E cominciai a diventar niente per davvero

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3 ottobre 2013

Caro Diario, è da un bel po' che non ti scrivo, perdonami.
Come sai, ho cominciato la nuova scuola da poco. Mi mancano i miei amici, ma so che mi abituerò presto ai nuovi compagni. Loro faticheranno ad abituarsi a me, invece. Rischiano di farsi male. Oggi Morena mi ha toccata di colpo e io con uno scatto le ho bloccato il polso, stavo per colpirla.
È colpa di Roberto se sono così, sai? È colpa sua e dei suoi amici se controllo che dietro gli angoli non ci sia nessuno a tendermi un agguato o se giro sempre con una penna in tasca, pronta ad usarla come arma.
Te l'ho raccontato, vero, che ho sempre una penna nel cappotto, da quella volta che mi hanno puntato addosso un coltellino svizzero? Non mi ricordo se l'ho fatto. Beh, adesso lo sai.
Lo odio, Diario, odio Roberto. E i suoi amici forse li odio più di lui. Lo seguono come cagnolini perché hanno paura che altrimenti resteranno soli, verranno giudicati e magari faranno la mia stessa fine. Codardi.

Qualcuno, nessunoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora