Sharon Meyer è una ragazza di 19 anni che ha appena finito li studi. Decise di prendere in mano la sua vita provando a diventare indipendente ma finì in un brutto girone iniziando a spacciare e drogarsi dopo essersi lasciata con il suo ex Marcus. Av...
Passò una settimana dall'ultimo incontro con Andres, non mi chiamava da molto e oggi avevo deciso di uscire da sola. Scavai nell'armadio cercando outfit non provocanti, non si sa chi si può incontrare.
Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.
Ci misi mezz'ora a prepararmi ma ne valse la pena. Ogni volta che uscivo di casa Julia mi guardava male ma sapeva benissimo che non doveva intromettersi nella mia vita. Julia: «Dovresti occuparti tu di me lo sai?» Sharon: «Non ho firmato nessun contratto di affidamento e non sono neanche una tua parente» Julia: «Ma io non posso vivere da sola» Sharon: «A quanto vedo non stai vivendo da sola, ma con me» Chiusi la porta dietro di me con forza e poi lasciai il palazzo. Non sapevo dove andare perché pur vivendoci da anni non conoscevo affatto Magdeburgo. Passai davanti la maestosa villa e un brivido mi percorse la schiena. Continuai a camminare e arrivai davanti al bar. Le uniche strade che conoscevo erano quelle due? Continuai a camminare quando sentii una voce chiamarmi. Mi voltai e vidi Andres rincorrermi. Andres: «Fermati Sharon!» Sharon: «Sbaglio o non hanno richiesto la droga?» Andres: «Perché non rispondi ai messaggi che ti scrivo» Sharon: «Ho deciso di staccare un po' tutto qua» Andres: «Staccare un po'!? Tu non puoi staccare un po' devi sempre controllare ogni notifica sul tuo telefono. I clienti erano venuti due giorni fa e tu non hai risposto» Sharon: «Scusami ma ti ho già detto che dovevo staccare un po'» Andres: «Senti io non me ne faccio nulla delle tue scuse» Mi prese da un braccio strattonandomi. Sharon: «Lasciami, ti seguo» Mi lasciò e tornammo al bar. Entrammo entrambi e io mi andai subito a sedere. Dopo pochi minuti entrarono i 4 sbattendo la porta. Ovviamente i loro occhi ricaddero su di me. Si stavano avvicinando sempre si più. Tom: «Sbaglio o avevo detto che diminuivo le richieste e non le cessavo?» Sharon: «Smettila di parlarmi come se la scorsa volta non ti stessi preoccupando del fatto che forse era colpa tua» Lasciò il mio braccio che ormai era tra le sue mani. Si avvicinarono ad Andres solo Bill rimase per provare a parlarmi. Bill: «Scusa per come si sta comportando mio fratello» Sharon: «Non m'importa» Bill: «Io davvero credevo fosse cambiato ma è solo peggiorato» Sharon: «Ti ho detto che non m'importa» Se ne andò anche lui dispiaciuto. Dopo un paio di minuti li vidi uscire. Andres venne vicino a me per sedersi. Andres: «Domani devi essere qua! Ultima possibilità.» Annui e poi finalmente continuai a fare la mia passeggiata. TOM'S POV Avevo gli occhi fissi sulla strada mentre Bill mi convinceva del fatto che dovevo trattare meglio le persone. Bill: «Tu non puoi sapere la loro storia» Georg: «Ma perché state facendo tutto questo casino, è solo una spacciatrice» Bill si voltò verso di lui e iniziò ad incazzarsi. Bill: «Anche se fosse potrebbe aver passato qualcosa peggio di ciò che è successo a noi!» Tom: «Io gli ho visti cazzo!» Bill: «Cosa?» Si voltò nuovamente e mi fissò. Stringevo talmente forte il volante. Tom: «Ho visto delle ferite sul suo corpo» Bill: «Tu non puoi averle viste..» Accostai frettolosamente. Gustav: «Tom cosa fai? Dobbiamo tornare a casa!» Tom: «Devo fare una chiamata» Ormai il telefono squillava da mezz'ora ma finalmente rispose. Tom: «Mi dispiace chiamarti a quest'ora ma devi trovare l'indirizzo di casa di un certo Marcus Hernandez» Henry: «Aspetta due secondi» Henry era un amico fidatissimo che mi aiutava con alcune faccende di privacy. I ragazzi mi guardavano tutti male non capendo di cosa stessi parlando. Henry: «Marcus Hernandez 21 anni vive con la madre a Erich-Weinert-Straße casa numero 9» Tom: «Grazie» Chiusi la chiamata e mi diressi verso la via. Bill: «Tom dove stiamo andando?» Tom: «Bill non parlare» Continuai a tenere gli occhi fissi sulla strada e finalmente notai il 9. Scesi subito dalla macchina andando a bussare. Dopo poco una ragazza che sembrava molto giovane mi aprii. Non poteva essere la madre. X: «Non sapevo che Marcus aspettasse qualcuno» Tom: «Mi scusi lei è?» X: «Christina la fidanzata di Marcus» Dovevo togliermi tutti i miei dubbi. Tom: «Marcus ha avuto una ragazza prima di te?» Christina: «Oh si ma sai è una drogata e purtroppo Marcus si è riavvicinato a lei per vendicarsi» Accennò una risata coprendosi la bocca. Tom: «Oh e come mai si sono lasciati?» Christina: «Scusa ma chi sei?» Lei chiamò subito Marcus che non ci mise molto a scendere. Non mi aveva mai fatto una buona impressione specialmente due giorni fa l'ultima volta che l'ho visto. Il modo in cui trattava le donne era una merda. Si fece spazio spingendo la sua ragazza. Marcus: «Vuoi la droga?» Tom: «Non mi serve però vedo che a te servirebbe altro» Marcus: «Illuminami» Tom: «Un'ambulanza» Un pugno li arrivò dritto sotto al mento e il sangue iniziò ad uscire. Lui saltò addosso a me subito dopo e iniziò a tirarmi pugni o calci. Sentivo il sapore del sangue sulle mie labbra. Li tirai un calcio per scrollarmelo di dosso e lui cadde a terra. Improvvisamente sentii una voce chiamarmi. Bill: «Fermati!» Non lo ascoltai e mi misi sopra quell'essere e li tirai uno schiaffo. Tom: «Perché tratti di merda le ragazze?» Marcus: «Cosa te ne fotte» Cerco di rialzarsi e io decisi di lasciarlo stare. Prima di causare altri problemi corsi verso la macchina. Vidi Bill con il telefono in piangere disperato. Bill: «Perché devi sempre ricorrere alla violenza!» Tom: «Non sai perché l'ho fatto» Bill: «Non m'importa delle tue spiegazioni di merda! Tutto d'un tratto ti metti a picchiare un ragazzo innocente!» Tom: «Ma cosa te ne frega a te!» Bill: «Rovini la tua reputazione e non va bene» Tom: «Mi dispiace solo che è successa una cosa e non ho resistito» Bill: «Sali in macchina» Appena entrai tutti mi fissarono come se avevo commesso un crimine. Mi misi dalla parte del passeggero come richiesto da Bill. Restammo tutti in silenzio fin quando non vidimo casa nostra. Gustav: «Avete programmi per stasera?» Tom: «Non credo» Gustav: «Bene allora possiamo andare ad una festa?» Bill: «Dipende dove» Gustav: «A casa di alcuni amici» Georg: «Io ci sto» Bill: «Allora anche noi» Sorrise mentre si voltava per guardarmi. Continuammo a camminare finché non entrammo in casa. Andai subito in camera mia. mSHARON'S POV Una chiamata mi fece sussultare. Sharon: «Pronto?» Bill: «Ciao Sharon sono Bill» Sharon: «Come hai avuto il mio numero?» Bill: «Questo non è un tuo problema, volevo solo chiederti se stasera ti andrebbe di venire ad una festa» Sharon: «Non so, avrei un po' di paura» Bill: «Tu avere paura? Ma fammi il piacere, alle 21:30 siamo sotto casa tua» Riattaccò senza farmi dare una risposta. Buttai il telefono sul letto e poi mi sdraiai anche io. Se fosse arrivata la polizia io poteva considerarmi fottuta. Mi alzai dal letto e andai in cucina per prendermi uno yogurt. Julia spalancò la porta non appena sentii dei passi. Julia: «Non può essere» Sharon: «Ti avevo detto di non parlarmi» Julia: «Tu devi ascoltarmi!» Sharon: «Ma che cazzo ti prende, stai bene!?» Julia: «Ascoltami!» Mi prese le spalle e iniziò a scuotermi. Sharon: «Smettila Julia! Ti ho detto che non devi parlarmi» Mi alzai siccome non aveva intenzione di scrollarsi e tornai in camera mia. Sarei rimasta a digiuno. Aspettai tanto tempo e continuai a mangiarmi nervosamente le unghie. Mi alzai instintivamente ricordandomi della festa. Non avevo una particolare voglia di andarci però era la prima volta che non ci andavo per spacciare. Controllai ogni piccolo angolo del mio armadio cercando dei vestiti diversi dal solito.
Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.
Era il meglio che potessi fare. Ormai il mio armadio era pieno di giacche di pelle. Sentii una macchina e sbirciai fuori dalla finestra. Chi poteva essere se non loro. Lasciai velocemente il palazzo e per la prima volta salii in quella macchina senza sentire il dovere di uscirne. Capitava solamente con Tom infatti con gli altri non avevo mai avuto problemi. Tom: «C'è ne hai messo di tempo» Bill li diede una spallata e poi mise a moto la macchina. Partimmo e dopo neanche 5 minuti intravidi l'immensa fila. Sharon: «Non dovremmo fare tutta questa vero?» Bill: "Sta tranquilla, seguimi» Mi prese la mano e arrivammo davanti a un cancello aperto. Dopo aver mostrato il biglietto entrammo. Era pieno di gente. Due piccoli bar e poi l'immensa pista già affollata. Era tutto all'aria aperta. Intravedevo il privé e il resto delle zone per i non VIP. Sempre prendendomi la mano Bill mi trascinò in pista seguito poi dagli altri. Arrivammo quasi davanti e riuscivo già a intravedere il dj. Mi venne sete così dissi ai ragazzi di aspettarmi e andai verso il bar. Mentre ordinavo una mano mi toccò la spalla. Tom: «Posso offrirtelo?» Sharon: «Preferivo quando non mi parlavi» Tom: «Perché ignori il fatto che tra noi due si scattata la scintilla?» Sharon: «Solo per te, io non provo nulla» Tom: «Siamo solo partiti male e questo ti ha offuscato la vista» Ci riflettei un attimo e lo lasciai giocare. Passai la serata con lui e ci divertimmo molto tranne per il fatto che si misero a lanciare colori e quindi ci colorammo essendo quasi in prima fila. I ragazzi erano ancora dentro ma io e Tom uscimmo per riprenderci. Un auto accostò vicino a noi. Tom: «C'era qualcuno che doveva venirti a prendere?» Sharon: «No, io non penso» Due uomini scesero dall'auto e rimasero un attimo fermi. X: «Vi serve un passaggio?» Sharon: «Oh si io dovrei andare in centro» X: «Bene» Disse uno dei due avvicinandosi. Tom: «No lei intendeva che dovevamo andare a casa dei nostri amici» X: «Gioielli e soldi subito» Sharon: «Come scusa?» Mostrò un coltellino e mi spaventai. Guardai Tom impaurita mentre iniziava a dargli le cose costose che aveva. Sharon: «No, Tom fermati!» X: «Lo vuoi il passaggio si o no» Mi puntò il coltellino contro e io mi allontanai d'istinto. Sharon: «Io non ho nulla giuro» X: «Perquisiscila» L'uomo si avvicinò a me iniziando a toccarmi. Doveva smetterla subito. Si abbassò e colsi l'occasione per tirarli un calcio dritto in testa. Presi Tom per la mano e iniziai a scappare. Non sapevo dove stessi andando ma quei tipi non sembravano avere buone intenzioni. Tom: «Perché sei scappata?» Sharon: «Non potevamo rimanere!» Ad un certo punto mi fermai mettendomi una mano sul cuore che pulsava velocemente. Sharon: «Devi stare lontano da me ti rovinerai la reputazione» Tom: «Ma come io mi sono divertito» Sharon: «Pensi che vada tutto rosa e fiori?» Lui deglutii per poi allontanarsi. Non potevo avvicinarmi a lui e non dovevo coinvolgerlo nella mia vita altrimenti la sua si sarebbe rovinata.
spazio autrice:
Scusate se vi ho fatto aspettare ma non ho avuto molto tempo per scrivere. Preparatevi per i prossimi capitoli e come sempre cercherò di essere più attiva<3!