Louis'pov;
Avevo dato ai ragazzi qualche esercizio da fare abbastanza semplice per le loro competenze, solo per vedere come se la cavassero sul nuovo argomento. Dentro di me provavo ad ignorare il peso sullo stomaco, che di certo non era collegato a nessun problema digestivo. Molto probabilmente era senso di colpa per come avevo lasciato Harry in quel posto da solo dopo..Insomma, avete capito.
La verità? Era che ero spaventato, da morire. Avevo sempre reputato i baci come abbastanza inutili, non provavo nulla nel baciare qualcuno anche di molto attraente se non un minimo d'affetto. Ma con Harry, dannazione, era stato tutt'altro. Era come se quando avevamo unito le nostre labbra, avessimo innescato una bomba nucleare. Mi era piaciuta quella sensazione di esplosione di pura gioia, felicità, libertà, e sono serio quando vi dico che non avevo mai provato cose simili ma...Forse non era giusto.
Libertà. L'illusione della libertà e del controllo che tutti crediamo di avere. E allora cosa mi sarebbe poi successo se per una volta avessi mandato a fare in culo il controllo, e ci avessi provato veramente con lui? Non importava, perché di li a poco lo avrei scoperto.
Suonò la campanella, i ragazzi raccolsero ognuno le loro cose e mi posarono sulla cattedra i fogli di esercizi che gli avevo dato dopo avergli detto di, appunto, riconsegnarmeli, prima di salutarli calorosamente.
Sistemai tutte quelle varie scartoffie poggiando la ventiquattrore sulla cattedra ed infilandoci dentro roba su roba a testa bassa. Poi, qualcuno tossì.
Quando alzai la testa notai che se n'erano già andati tutti, tutti tranne Harry, in quel momento in piedi davanti alla cattedra con le mani poggiate su essa. Trasalì.
"Dobbiamo parlare." Affermò con un tono leggermente distaccato. Gli sorrisi, scacciando via ogni pensiero negativo. "Non ho nulla da dirti riccio."
"Beh meglio così perché io invece ho molto da dirti."
"Mi piacerebbe ascoltarti, ma devo andare-" Quando feci per avviarmi verso la porta, Harry mi afferrò per un polso avvicinandosi a me di un bel po'. "Almeno non usare le stesse scuse."
"Di che scuse parli?" Domandai confuso. Harry mi lasciò il polso facendo scendere le sue lunghe dita sino alle mie mani, accarezzandomele prima di afferrarmele entrambe.
"Andiamo Louis. Della scusa che hai inventato ieri solo per potertene scappar via e di quella che volevi inventare tutt'ora." Dilatai le narici involontariamente, iniziando a guardarmi intorno.
"Harry sono il tuo professore."
"E quindi? Cosa c'entra questo?"
"C'entra cazzo. C'entra perché potrei perdere il lavoro. C'entra perché non è giusto provare...Provare...Insomma, per un proprio studente. E soprattutto, c'entra perché sono molto più grande di te."
"Stai scherzando Louis. Non c'è nulla di male se ci siamo baciati, non me ne frega un cazzo di quanto tu sia il mio professore. E soprattutto Louis, abbiamo solo cinque anni di differenza cazzo."
"Sono tanti Harry."
"Sarebbero tanti se avessi undici anni e tu ne avessi sedici. Ma qui si parla di un ventiduenne lavoratore e di un diciassettenne sicuro di se studente."
"Non capisci Harry."
"Capisco eccome. So che sei preoccupato, te lo si legge in faccia. Non so se è per vecchie questioni amorose, ma a me non sembra che nel regolamento scolastico vietino di frequentarsi tra professori e alunni. Cristo, sei così giovane Louis, così bello così...Puro. Perché mi respingi? E non dire che è perchè non mi vuoi perché te lo si legge in faccia tutto il contrario."
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teach me ➵larry stylinson
Fiksi PenggemarDiciamo che innamorarsi del proprio professore di lettere non era esattamente il piano.