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Il calore che emette questo edificio mi assale, e il profumo di carta da ufficio invade le mie narici.
La ragazza ci fa vedere ogni metro quadrato del collegge, e finito il "tour" si ferma e ci squadra attentamente.

«Ognuno di voi, poi dovrà andare in segreteria e farsi dare due foglietti, in uno c'è scritto la camera in cui alloggierete assieme a un compagno, di cui vi sarà consegnata anche la chiave, e nell'altro le lezioni dei giorni feriali. C'è il dormitorio femminile e quello maschile, e il coprifuoco è verso le dieci di sera. Colazione, pranzo e cena si fanno alla mensa, rispettivamente alle sette e mezza del mattino, all'una e un quarto del pomeriggio e alle sette e mezza di sera, non un minuto meno non un minuto di più. Se avete bisogno di qualsiasi cosa o informazione potete chiedere in segreteria. Buona permanenza alla High Sheakspeare school» dice infine, e se ne va solennemente.

Sospiro: per come è perfettina quella ragazza mi vengono i brividi.

Ognuno di noi fa quello che ci ha spiegato Katherine, e andiamo a ritirare il numero della stanza, le chiavi, e le lezioni. La mia camera è la 34, chiaramente del dormitorio femminile.

Cerco la stanza, e una volta trovata scopro mio malgrado che in ogni corridoio c'è un bagno pubblico; fantastico, ci mancava dover condividere il bagno con altre persone, già che sono timida di mio. Apro la porta, la stanza è abbastanza grande e spaziosa; le pareti sono celesti, ci sono due letti da due parti opposte della camera, due armadi e due scrivanie.

Appoggio a terra la borsa e la valigia, e mi siedo su uno dei due letti guardando le notifiche sul display del cellulare.
Nove messaggi non letti da Tamara
Sei chiamate perse da Tamara
Tre messaggi non letti da Megan
Due chiamate perse da Megan

Lascio perdere i messaggi e le chiamo subito, per far sapere loro che sto bene. Resto al telefono con Megan per una mezz'oretta, e con Tami per un'ora.

Appena attacco a Tamara, irrompe in camera una ragazza, che appena mi vede mi sorride cordiale. Mi alzo e le vado in contro.

Ha i capelli biondi, e dei grandi occhi azzurri. «Io sono Rachel, tu devi essere la mia coinquilina.» dice porgendomi la mano.
La stringo e annuisco. «Io sono Jessica» dico timidamente. Rachel appoggia le sue cose sull'altro letto e si siede, continuando a sorridere.

«Posso vedere le tue lezioni?» chiede Rachel con occhi luminosi. Annuisco e le porgo il foglio che mi hanno dato in segreteria.

«Abbiamo molte lezioni in comune! Bene, così possiamo chiacchierare tutto il tempo!» dice lei ridendo. È veramente una ragazza solare, mi piace. Rido a mia volta e sistemo i vestiti nell'armadio. Lei fa lo stesso e continuiamo a chiacchierare.

«Uh! Guarda che ora si è fatta! È ora di andare a pranzare!» mormora Rachel balzando in piedi e guardando il display del cellulare. Annuisco guardando anche io l'orario. È l'una e dieci minuti, e si pranzava all'una e un quarto. Rachel ed io usciamo dalla camera e ci avviamo verso la mensa.

***

Appena arriviamo l'odore di sugo invade le mie narici, e il ronzio delle chiacchiere delle persone mi arriva immediatamente all'orecchio.
Ci avviamo ad un tavolo, ma mentre chiacchiero con Rachel, non mi rendo conto che c'è una ragazza davanti a me, così le vado addosso.

«Fai attenzione, imbranata!» stridula quella. Per poco non le buttavo addosso il piatto di pasta che teneva in mano. «Scusami! Non ti avevo vista» dico mortificata. Lei mi guarda dalla testa ai piedi e fa una smorfia «Quindi, oltre ad essere imbranata, sei per di più una primina!» dice lei scandalizzata.

Io annuisco, non vedendo cosa ci sia di male, e Rachel mi guarda scrollando le spalle. «Sí... Ma come lo sai?» chiedo giocherellando con una ciocca di capelli: lo faccio tutte le volte che sono nervosa.
«Si capisce imbranata, cioè, guardati! Sei così... Fuori moda e semplice».

Io e Rachel ci scambiano un'occhiata confusa, e la ragazza corre ad un tavolo dandomi una spallata. «Simpatica...» mormora Rachel. La guardo, e dopo poco scoppiamo a ridere.

Amami senza esitareDove le storie prendono vita. Scoprilo ora