oggi finalmente posso chiamare il mio avvocato...
mattia non vuole parlare con nessuno.
lo capisco.
o meglio, posso immaginare come si senta.
essere trattati così dalle persone che più ti dovevano volere bene doveva essere straziante.
io per fortuna non ho avuto questo tipo di problema con la mia famiglia, infatti sono tutti super dolci e premurosi nei miei confronti, e quando hanno saputo delle rapine , hanno provato a farmi capire i miei errori e insegnarmi ancora meglio i valori fondamentali della vita.
mia sorella, alexia, ha solamente 18 mesi in più rispetto a me: le voglio tanto bene, e abbiamo sempre avuto un rapporto stupendo, infatti è la mia confidente, la mia amica, la mia salvezza.
abbiamo molto in comune, in primis, la passione.
infatti entrambi balliamo hip hop e break dance nella scuola di mia madre, grazie alla quale abbiamo fatto molti viaggi per gli spettacoli e gli stage.
mia mamma, anna, è una donna spettacolare, gentile, premurosa e sociale.
lei ha la passione per la danza sin da bambina, infatti sognava di partecipare ad amici, ma con la nascita di me e alexia, le è risultato complicato fare i casting.
mio papà, ivan, è un uomo buono, semplice e divertente.
assieme commentiamo tutte le ragazze del nostro paesino, ed è sempre disponibile per me e alexia.
quando penso a loro, capisco che forse non dovevo fare le rapine e non avevo motivo di cacciarmi in questa brutta situazione.
avevo tutto ciò che mi serviva, una famiglia che mi amava e proteggeva dal mondo.
oggi purtroppo non potrò sentire nessuno di loro, anche se mi farebbe piacere perché mi mancano molto, ma devo risolvere delle questioni importanti con l'avvocato, e non posso aspettare altro tempo.
voglio andare via da qui.
sono stufo.
mi sono pentito, e i sensi di colpa mi uccidono man mano dentro, sempre più in profondità, con sempre più dolore.
"stefanelli, venga a fare la sua chiamata.
come sa, ha 20 minuti di tempo per parlare con la persona interessata.
appena scade il tempo, la accompagnerò in sala per fare colazione.
zenzola non vuole parlare con nessuno?"
"no, lasciamolo qui... mi ha detto di non voler sentire nessuno.
posso chiamarlo prima di andare a fare colazione? così possiamo mangiare assieme."
"vedremo, non lo so"
"la prego...è importante"
"ho detto -vedremo- , non insista, forza"
"arrivo"
mi giro l'ultima volta per vedere quel visino piccolino poggiato sul mio cuscino, quei ricci sparsi un po' ovunque e quella serenità nel sorriso, e seguo la guardia.
"3...7...? com'era il numero? ah si ecco"
"buongiorno avvocato, come sta?"
"bene christian, lì come va?
"bene, abbiamo solo 20 minuti per parlare, sbrighiamoci"
ed ecco cominciare una lunga conversazione pesante con l'uomo che doveva e poteva aiutarmi.
"arrivederci avvocato"
"ciao christian, buona giornata"
la chiamata è andata bene, ho capito molto di più come ha intenzione di proseguire la pratica per farmi uscire da qui.
speriamo succeda in fretta.
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crime scene
Mystery / Thrillerchristian , 19 anni, 4 rapine nel giro di un anno. mattia, 18 anni, spacciatore. si ritroveranno entrambi a scontare la propria pena, ma alla fine, scopriranno cose di loro stessi che non potevano aspettarsi.
