9 MAGGIO

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Una mattina mi sono svegliato
in quel ferro, nel vial di Michelangelo.
Senza calor, nel corpo ormai gelato,
vedo ora rosso, poi nero, poi l'angelo.

Una mattina mi sono svegliato
su quel ferro, non certo suicidato.
Terra di Vespri, 'l silenzio t'impongono,
Terra d'Aranci, i tuoi Giusti s'oppongono.

Ne' stessa tetra notte il Bianco e il Rosso,
l'un da terrorossi così forato,
l'altro per volere del Capo grosso.

Anche s'io mai per ciò verrò ammazzato,
quei nomi sacri comunque dir posso,
l'un chiamato Moro, l'altr'Impastato.

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