Gred & Forge.

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Le lezioni del giorno, si volgevano al termine, e tutti gli studenti si dirigevano verso la Sala Grande per dare finalmente inizio al pranzo.

Ebony uscì dall'aula di Storia della Magia con un grosso libro fra le mani che quasi le copriva la vista. E infatti... inciampò e cadde rovinosamente a terra, dopo aver urtato qualcosa, anzi qualcuno.
Due, anzi quattro occhi color caramello, la fissavano dall'alto.

"Stai bene?" chiese uno
"Qualcosa di rotto?" l'altro
"Scusaci tanto ma stavamo..." riprese il primo
"...scappando da Gazza." terminò la frase il secondo
Parlano sempre così? Fu la sola cosa che Ebony, ancora sul pavimento, riuscì a pensare in tutto quel trambusto.
Stava per rimettersi in piedi, quando Gazza furente di rabbia, sbucò nel corridoio.

"Dai George, corri!" urlò ridendo uno dei due rossi
"Perché quella faccia, Gazza?" rise di gusto l'altro, giusto prima di correre via insieme al fratello, sparendo dietro l'angolo di fine corridoio.
Confusa e un po' acciaccata, la ragazza raggiunse la Sala Grande e prese posto al tavolo delle Serpi.

"Ce ne hai messo di tempo, eh Davis?" la guardò Draco, seduto accanto a lei.
"Ho avuto un piccolo contrattempo." tagliò corto lei.
"Che tipo di contrattempo?" chiese curioso il biondo.
"Chiacchiere, con persone che non ti riguardano!" affermò.
Non poteva certo dire che era caduta nel bel mezzo del corridoio, e che era rimasta incantata da ciò che aveva sempre osservato da lontano...
"Ancora con la tua fissa per quei Grifondoro?" sibilò Draco con disprezzo.
"Cosa ti importa delle mie fisse, Draco?" disse con durezza lei.
"Si dà il caso che io sia il tuo ragazzo e.." cominciò a parlare lui.
"Ex ragazzo, Draco." lo fermò "E ciò che faccio, o dico, o penso, non-ti-riguarda." sibilò dopo, e alzandosi furiosa si incamminò verso l'uscita.
"Ebony torna qui!" lo sentì urlare, ma orgogliosa com'era, non sarebbe mai tornata indietro. In nessun senso.

Giunta sulle scale, queste decisero di cambiare e si fermarono sul ritratto della Signora Grassa, la porta di accesso ai dormitori Grifondoro.
Fece per voltarsi, ma fu preceduta da una voce "Che ci fai tu qui? Credo tu sia parecchio confusa, cara Serpe." rise.
Si voltò e, per la seconda volta in quella giornata, si ritrovò faccia a faccia con coloro che l'avevano così tanto incuriosita in quegli anni.
Anzi, con uno solo. E a dirla tutta, era strano, da quanto sembravano inseparabili quei due.
"No, io... le scale cambiano, sai." si giustificò in fretta, tenendo un'espressione neutra in viso.
"Certo che lo so!" ridacchiò il rosso. "Ma... non sei la ragazza che io e mio fratello abbiamo urtato poco fa?" arricciò le labbra confuso.
"Già." annuì e fece per superarlo.
"Nemmeno ti presenti? Almeno la prossima volta saprò il nome di chi faccio cadere ai miei piedi!" rise il ragazzo.
Un Grifondoro che cerca di conversare pacificamente con una Serpe? Che cosa insolita. Pensò lei mentre tornava a guardarlo, ancora ferma su uno scalino più in alto rispetto a lui.
"Ebony Davis" lo fissò stranamente incuriosita.
"Fred Weasley e..." sorrise, ma due colpi di tosse acuti e fastidiosi lo interruppero.
"Oh diamine, la Umbridge." sussurrò il ragazzo, senza avere il coraggio di voltarsi verso la fine delle scale.
"Voi due!" urlò stridula.
Il rosso si voltò, mentre Ebony restò immobile e quasi impaurita.
Tutta la scuola sapeva delle punizioni che quella vecchia megera amava dare.
"Punizione signor Weasley! E anche lei, signorina Davis!" urlò stridula.
"Ma io.." provò a parlare il ragazzo, ma la donna (se così la si poteva chiamare), lo interruppe nuovamente "Stia zitto, è già nei guai! Gironzolare per il castello da soli e appartati!"
"Professoressa le scale cambiano e sono finita qui per questo." Ebony provò a giustificarsi, ma nulla riusciva a dissuadere la Umbridge dalle sue intenzioni.

E così sia lei che il rosso si ritrovarono in quel terribile ufficio rosa, colore che Ebony odiava ancora di più da quando scoprì che la Umbridge ne era ossessionata.
"Ora sedetevi, e prendete queste due piume. Ricopierete delle frasi per me." ridacchiò fastidiosamente porgendo ai ragazzi due strane piume nere.
Eseguirono e fissarono la pergamena nuova sotto i loro occhi.
"Non ci ha dato l'inchiostro." disse freddamente la ragazza, rivolgendosi alla professoressa.
"Oh, non vi servirà, cara." ridacchiò malefica in risposta.
Ebony sospirò e torno alla pergamena, afferò la piuma fra le dita e fece per parlare ancora, ma Fred la precedette "cosa dobbiamo scrivere?" chiese riluttante.
"Devo rispettare le regole." sentenziò soddisfatta "Scrivete finchè non vi è chiaro il concetto."
Ebony sbuffò e iniziò a scrivere.
Dopo pochi secondi uno strano formicolio si rafforzava sulla sua mano sinistra, per poi trasformarsi in un vero e proprio bruciore doloroso.
Con orrore, la ragazza scoprì che le parole scritte sulla pergamena si incidevano come fatte da una lama, sul dorso della sua mano. Subito alzò lo sguardo verso il rosso seduto difronte a lei, che già ricambiava lo sguardo con un'espressione mista a dolore e riluttanza.
"Credo di aver capito, grazie professoressa." Ebony posò la piuma sul banco e si alzò di scatto.
"Bene signorina Davis, bene. Può andare." sorrise terribilmente fastidiosa la donna. La ragazza uscì dall'ufficio in preda alla rabbia.
"Anche io, professoressa." Fred Weasley imitò la ragazza e la donna acconsentì a far uscire anche lui, da quel terribile incubo.
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|Angolo autrice|

Salveee!
Ed ecco che qui incontriamo la terribile malvagia vecchia gargoyle, Dolores Umbridge!
Ma quanto può essere bello Fred che flirta con il suo tipico umorismo!?
Comunque, se siete arrivati fin qui, grazie! E fatemi sapere nei commenti che ne pensate!❤

Le Due Finestre•Fred (and George) Weasley.Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora