( <> = pensiero/ ""=dialogo)
//Reaper's Pov//
<Faccio davvero così paura?
Era il mio destino già dall'inizio essere "il mietitore" o più comunemente "la morte" , quell'entità che se te la ritrovi davanti sai che è finita, faccio paura. È normale, penso che tutti avrebbero paura di una persona che ti annuncia che la tua vita ha raggiunto l'ultima pagina ed è tempo di scrivere "fine".
Ogni giorno il mio lavoro è lo stesso, prendere anime degli innocenti e dei colpevoli. Molti si aspettano che questo sia facile, ma vedere le persone tristi per il fatto di perdere i loro cari è angosciante. Il mio tocco è mortale, e non è affatto bello avere un tocco tale, non avere la possibilità di abbracciare qualcuno o anche toccare qualcuno senza che diventi polvere...il mio tocco è come delle spine. Era il mio destino oramai. >
A questo pensava lo scheletro incappucciato e vestito di colori corvini.
Anche quel giorno si ripeteva, svegliarsi, prelevare anime per tutta la durata del giorno, dormire...e ricominciare tutto da capo,in pratica un ciclo infinito. Reaper si alzò dal letto per dirigersi in cucina , dove non trovò il fratello, probabilmente era andato da qualche parte ore prima. Mise a scaldare del caffè e mentre aspettava che esso fosse pronto prese la lista delle anime da prendere quel giorno, lesse quella lista svogliatamente ,tanto che ne tralasciò metà, alla fine doveva seguirla solo quando sarebbe stato pronto ad iniziare il suo lavoro. Dopo pochi minuti iniziò a sorseggiare il caffè che aveva preparato, si voltò poi verso la finestra, era una giornata nuvolosa ,probabilmente avrebbe piovuto da un momento all'altro ma questo non preoccupava lo scheletro. Prese la sua falce ,a cui diede prima una piccola lucidata, e si preparò per girare nei vari universi.//Geno's Pov//
<Questo luogo è più scuro del solito> Allo scheletro vestito di bianco faceva quasi male l'occhio per tutto il colore oscuro che lo circondava, per non parlare delle altre ferite che nuocevano quasi sempre. Si mise una mano sul glitch che presentava sul suo occhio e se lo tolse, almeno avrebbe sprecato meno energia per il momento. Appena compì quel gesto si rivelò il suo mezzo cranio sciolto dalla troppa determinazione che continuava a colare. Il taglio che aveva sul torace gli faceva leggermente male ad ogni movimento e non smetteva di far sgorgare sangue, sporcado parte delle cose che toccava , ma Geno non doveva preoccuparsi di questo, alla fine, cosa poteva toccare nella schermata di salvataggio?. Il buio lo circondava sempre di più mentre pensava a questo, aveva perso la cognizione del tempo, ma non solo quella, anche dei giorni, mesi...anni. Prese la sciarpa mal ridotta e strappata, che portava sempre al collo ,fra le sue mani. Un sussurro: "Papyrus..". Al mezzo morto scappò qualche lacrima , queste scendevano lentamente dagli zigomi,andando a bagnare la sciarpa del fratello defunto, ricordando così a Geno di quando aveva trovato la sciarpa del fratello giacere a terra su della polvere e accanto ad essa il teschio del fratello che cercava di sorridergli anche in quel momento. Papyrus lo faceva sempre... sorridere anche nei momenti tristi, poche volte lo aveva visto versare lacrime, pur essendo il fratello maggiore esso vedeva Papyrus come un'esempio. Ripensando a questo lo scheletro ormai pieno di tristezza scoppiò il lacrime cercando di richiamare il nome del fratello. "Scusami, scusami ti prego, sono stato troppo debole per poterti salvare , avrei dovuto stare con te quel giorno, invece non ti ho ascoltato e mi sono addormentano. Non mi sono mai meritato un fratello come te..." dicendo questo in lacrime si strinse la sciarpa rossastra in petto. Passò un po' di tempo e dopo un respiro per calmarsi si stese a terra fissando un soffitto inesistente , o forse esistente ma il nero che lo circondava ne impediva la visione di tutto questo. Il suo sogno sarebbe stato uscire anche solo per un minuto dal quel luogo lugubre e pieno di pressione, ma la sua debole anima, o per precisare, mezza anima, glielo impediva, sarebbe diventato subito delicata polvere se ci avesse provato.
//Reaper's Pov//
La morte ormai stanca aveva quasi finito la sua giornata di lavoro, mancavano pochi universi e poi avrebbe potuto andarsi a riposare. <Finalmente, non sopportavo più questo giorno, è stato orribile dover prendere l'anima di un bambino, penso avesse avuto circa quattro anni, mi guardava terrorizzato, nei suoi occhi si vedeva solo il vuoto, non voglio nemmeno immaginarmi la reazione dei genitori quando lo adranno a sapere. Il bambino non provò a scappare, rimase pietrificato, non è assolutamente facile far sapere a esseri di giovane età che devono passare ad altra vita. Non sapevo cosa fare in quel momento ma dovevo prendere la sua anima a prescindere , così mi abbassai e gli sussurrai uno "scusami" mentre lo avvolgevo nel suo ultimo abbraccio, nello stesso momento il suo fragile corpo iniziava a trasformarsi lentamente in polvere, l'unica cosa che lasciò fù una bellissima rosa celeste, completamente priva di spine che potessero tagliare, avrei voluto prenderla per avere un ricordo di quella piccola creatura a cui il futuro era scomparso in così poco, ma al contrario della rosa ,io sono ricoperto di spine.> Lo scheletro incappucciato ripensò a questo mentre si dirigeva nell'ultima destinazione del giorno , appena uscì dal portale creato vide un'immensa distesa di vuoto, e non era per dire, tutto il luogo era dello stesso colore delle sue vesti, non c'era presenza di creature, o forse si , girandosi vide una figura bianca e rossa, era stesa sul terreno, se così si poteva definire. Quella figura gli sembrava famigliare, come se la conoscesse già ma questo era impossibile dato che non era mai entrato in quel posto, magari gli avevano già parlato di questa vittima a cui doveva togliere l'anima? Si avvicinò lentamente, non aveva fretta nel finire il lavoro, la figura si fece sempre più visibile ma Reaper non si avvicinò del tutto, per non spaventarlo. Era uno scheletro che sembrava alto come lui , o qualche centimetro in meno, aveva un taglio fresco su una maglia bianca come la felpa aperta che indossava, intorno al collo si attorcigliava una sciarpa strappata e leggermente sporca. Uno dei suoi occhi era coperto da un glitch mentre l'altro era chiuso. Sembrava così fragile alla vista, nella parte frontale del suo teschio si potevano vedere strisce di lacrime, probabilmente aveva pianto non tanto tempo prima , Reaper avrebbe potuto concludere tutto in quel momento, ma vedendo le condizioni dell'altro preferì parlarci per rendere i suoi ultimi minuti più "calmi".
Reaper:"ehy"
//Angolo Autore//
Eccomi con una nuova storia, vi aspettavate un continuo della tomtord vero? Beh scusate ma non ho molte idee per ora , ma vi assicuro che nel 2023 cercherò nuovi spunti! Intanto ecco a voi una storia sull'Afterdeath , spero vi si piaciuto questo primo capitolo! ~DemonGold
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×🌹Tocco di rosa💙×~Afterdeath
FanfictionMolti hanno paura della morte , e come non biasimarli? Ma nessuno sa cosa nasconde il suo tocco gelido dato che esso è fatale. Ma se esistesse qualcuno che potesse scoprire cosa c'è oltre?Cosa la morte prova a prendere le fragili anime dei morti...