Capitolo 4

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passano i giorni e sembra che la relazione di mamma e papà sia la relazione tra Kim Kardashian e Kanye West...

Ci troviamo al 13 luglio, ore 7:30, aereoporto di Milano

mamma sta per partire per l'America perché domani avrà il concerto con sua sorella

sono davvero contenta per lei e tutto stava andando bene finché papà non fece una delle sue raccomandazioni inutili

<<Audrey sii responsabile, per me e tua figlia>>

io e mamma ci guardiamo e pensiamo la stessa cosa, papà è circondato da ridicolezza, come il resto dei giorni, putto oggi va a lavoro più tardi per prendersi "cura di me" ...

Preferisco stare sola piuttosto che con lui. Sembra che sia geloso e incoerente ultimamente. Forse c'è qualcosa che non so, oppure papà sta perdendo completamente l'umanità.

fatto sta che osserviamo mamma per tutto il check-in e successivamente torniamo a casa.

Cerco di evitare mio padre il più possibile ma mentre salgo le scale, una chiamata improvvisa mi immobilizza, mia zia...

<<Pronto zia>>

sento dei rumori strani dal suo telefono, come se stesse soffiando sul microfono

<<Selene ciao, puoi passarmi tuo padre?>>

io sgrano gli occhi

<<Zia cos'è successo? Mamma è già in viaggio per venire da te>>

lei sbuffa

<<Selene ascoltami, passamela>>

scendo le scale e attiro l'attenzione di mio padre per passargli il telefono

<<chi è?>>

chiede infastidito

<<È zia, non so che vuole>>

mi guarda strano e prende il telefon

<<ciao>>

L'unica parola che papà ha detto, e subito una sensazione di freddezza ci circonda ma viene interrotta da mia zia che alza la voce contro di lui

<<come ti sei permesso Jason? Come ti sei permesso a toccarla?!?>>

sgrano gli occhi incredula, sta parlando di mia mamma, papà deve averla toccata mentre discutevano questa settimana

mio padre ride nervoso

<<Di che parli Alexa e non riprovare ad alzare la voce in questo modo!>>

si alza e inizia a camminara su e giù

io nel frattempo sono immobile davanti al divano e non riesco a sentire ciò che blatera mia zia

<<Alexa, Alexa ascoltami, Alexa!>>

sobbalzo per l'urlo di mio padre

<<Non ho toccato Audrey, stai calma...e poi vostra madre deve smetterla di mettere zizzania, non mi sopporta da quando ci siamo sposati, anzi da molto prima!!!>>

io sbianco, sono tornati quei tempi in cui papà mena la mamma e io non ne so niente perché succede quando sono fuori ovviamente, non vogliono arrivare a questo davanti ai miei occhi

<<Alexa c'è mia figlia qui, non dire stupidaggini, potrebbe crederci...

passa qualche secondo e alza la voce nuovamente

<<...ripeto non me ne frega un cazzo di vostra madre, basta! Non azzardarti a chiamarmi mai più, sei tale e quale a tua madre e a quella troia di tua sorella! È colpa tua se è in viaggio per quel concerto! Io so che tu e quella sgualdrina di tua madre vi mettete contro a me, perché non mi sopportate! Io non sono stupido, ok?>>

𝕬𝖒𝖔𝖗𝖊 𝖘𝖎𝖓𝖙𝖊𝖙𝖎𝖈𝖔 (Kid Yugi)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora