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La gente che continua a guardarci... I pettegolezzi. Quegli occhi verdi.
«Che avete da guardare?» chiede Rachel ai ragazzi della tavola in cui era corsa la ragazza di prima. I ragazzi si girano tutti da un'altra parte continuando a consumare il loro pasto.

Tutti tranne la ragazza e... Un ragazzo. Ha gli occhi verdi, e sento il suo sguardo bruciarmi sulla pelle. «È lei! Mi stava per far fare una figuraccia!» lagna la ragazza indicandomi. Perché non sono seduta a un tavolo? Cosa ci sto a fare in mezzo alla mensa?!

«Jess andiamo» mi richiama dai miei pensieri Rachel. Annuisco e insieme andiamo a prendere una porzione di spaghetti al sugo. Ci sediamo ad un tavolo libero e io resto a capo chino giocherellando con la pasta.

«Non te la sarai mica presa?» chiede Rachel. La guardo e mi mordo il labbro inferiore. Me la sono presa? Direi di no. Sono in assoluto imbarazzo e ho paura di non adattarmi? Esatto. «Lasciali perdere a quelli! Saranno i cosidetti "popolari". Si, quelli con un fisico perfetto ma niente cervello» dice ridendo. Sorrido e comincio a mangiare, ma tenendo sempre lo sguardo basso.

Finito il pasto io e Rachel decidiamo di andare in cortile, ma datasi la mia agilità da elefante e la mia attenzione di un criceto vado a sbattere contro qualcuno e cado a terra. Va bene che io sono un pericolo ambulante, ma qualcuno potrebbe anche fare attenzione!

Alzo lo sguardo e incrocio quei due occhi verdi smeraldo, e mi sento fin troppo in imbarazzo. Il ragazzo alza gli occhi al cielo e Rachel mi aiuta a rialzarmi. «Nathan non fare lo stronzo» dice lei acida. Io la guardo interrogativa, ma lei fissa costantemente il ragazzo. Lui fa un ghigno e poi rivolge uno sguardo a un gruppo di ragazzi dietro di lui.

«La piccola Rachel! Che simpatica» dice facendo una smorfia. «Tu» dice poi rivolgendomi uno sguardo assassino «ti conviene guardare dove cammini» conclude, e se ne va seguito dal suo gruppetto dandomi una spallata.

«Andiamo Jess» dice Rachel prendendomi per mano. Mi trascina in cortile e io la guardo interrogativa. «Che c'è?» chiede lei sedendosi su una panca. «Come fai a... A conoscerlo?» chiedo sedendomi a mia volta. Lei sbuffa e si mette una ciocca di capelli biondi dietro l'orecchio. «Sua madre e mio padre si conoscono» dice fredda e distaccata.

«Oh... Lavoro?» chiedo, anche se so che il discorso non le fa molto piacere. Annuisce e guarda da un'altra parte. «Lo detesto» mormora. «È dal liceo che mi rompe le palle» spiega sbuffando. Annuisco e aspetto che continui.

«Nathan è il classico puttaniere che si porta a letto la prima che passa. Sta sempre con quel suo gruppetto di "amici", e da quanto ho visto adesso c'è pure un'oca» dice ridendo. Una risata fredda, senza sincerità. «Quando è partito per il collegge ero la ragazza più felice del mondo. Ma poi mio padre mi ha iscritto alla stessa università e... Eccomi» mormora incrociando le braccia al petto.

«Mh... Bè, ora hai anche un'amica» sussurro. Sono troppo timida, e non vorrei dire cose che poi non sono vere. Già ho fatto una figuraccia il primo giorno con degli sconosciuti...

Lei si volta verso di me e mi sorride. «Già» dice con occhi luminosi. È tornata la Rachel solare che ho conosciuto qualche ora fa. «Ti va di fare un salto i biblioteca?» chiede alzandosi. Gli occhi mi si illuminano e balzo in piedi. «Speravo me lo chiedessi!» dico prendendola per mano. Adesso sono io che la trascino via.

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⏰ Ultimo aggiornamento: Jan 02, 2016 ⏰

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