Il silenzio che seguì le parole di Susan era carico di aspettative. Tutti sembravano concentrati, ma al tempo stesso, l'aria nella sala comune era palpabile di nervosismo. Alcuni di noi si scambiavano sguardi furtivi, probabilmente domandandosi le stesse cose. Io, ancora un po' confusa per la strana esperienza della trasformazione, cercavo di mettermi a mio agio tra tutti questi esseri che, pur essendo simili a me, appartenevano a un mondo completamente diverso.
Susan, come sempre, sembrava sicura di sé, con la sua postura alta e imponente, i capelli biondi raccolti in un elegante chignon, che le conferivano un'aria di autorità. Mentre parlava, gli altri sirene concilianti la ascoltavano, ognuno di noi sembrava attento al minimo gesto. Era evidente che si trattava di una missione seria, e in qualche modo, il peso della responsabilità mi gravava addosso."Prima di tutto," continuò Susan,
"Dovrete familiarizzare con la cultura degli esseri umani. Questo significa studiare le loro abitudini. La nostra presenza qui non deve essere notata, senza suscitare sospetti."
Le parole di Susan erano chiare, ma la sua voce aveva un'energia che mi faceva sentire ancora più sottoposta a una pressione invisibile. Ma, come sempre, la sua determinazione era contagiosa. I miei occhi si spostarono su Alex, che stava ascoltando anche lui attentamente.
"Ragazzi, ricordate che la nostra missione è semplice," aggiunse Susan, con una leggera pausa.
"Osservare, imparare e riportare le informazioni. Siete qui per studiare gli umani, non per interferire nelle loro vite. Ripeto, il vostro comportamento deve essere discreto, il nostro obiettivo è fare ricerca e preparare le future generazioni."
La stanza era silenziosa, ogni parola che Susan pronunciava sembrava carica di importanza, eppure mi sentivo come se stessimo facendo un passo nell'ignoto. Dopotutto, gli umani non erano un mistero per noi, ma un mondo completamente separato, con regole e leggi che non conoscevamo del tutto.
"Per la vostra sicurezza vi verranno assegnati compiti specifici. Ad esempio, dovrete studiarli nei loro ambienti di lavoro, osservare le loro abitudini sociali, capire come interagiscono tra di loro. Ogni volta che volete uscire per piacere personale vedrete prima se questa richiesta sarà accettata da me, dovrete farlo almeno in coppia, e accompagnati da una delle sirene concilianti. Ma se ci saranno problemi in generale, seguite le nostre indicazioni."
Susan fece una pausa, guardando ognuno di noi come se volesse che ogni singola parola si imprimese nella nostra mente.
"Per ora, vi consiglio di andare nelle vostre stanze, riposarvi e prepararvi. La giornata di domani sarà la prima vera prova. Vi divideremo in gruppi e inizieremo a esplorare la città. A domani."
Con queste parole, Susan concluse la riunione. Ci alzammo tutti lentamente, e io seguii Alex senza dire una parola. In qualche modo, mi sembrava che la missione stesse iniziando a sembrare sempre più reale, e che il nostro mondo acquatico si stesse allontanando sempre di più. Ma, allo stesso tempo, c'era una sensazione che mi avvolgeva. Un misto di eccitazione e ansia, un po' come quando si sta per tuffarsi in acque sconosciute, senza sapere cosa aspettarsi.
Appena usciti dalla sala, Alex si avvicina di nuovo a me, con quel sorriso che non sembra mai mancare.Susan fa un passo avanti, e tutti si zittiscono.
"Ora, tutti a dormire," dice, con un tono più morbido.
"Domani ci aspetta una lunga giornata, e avrete bisogno di riposarvi. Vi daremo le istruzioni precise domttina. Ma ricordatevi: dovete essere discreti, dovete rimanere invisibili. Non dobbiamo destare sospetti."
Nel sentire queste parole, un'ondata di ansia mi attraversa. Dormire in un mondo che non è il mio, circondata da da sirene e tritoni che non conosco, mi sembra strano. Ma forse sono solo paranoica. Forse.
Con un gesto della mano, Susan ci fa alzare e ci fa dirigere verso le stanze guidati ogni gruppo da una sirena conciliante che chiude la porta alle nostre spalle e ognuno si prende un letto. Mi incammino con passo lento, ma sento un'occhiata di Alex che mi fa rallentare, tanto ormai ci toccheranno i letti restanti che sono i due più vicini alla finestra."Ti va di parlare un po' prima di dormire?" mi chiede, i suoi occhi brillano sotto la luce fioca.
"Sì," rispondo, cercando di sembrare più calma di quanto mi senta. "Mi piacerebbe."
Andiamo verso la finestra della stanza entrando, mentre gli altri si stanno già preparando a dormire e spengono le luci da comodino. Alex si appoggia al muro vicino la grande finestra, mentre io guardo fuori. La luna è ancora visibile, alta nel cielo, ma ora sembra diversa, come se mi stesse osservando dall'alto, come una sentinella. Mi sento piccola, ma anche incredibilmente curiosa.
"Quindi, cosa pensi?" chiese a voce non troppo alta visto che gli altri ora sanno cercando di dormire, come se volesse rompere il silenzio che ci circondava.
"Non lo so," risposi sinceramente, cercando di allontanare i pensieri che mi assillavano.
"Siamo qui per un motivo. Gli umani... non penso siano facili da capire."
"Non sarà facile per nessuno," disse Alex, con una leggera risata. "Ma immagina se fosse tutto facile. Che divertimento ci sarebbe?"
Alzai gli occhi al cielo per un momento, riflettendo sulle sue parole. Sì, aveva ragione.
"E tu, Alex," dissi, con un tono leggermente curioso, "come te la senti? Ti sembra tutto così naturale?"
Lui mi guardò per un momento, il suo sorriso si fece più sfuggente, ma poi rispose con una sincerità che non mi aspettavo.
"Non proprio naturale. Ma sono curioso, lo ammetto,e penso che potremo affrontare tutto. Dobbiamo solo prenderla come viene."
Mi fermò un attimo per guardarmi negli occhi, prima di aggiungere:
"E poi, chi lo sa? Magari impareremo qualcosa di sorprendente. Gli esseri umani potrebbero essere più interessanti di quanto pensiamo."
Non risposi subito. Aveva ragione, forse dovevo imparare a rilassarmi un po'. Ci aspettavano giorni pieni di scoperte e sfide.
Mi sorride, un sorriso che mi fa sentire più a mio agio."E poi, dobbiamo cercare di divertirci un po', no? Non sarà tutta serietà."
"beh, si" rispondo ridendo piano.
Alex ridacchia. "La vedo come un'avventura. E speriamo che sia divertente."
Ci sediamo, parlando del più e del meno. La conversazione è leggera, ma sotto la superficie ci sono tante domande, tanti dubbi che nessuno di noi sa come risolvere. Poi iniziamo a essere stanchi e ci dirigiamo ognuno al proprio letto.
"Buonanotte, Maira," dice Alex dirigendosi al suo letto e spegnendo la luce.
"Buonanotte,"
rispondo sorridendo.
Prima di sdraiarmi levo il fermaglio di mia madre dai capelli lo tengo brevemente nelle mani mentre seduta sul mio letto.
Sfiorando con le dita le pietre incastonate ricordo mia madre.
Mamma io non ti deluderò...
Tornerò a casa da te e papà...Appoggio il fermaglio sul comodino vicino a me.
Mi sdraio sul letto, ora il sonno non arriva subito. I pensieri si mescolano nella mia testa: il cielo, gli umani, il nostro compito. E poi... la paura. La paura di non riuscire, di non essere abbastanza brava e di fallire.
Ma mentre il sonno alla fine inizia a pendere il sopravvento guardo la luce della luna per l'ampia finestra dal mio letto, ora capisco come dormono gli umani.
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Sirena fuori dall'acqua - di Fenialiss
FantasyMaira è una sirena che sta per effettuare un periodo di prova di convivenza con gli umani per poi fare la grande scelta: - Rimanere sirena d'acqua vivere senza mai uscire fuori dal Regno quindi avere una vita normale. - sirena di terra vivere con g...