Avete presente quando toccate il fondo? Bhe, io si, ma col senno di poi, posso dire che la me di due anni fa non aveva ancora la più pallida idea di cosa sarebbe successo nell'immediato futuro. Ma partendo dal principio.. La mia ragazza era tornata a Torino. La mia vita era tornata priva di uno scopo. Lei era tornata dai suoi amici, nella sua routine. Io ero tornata a piangere mattina e sera, nel mio letto. I giorni passarono un po' così, e si sa, le relazioni a distanza non sono proprio pane per i denti di due adolescenti che non sanno nemmeno cosa significhi amare. Io avevo solo quindici anni, lei solo tredici. Era una relazione destinata a morire già in partenza, ne eravamo entrambe coscienti, ma forse ancora troppo stupide per fermarci prima che potesse essere troppo tardi. Ma come biasimarmi? Ero follemente innamorata di quella ragazza, da almeno due anni ormai: come avrei potuto mai rinunciare all'occasione di possedere quello che avevo desiderato così ardentemente per così tanto tempo? Avevo recentemente accettato quella che ero, così mi sono buttata a capofitto, cercando di non curarmi delle conseguenze. Passarono 3 infiniti mesi e, a novembre di quello stesso anno, iniziai a percepire questo distacco sempre più palese tra me e la ragazza che, nonostante tutto, occupava sempre le mie giornate. Mi lasciò. Si, mi lasciò così, senza un motivo, senza una giustificazione, senza una parola, senza nemmeno dirmelo direttamente. Mi lasciò e basta, e lo capii solo nel momento in cui scrisse al mio migliore amico che le dispiaceva per me, ma che era interessata ad un'altra. E fu lì, in quel preciso momento, che sentii qualcosa spezzarsi dentro di me. Iniziai a bere fino a vomitare ogni qual volta ne avevo occasione, e durante le serate non mancavo mai il consueto appuntamento tra le braccia di qualche mio amico che cercava inutilmente di farmi smettere di piangere. Ero arrivata al fottuto limite. Ricordo che non ci sentimmo più, per mesi, e ricordo come sentissi il peso della sua dipartita. Ricordo quanta rabbia provassi solo pensandola o immaginandomi il suo viso, ricordando ogni dettaglio, ogni sguardo, ogni momento e ogni bacio, ogni sorriso, ogni tocco. Ero solo una stupida ragazzina, non capivo nemmeno il motivo per il quale mi sentissi così persa, ma nonostante ciò lo ero: ero davvero fottuta.
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