Sua madre gli diceva sempre di non mollare e di andare avanti.
Ma doveva per forza andare avanti? Anche quando la sua vita continuava ad andare in frantumi? Anche ora? Mentre lo tiravano per i capelli e lo insultavano per cose che non aveva fatto? Anche quando era solo e senza nessuno... doveva per forza continuare? Fino a che punto si sarebbe dovuto spingere? Era stanco, voleva solo...
Una secchiata d'acqua lo fece sussultare, fracido, seduto sul pavimento del bagno mentre veniva deriso dai suoi compagni.
...sparire.
Rimase da solo nel bagno, con i vestiti attaccati al corpo, i capelli verdi spiaccicati sulla fronte mentre alcune ciocche più lunghe gli ricadevano sugli occhi coprendogli la visuale mentre le lacrime avevano iniziato a solcare le sue guance lentigginose ancora una volta ed il respiro irregolare che veniva spezzato dai singhiozzi.
Non era così che immaginava la sua vita.
Qualcuno entrò nel bagno, ci fu un momento di silenzio dove si sentiva solo il verdino che singhiozzava, non osò alzare lo sguardo, era deluso da sé stesso e si vergognava di ciò che era diventato. La persona che era entrata nel bagno non si era mossa, ma dopo poco ringhiò infastidito e uscì dal bagno sbattendo la porta violentemente.
La porta si riaprì e sta volta qualcuno gli corse in contro, inginocchiandosi da vanti a lui, Izuku percepì i feromoni dell'altro e capì che era Denki.
"Dio Izu... vieni andiamo a prendere un cambio pulito" Lo tirò su e uscirono insieme dal bagno, nei corridoi non c'era nessuno e Izuku ne fu grato.
Kaminari lo fece cambiare e asciugare e poi lo riaccompagnò in classe ma non appena aprì la porta vide Katsuki che teneva per il coletto uno dei suoi bulli. Gli sferrò un pugno sul viso facendolo cadere -insieme agli altri due bulli- a terra privo di sensi.
"Tsk! Pezzi di merda" Katsuki fece per uscire dalla classe ma si bloccò sul posto non appena vide Izuku fissarlo con gli occhi sgranati.
Lo superò senza troppe cerimonie evitando il suo sguardo e le guance di Izuku si tinsero di un lieve rosa quando sentì qualcuno bisbigliare "Lo ha fatto sicuramente per Izuku! Era incazzato a morte, menomale che non gli ha spaccato qualcosa, potevano farsi davvero male!" si andò a sedere al suo posto e guardò fuori dalla finestra.
Forse Katsuki non lo odiava.
La settimana dopo tutta la classe era su di giri perché sarebbero andati in gita per visitare la nuova mostra d'arte di un pittore giapponese molto famoso a Tokyo.
Scesero dal pullman ed entrarono nell'edificio, tutti rimasero a bocca aperta quando videro le nuove opere, tra queste c'erano anche alcune sculture ed Izuku non poté fare a meno di incantarsi a guardarle come un bambino quando gli danno le caramelle.
Katsuki nel mentre non riuscì a fare a meno di fissare il verdino, inconsciamente sorrise a quella scena e quando se ne rese conto sgranò gli occhi dandosi mentalmente del coglione.
Cercò di distrarsi così si separò dagli altri e andò per la sua strada.
Una volta aver finito di visitare la mostra d'arte tutti salirono sul pullman, ma Katsuki non riusciva a vedere Izuku tra i presenti così si girò e corse di nuovo all'interno dell'edificio.
Urlò il suo nome e lo cercò ovunque fin quando non udì qualcuno piangere, corse verso il suono trovandosi da vanti una porta chiusa a chiave. Senza troppe esitazioni la aprì trovandosi davanti il verdino, era seduto a terra con le ginocchia al petto e con le lacrime agli occhi.
"Izuku" quest'ultimo alzò lo sguardo su di lui e Katsuki lo aiutò ad alzarsi, uscirono dall'edificio e si ritrovarono da soli dato che il pullman era partito senza di loro.
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Karada no geijutsu - il piacere dell'arte
FanfictionIzuku ama l'arte e desidera con tutto se stesso fare carriera nel mondo artistico. Ma la sua vita in serbo ha molte difficoltà. Izuku riuscirà a trovare la felicità?