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Artù,
Ho lasciato Albione, non sopportavo di vedere lotte sanguinose laddove ci sarebbe dovuta essere pace.
Se solo fossi stato in grado di proteggervi...
Ho fallito, mi dispiace.
Ora sono in Italia.
Anche qui ci sono molti scontri, ma i tanti piccoli regni che si sono formati, governati da varie casate, mi ricordano tantissimo Camelot.
Ora voi e la vostra città siete leggenda.
Non lasciate che queste voci vi diano alla testa, avete già un ego smisurato e non vogliamo che la situazione peggiori.

Le nostre avventure sono raccontate in "cicli" che si chiamano "cortesi- cavallereschi".
Percival ne ha uno tutto suo, dedicato alla ricerca del Graal, assurdo vero?
E anche Tristano e Isotta!
Anche se la loro storia è un tantino diversa da come la ricordavo, ne avreste di certo riso ascoltandola.

Per ora sono ospite di un giovane poeta di Firenze; è un tipo in gamba, uno speziale; Gaius avrebbe adorato parlare con lui.
Ma è anche incredibilmente testardo, pensate che ha preferito lasciare la sua città e "far parte per se stesso" piuttosto che scendere a compromessi.
In questo vi somiglia.
Siete due teste di fagiolo.

-il vostro servitore, Merlino

Postcards to ArthurDove le storie prendono vita. Scoprilo ora