Lunedì

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A G. piaceva penetrarmi profondamente, poi uscire fuori e sfregarmisi, un po' delicatamente un po' rudemente, contro il clitoride ormai arrossato, e poi penetrarmi di nuovo fino in fondo. Poteva andare avanti con questa alternanza dal ritmo lento per molto tempo. Io sapevo già cosa mi avrebbe fatto ogni singola volta, perché ci vedevamo già da un po' e lui non cambiava mai. Non poter avere sorprese da lui mi annoiava non poco; ma in realtà, alla fine, quel movimento meccanico mi ipnotizzava la mente e allontanava i miei pensieri da Lui, così mi eccitavo comunque, e finivo per venire profusamente gemendo come una gattina miagolante. Era per questo che mantenevo comunque l'incontro fisso del lunedì con G. A modo suo, anche lui, soddisfaceva la mia richiesta iniziale.

La prima volta che ci eravamo incontrati, G. era stato anche galante. Si era presentato all'appuntamento puntualissimo, con una rosa rossa avvolta in un nastro di rafia verde, una bottiglia di champagne e già in viso la maschera che lo avevo pregato di indossare. Io avevo gli occhi e parte del volto coperto da un velo di pizzo nero ricamato e i capelli tirati dietro alle orecchie. Avevo preso la rosa che mi porgeva attraverso la fessura della porta socchiusa, l'avevo infilata nella bottiglia di vetro della mezza minerale che mi ero fatta portare poco prima dal servizio in camera e che avevo lasciato sul comodino accanto al letto. Poi avevo aperto la porta e l'avevo lasciato entrare, immaginando la sua espressione sotto la maschera al trovarmi già completamente nuda. Invece in questo mi aveva sorpresa.

- Si rivesta. - mi aveva apostrofata subito, da dentro al suo completo scuro firmato. - Voglio essere io a spogliarla.-

Non eravamo mai passati al tu con G. - e questo in fondo aggiungeva fascino al gioco - come del resto con alcuni degli altri. Faceva eccezione 'l'uomo del giovedì': con lui non ci parlavamo proprio, non avevamo mai scambiato neppure una parola. Eppure sentivo che se ci fossimo parlati, saremmo entrati in confidenza subito con la voce così come ci eravamo ritrovati in quella strana sintonia di corpi.

[...]

L'uomo del giovedìDove le storie prendono vita. Scoprilo ora