c.13

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LEGGETE TUTTO

UN MESE DOPO

"certo che ora cominci ad assomigliare ad Alexsis in tutto e per tutto eh!" mi sputa contro. ma chi si crede di essere?

"Matt, cazzo! apparte che sei il mio migliore amico e tutto, non puoi parlarmi così e non puoi dirmi cosa posso e non posso fare!" rispondo, di rimando. stavamo litigando per ieri, in cui eravamo andati in un club, e io ed un tizio che non gli sta particolarmente simpatico abbiamo cominciato a flirtare.

vado via arrabbiata, non so dove sto andando, ma sicuramente lontano da lui.
oramai ho imparato bene ad orientarmi. 
mentre cammino sono così presa dai miei pensieri che sbatto contro ad un ragazzo.

grazie alla mia goffaggine, ovviamente, cado a terra.

mortificato mi aiuta ad alzarmi, scusandosi mille volte. sembra con la testa fra le nuvole.

"hei! sei la ragazza del ciondolo!",
anche Io dico la stessa cosa, solo al maschile.

"Well, e tu sei Michael giusto?" annuisce, "si, e comunque dovremmo capirla questa cosa dei ciondoli.." ride, faccio lo stesso ed annuisco.

"comunque, per essere perdonato, posso offrirti un caffè?" mi chiede, grattandosi il capo.  gli dico che mi farebbe molto piacere, poi si tocca le tasche, torna l'espressione mortificata.

"cazzo, ho scordato il portafogli a casa! ti dispiace se il caffè te lo faccio a casa mia? tanto i miei non ci sono." un'altra grattata di testa.

"è okay, non preoccuparti!" ridacchio, poi ci avviamo verso casa sua.

entriamo, è una casa di dimensioni normali, con pareti azzurro pastello e mobili di legno di ciliegio.

"ti do una mano?" sorrido amichevolmente, o ci provo, visto che dentro di me bolle ancora la rabbia.
lui annuisce e mi indica lo scaffale per prendere le tazzine.

mi sembra a prima vista un ragazzo che sa il fatto suo, duro. ma che in questo momento è amichevole, e, magari, nemmeno lui lo sa il perché.

quel fottutissimo scaffale era fottutattissimamente in alto, cercai in tutti i modi di arrivarci ma proprio non c'è n'era modo.
lui ridacchia guardandomi, va dietro di me con l'intento di aprire lo scaffale.

riesce ad aprirlo, ma quando prende la tazza, o almeno ci prova, perché cade e, se non fosse stato per i miei riflessi si sarebbe anche schiantata per terra.

scoppio in una risata fragorosa e dopo qualche secondo ride anche lui. adesso si che la rabbie se ne andata del tutto.

necklace. [mgc]Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora