erano raccolti in uno chignon da cui erano sfuggite delle ciocche chele incorniciavano il viso. Era sudata e visibilmente stanca, ma il suo sorriso illuminava tutta la sala. Era dimagrita e il cuore diGiovanni si strinse al pensiero delle ore di allenamento che si era probabilmente imposta per la sua dedizione al lavoro e alla sua passione per la danza. Era così sottile che Sebastian riusciva ad alzarla tranquillamente con un solo braccio. "E sei leggera come una farfalla" sussurrò, ricordando con tenerezza quando, per la prima volta, le aveva detto ti amo senza dirglielo. Aveva sperato che lei capisse che quelle parole in musica erano solo per lei.
Non riusciva a toglierle gli occhi di dosso e il suo cervello si era svuotato. L'unica cosa che riusciva a fare era seguirne i movimenti imbambolato. Non ricordava esattamente se fosse stata così bella prima, ma era sicuro che ora fosse la cosa più bella che avrebbe mai visto in tutta la sua vita. Gli ultimi accordi della canzone riempirono l'aria e i due ballerini finirono la coreografia.Sebastian si massaggiò l'avambraccio, Giulia gli sorrise, si avvicinò e gli lasciò un lieve bacio sulla spalla. Giovanni sentì lo stomaco contrarsi, ma non era gelosia. Lui non sarebbe mai stato geloso del ballerino, sapeva che tra loro c'era solo una profonda amicizia. Era invidia, un'invidia bruciante, perché desiderava che quelle labbra si posassero sulla sua pelle, come si erano posate su quella di Sebastian. Deglutì nel tentativo di mettere a tacere quella brama che si era impossessata del suo corpo. Intanto Sebastian si era piegato appoggiando le mani sulle cosce e prendendo profondi respiri. "Dai facciamo un altro pezzo e poi ci prendiamo una pausa.Ho i muscoli che mi vanno a fuoco". Lei aveva ridacchiato. "Va bene, maestro" gli aveva poi concesso, sfottendolo un po'. Il ballerino aveva impostato la canzone sullo stereo ed era tornato da lei, prendendola per un braccio per avvicinarla a sé. Dopo pochi secondi le note di Jet'aime...moi non plus erano risuonate nell'aria. Giulia aveva sorriso entusiasta esclamando "La nostra canzone" e aveva cominciato ad eseguire la coreografia senza incertezze. I passi erano sensuali, ma i loro occhi erano privi di malizia. Per Giovanni, però, vedere le mani di Sebastian che la toccavano, accarezzavano le sue gambe, la afferravano per i fianchi e stringevano il suo viso, era una tortura.
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G & G // E sarai per sempre
FanfictionGiovanni non ha mai imparato a fare i conti con la propria paura di concedere tutto se stesso ad un'altra persona, Giulia, invece, di conti con l'amore ne ha dovuti fare fin troppi per riuscire ad essere felice malgrado tutto. E quando tireranno le...
