chapter one

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"Eccoci all'inferno" sbuffa Liz dopo aver parcheggiato l'auto davanti alla scuola. "Ma prima.." riprende, "ho una piccola sorpresa per te!" esclama, scrutando la mia espressione confusa. Afferra la borsa sul retro dell'auto e ne estrae un pacchetto color avorio, con un fiocco sul lato destro.
"Ho pensato che questo ti sarebbe piaciuto" dice, porgendomi la scatolina.
"Liz, non dovevi, non è neanche il mio compleanno!" Ridacchio afferrando il regalo.
"Perchè? Adesso abbiamo bisogno di una ricorrenza per farci dei regali?" Replica sghignazzando.

Aprendo il pacchetto, trovo dentro un braccialetto d'oro con dei ciondoli a forma di cuore: in uno di questi noto la scritta "best friend".
Abbraccio forte Liz e la ringrazio, dopo aver indossato il nuovo accessorio.. wow è davvero bello!
Scendiamo dall'auto e, dopo averla ripetutamente ringraziata, la saluto prima di allontanarmi verso il corridoio, dandole appuntamento per pranzo.
Mi incammino verso la classe di storia, cercando di riconoscere qualche volto tra la folla. Nessuno.
Spero solo di avere dei buoni compagni di classe.. i miei vecchi compagni del terzo anno erano degli idioti e spero davvero di non doverli incontrare anche quest'anno. Un forte scontro con qualcosa di duro mi fa tornare alla realtá.
È troppo caldo per essere un muro.
Alzo lentamente lo sguardo fino ad incontrare due occhi azzurri come il cielo. Un cielo nuvoloso presumo, perchè la sua espressione non è per niente serena. Anzi è arrabbiata.
Iniziamo male.
"Che diavolo stai facendo? Ma non guardi dove cammini?" La sua voce mi rimbomba nelle orecchie, svegliandomi.
"S-scusami, io non so davvero a c-cosa stavo pensando.." mormoro.
"Va bene, adesso puoi scollarti da dosso?" noto un filo di irritazione nelle sue parole. Effettivamente non ha tutti i torti.. praticamente gli sono arrivata addosso.
Mi abbasso per prendere i miei libri sparsi a terra, maledicendomi mentalmente di essermi distratta ed aver fatto un casino. Non faccio in tempo a rialzarmi per scusarmi nuovamente con il ragazzo che questo è sparito. Perfetto! Primo giorno di scuola e giá mi sono fatta un nemico... Andiamo alla grande!

Mi sistemo la borsa in spalla e proseguo il mio tragitto per arrivare nella nuova classe. Entrando, noto che ci sono ancora pochi ragazzi ai banchi ed il professore non è ancora presente. Individuo un banco in fondo all'aula, e senza dare nell'occhio lo raggiungo e mi ci siedo. Nel frattempo la classe va a riempirsi sempre di più fino ad essere piena, a parte il banco davanti a me. La campanella segna l'inizio della tortur- voglio dire delle lezioni. Il professore entra, e dopo aver posato la sua borsa sulla cattedra, scrive il nome alla lavagna. Scrittura incomprensibile, come al solito, ma mi pare di aver sentito che si chiami Smith, o qualcosa del genere. Prendo il quaderno degli appunti non appena il nuovo professore inizia ad introdurre il nostro programma di storia.
"Mi sono perso qualcosa?"
Alzo lo sguardo dal quaderno e spalanco gli occhi. Non è possibile.
Il ragazzo dagli occhi azzurri stava sulla soglia dell'aula di storia, rivolgendosi al professore.
"Signor Sprayberry, stavo appunto illustrando ai tuoi nuovi compagni di classe il programma di quest'anno" risponde il professor Smith.
"Oh beh, allora non mi sono perso nulla" replica il ragazzo sorpassando la porta.
Non venire quì.
Non venire quì.
Non venire quì.
"Chi non muore si rivedere, eh?" Come non detto.
Accenno un sorriso timido e torno ai miei appunti. Questa giornata non potrebbe andare peggio.
"Penso che questo sia tuo" sbuffa, porgendomi il braccialetto che mi aveva regalato Liz. Non posso credere di averlo perso e non essermene accorta!
"Grazie...?" indugio, non conoscendo il suo nome.
"Dylan, mi chiamo Dylan" alza gli occhi al cielo "e non ringraziarmi. Piuttosto la prossima volta guarda dove cammini" finisce, per poi occupare il posto davanti a me.

È appena iniziata la lezione e ho giá il mal di testa. Spero che questa giornata finisca presto.

***

Terminata la lezione esco dalla classe più in fretta che posso, cercando di non incontrare altra gente a parte Liz. Le invio un messaggio chiedendole di vederci a mensa. Dopo dieci minuti ancora nessuna risposta: ma dove diavolo si sarà cacciata?
Tamburello nervosamente le dita sul tavolo della mensa, mentre osservo insistentemente il cellulare sperando in una risposta da parte di Liz. Finalmente la vedo arrivare velocemente dal corridoio, la sua espressione è.. spaventata?
"Cos'è successo Liz? Cos'è quella faccia?" Le chiedo mentre la vedo sedersi davanti a me tenendo lo sguardo basso.
"Non è successo niente, s-solo.. non ho sentito il cellulare, ecco" replica lei balbettando.
So che se le succedesse qualcosa me lo direbbe subito, senza pensarci. Ma allora perchè sembra così nervosa? Mi sta nascondendo qualcosa?
"Liz, puoi dirmi che diavolo succede? Sembri spavent-" non riesco a finire la frase che i suoi occhi si bloccano alle mie spalle. Involontariamente giro la testa rivolgendo lo sguardo nella stessa direzione di quello di Liz.
Senza accorgermene sento i miei occhi colmarsi di lacrime.
Non è possibile.
Non quì.
Lui non puó essere quì.

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