Parte 2

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La mattina seguente svolgo la stessa routine delle altre mattine.
Chiudo la porta di casa e comincio a caminare.
Una macchina accosta e una voce conosciuta dice "sali".
Non ero preoccupata perché l'avevo detto in modo tipo di ordine.
"Dovrei abituarmi a questi passaggi mattutini?" Dico alla prof.
"Se vuoi. Non posso vederti fare tutti questi km a piedi" "va bene" rispondo.
Per tutto il viaggio cerco ti tenere un contatto visivo con lei, ella, invece, quando cambiava marcia sbatteva sempre contro il mio ginocchio.
Entro in classe in orario e aspetto la sesta ora per vedere la prof.
Chiara entra in classe e comincia a spiegare.
Si, si chiamava proprio Chiara.
La prof di matematica é una bella donna, proprio bella. Le sue forme reggono completamente al pantalone aderente di jeans e non posso fare a meno di notare il suo lato B.
Mentre spiega cerca il contatto visivo degli occhi dei miei colleghi e quando cerca il mio gli faccio un sorrisetto un pò malizioso.
Non so cosa stavo facendo, ma cominciai a capire di essere ossessionata da Chiara.
"Rossi all' interrogazione" dice la prof
"Esegui questa espressione algebrica" continua a dire.
La faccio mentre spiego i passaggi e lei continua a toccarmi per spiegarmi bene.
Erano delle piccole cose che mi facevano sentire...non so. Quando lo faceva, Dio, non mi riconoscevo più.

La mattina seguente, solita routine, solito passaggio, comportamenti diversi.
Avevo imparato a memoria la macchina e la targa di Chiara così da scoprire anche dove abitava.
Tra battutine reciproche, lei non fa che toccarmi la coscia e io, per permettere di farlo, cerco di non far notare le mie gambe aperte.
Arrivammo a scuola.
Normalmente lei non mi accompagnava del tutto la, diciamo che mi lasciava un pò a piedi per non far parlare gli altri.
Ormai era tutto chiaro, ero attratta fisicamente e mentalmente da lei.
Non facevo che pensare a lei tutti i giorni e d mil comportamento imbrazzato sono passata a darle del "tu".

"Puó darmi un passaggio al ritorno?" Le chiedo
"Certamente" mi risponde
Volevo farle conoscere la mia via di casa sperando che qualche volta potesse passare da li.
Mi accompagna e lei si apre del tutto con me:
"Sai, io mi sono separata da molto"
"Ok" rispondo maliziosa ma non facendomi scoprire
Con altri argomenti, vengo a scoprire che mi stava portando a casa sua.

Entrammo e notai subito una casa raffinata e ordinata.
Volevo mettergli le mani sui vestiti e baciarla ma dovevo avere un pó di contegno.
L' amavo, l'amavo veramente.
Mi fa sedere sul divano e levare la giacca.
Io rimango con la divisa della scuola, quella gonna che mi sfiorava il ginocchio e quel maglioncino che metteva in evidenza la mia terza.

"Ti faccio mangiare qualcosa" dice e la seguo.
Non ero per niente nervosa ero sicura che avevamo lo stesso intento.
"Ti ho portato qua in modo che vai a piedi..." dice mentendo.
"Non preoccuparti, non c' è nessuno a casa mia" le dico.

Si avvicina a me.
Penso sia l'ora di dimostrargli ció che sento.

Innamorata della prof di matematica Where stories live. Discover now