Petali d'oro, spine d'ossidiana,
rosa del Mar Rosso, splendida voce
sirenica, ma la lingua una lama:
ricordo ancora 'l tuo parlar atroce,
che m'ha ferito come non so cosa,
che poscia tanti mesi ancor nuoce.
Sei bell'e spinosa come una rosa,
niente è di fronte di te la dea Diana,
persino Venere di te è gelosa.
Con te la morta pianta torna sana,
ma non il mio straziato cuore 'n croce,
per cui sei l'unìch'e sola guardiana.
Il cuore non è più pompa ma foce,
accelera a vista di te maravigliosa,
prosciugando forte la mia voce.
Scendon i capei come Flumendosa,
di paglia, grano, oro, beltà pagana
in essi e negli occhi appari radiosa;
bionda quindi di capelli e castana
d'òi, d'allegrezza ridi nella voce,
non è di ciò degno colui che t'ama?
DU LIEST GERADE
Mie Poesie
PoesiePuro e semplice "canzoniere" in cui raccolgo, do forma e talvolta pubblico, rispettando la naturale sedimentazione, i versi che ogni tanto fuoriescono dalla mia seppur varicosa vena, prevalentemente sonetti e haiku, ma tendo alla contaminazione e al...
