«Buonasera Victor» dico guardandolo appostato davanti all'entrata dell'infermeria «Buonasera anche a te» sono passate diverse ore da quando quella ragazza ha tentato il suicidio, adesso sono le otto e cinquantatre. «Ti ha creato problemi?» chiedo con un filo di imbarazzo nelle labbra «No, è stata buona. Non credo voglia mettersi ancora di più nei guai dopo il suo gesto.» Annuisco «Bene, allora io entro.» lui si scosta di lato e la porta esce allo scoperto.Entro. Lei è distesa sul letto, è disposta sul lato destro del fianco, dandomi le spalle. Noto con stupore che non è nello stesso letto dove lei era posizionata stamattina e questo particolare mi manda in allerta. Faccio piccoli passi verso la ragazza, sento solo il mio respiro. Sono ormai molto vicina a lei, il mio sguardo cade su una bacinella d'acqua e sulle bende insanguinate sparpagliate per terra. il piede del lettino è graffiato. Avevo capito. I nostri corpi si sfiorano appena e aspetto la sua mossa, il suo corpo si gira rapidamente e mi ritrovo il mio viso a distanza ravvicinata con il suo. mi punta una forbice alla gola «Fammi uscire di qui!» dice lei con qualche lacrima al viso «Fammi uscire!» «E dove vorresti fuggire?il mondo non è vasto, non più.» «Mi inventerò qualcosa, adesso devi soltanto farmi evadere!» lei guarda dietro di me, sperando che nessuno entri mentre è in questa posizione «Sai...» dico «devi essere molto più furba la prossima volta...» mi giro il corpo facendo un passo indietro e con le dita vado a spingere al termine dello sterno. Lei si ritira all'indietro e inizia a tossire. Afferro la forbice e con uno scatto la immobilizzo da dietro «Non fare cose di cui ti potresti pentire, anche se già sei in un punto critico non devi peggiorare la tua situazione.» «Lasciami!» dice dimenando tutto il corpo «Non è nemmeno così che riuscirai a liberarti» dico con un filo di ironia nelle labbra. Spingo via il suo corpo dal mio e cade distesa sul letto,alzo le mie gambe e mi posiziono a cavallo sopra di lei tenendola leggermente per i polsi «Non so ancora il tuo nome...» dico con un filo di voce «Jocelyn...» rivela avvicinando il suo viso al mio « Jocelyn White...» i nostri corpi si toccano e le nostre dita si intrecciano. Le sue labbra gelide sfiorano delicatamente le mie fin quando non mi concede un bacio calmo e proibito, uno di quelli che si raccontano alle bambine prima di andare a dormire. La mia bocca scende e ricopre di baci il suo collo e le sue mani si slegano dalle mie e vanno scendendo sui miei fianchi, Jocelyn si allontana dal mio viso e si morde il labbro... voleva di più. Afferro le due estremità della sua maglia e la sfilo via, esploro tutta la parte superiore del suo corpo e arrivati al confine alzo lo sguardo, i suoi occhi implorano il continuo dell'esplorazione. Afferro i pantaloni e li tiro giù, mancava solo un ostacolo ed ero pronta a superarlo.
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Different
Science FictionL'ultima comunità sopravvissuta al grande gelo mondiale si è adattata al nuovo stile di vita. dal 2090 la popolazione si è divisa in tre ceti sociali: Il consiglio dei Dieci, La popolazione, i Diversi. Chi trasgredisce alle regole imposte dai dieci...