"uova strapazzate e pane tostato"

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ho passato una notte infernale: non mi è mai capitato di non riuscire a dormire, anzi, dormire è sempre stata una delle cose che più amavo fare quando non sapevo come passare il tempo.

christian, nel letto sotto al mio, russava maledettamente, forse perché è già abituato a questi ritmi e a questo posto che sembra così infernale quanto pauroso.

è appena arrivata una guardia che ci ha svegliati in malo modo per farci fare colazione... inutile dire che non ho mangiato nulla.

com'è caotico qui, si sentono rumori ovunque, e al solo pensiero di dover restare qui per molto tempo, mi viene mal di testa.

è arrivata l'ora del pranzo, e la guardia mi ha indicato la stanza in cui si svolge il pasto.
oggi offrono uova strapazzate e pane tostato... nulla di molto impegnativo, ma sempre buono.
mi dirigo col mio vassoio verso uno dei tavoli , ma sono tutti occupati , finché non vedo quello in cui sta mangiando il mio compagno di cella.. christian mi pare si chiami, e a quanto vedo, mi sta facendo segno di avvicinarmi.
è solo, e non capisco il perché...

"ei, scusami, posso mangiare qui con te?"
"volevo proprio chiederti di mangiare qui sinceramente"
"grazie"

inizialmente c'è un silenzio imbarazzante, è noto che la gente intorno a noi ci guarda con gli occhi puntati addosso. christian sembra accorgersi di questo mio gesto, infatti comincia a parlarmi.

"sai, io qui non sono molto amato e capito. tutti cercano di starmi alla larga, ma non so neanch'io il perché. infatti è molto strano anche il fatto che ti abbiano messo con me in cella, infatti non ho mai condiviso con nessuno la camerata. non so se ti fiderai di me, o se, probabilmente, finirai ad odiarmi come tutte le persone che sono in questo carcere..."

"oh, io non potevo immaginare... puoi starne certo, non mi allontanerò. ho capito che il tempo per pranzare sta scandendo, quindi ti va, dopo , di raccontarmi un po' di te? lasciati aiutare, poniamo fine a questo tuo malessere."

"vedremo, biondino. non è che ora sono fatto di panna e zuccherini."
e dopo aver riposto il vassoio sul tavolo apposito che si trova al centro della sala, lo vedo allontanarsi dalla mensa.

che tipo strano, anzi, che tipi strani sono qui.
ok, è vero che tutti stanno scontando la propria pena, quindi nulla di così bello ed emozionante, ma escludere un ragazzo non mi sembra poi così giusto.

adoro il tramonto, e forse questa cosa non la sa davvero nessuno.
quando ero fuori, libero, nella mia città, ovvero bari, ogni giorno andavo a vedere il tramonto al mare.
amavo quel momento della giornata, ero solo e mi godevo tutto ciò che di più colorato e splendente ha il cielo da mostrare.
le sfumature rosse, arancioni, viola, azzurrine, rosa... sono molto particolari ed incantevoli.

adesso sono qui, durante la mia ora di aria, a guardare il tramonto seduto con le spalle al muro e le gambe piegate al petto, ma le sensazioni che mi suscita non sono le stesse che mi trasmetteva a bari... sono.. diverse si, quasi opposte.
i colori sono spenti, e la vista sugli alberi non migliora di certo la situazione.

"zenzola la sua ora d'aria è terminata, deve cenare adesso"
una guardia mette fine ai miei pensieri chiamandomi per la cena. sono abbastanza preoccupato, non so se sarò vicino a christian, se qualcuno mi guarderà male... alla fine sono pur sempre il nuovo arrivato.

"oh zenzola, mangia qui"

ho appena preso la mia portata, ovvero zucchine e pollo alla griglia, e mi sto dirigendo verso christian, che anche questa volta, mi ha invitato a mangiare con lui.

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