Strani.

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Harry appena tornato a casa era rimasto a fissare il foglietto che gli aveva dato Louis per almeno un'ora prima di prendere il cellulare e mandargli un messaggio.

"29 Villiers Street

Harry xx "

Si buttò sul letto, lasciandosi scappare un piccolo gemito e nascose il viso contro il cuscino. Cosa gli era preso?

La suoneria del suo cellulare gli interruppe i pensieri.

"Non ci speravo più, davvero! Mi faccio perdonare sta sera. Non vedo l'ora! Sii puntuale, a dopo :)

Loueh xx"

Ad Harry sfuggì una risata e poi si mise a scuotere la testa.

Un terribile pensiero si fece strada nella mente.

Cosa si sarebbe messo?

Iniziò ad aprire i vari armadi, mordicchiandosi il labbro inferiore per la preoccupazione.

Non sapeva come ci si dovesse vestire in queste occasioni. E i capelli? I capelli erano un disastro!

Si mise le mani fra i capelli e ansimò leggermente per l'agitazione.

Optò poi per una camicia a quadri sull'azzurro/blu e un paio di jeans leggermente larghi, così sarebbe passato inosservato, sperava.

Poi andò in bagno, si mise davanti allo specchio e si guardò attentamente. I brufoli dell'adolescenza erano presenti sul mento e sulla fronte. Li odiava. I capelli, in oltre, non avevano un ordine.

Se li scombinò ancora di più passandoci le mani e poi uscì dal bagno.

Perché si stava preoccupando tanto?

Entrando in cucina vide che erano le otto e mezza, quindi si preparò un piccolo panino al prosciutto per una cena veloce. Non aveva fame per l'ansia. Era la prima volta che usciva con qualcuno e non sapeva proprio come si sarebbe dovuto comportare. Quando ebbe finito di mangiare si infilò di corsa le scarpe, Louis sarebbe arrivato da un momento all'altro. Infatti due minuti dopo il campanello suonò ed Harry si sentì morire. Gli serviva aiuto... ma da chi?

Dopo aver infilato il cellulare in tasca, aprì la porta e un Louis sorridente gli si parò davanti.

-Ehi!- esclamò appunto il ragazzo, allungò le braccia e strinse in un abbraccio il piccolo Harry che imbarazzato stette fermo.

-Sicuro di voler andare in discoteca?- Harry non voleva andare in quel posto. Gemma tornava sempre dai locali ubriaca e in pessime condizioni e lui ogni volta doveva curarla.

-Tu non vuoi, vero Harry?- Il piccolo abbassò gli occhi, mentre Louis lo guardava attentamente. Questo suscitò una piccola risata al più grande.

-Dai, ti divertirai.- lo tirò dal braccio verso la sua macchina e dopo averlo fatto entrare ed essere entrato, cominciò a guidare.

Harry si sentiva spaesato. In che situazione era finito?

Stava dritto e rigido sul sedile e guardava ovunque tranne che in direzione di Louis.

Louis nel frattempo era felice per essere riuscito a fare uscire quel ragazzino. Non l'aveva mai visto a scuola, ma anche lui doveva iniziare a parlare di lui. Sorrise al suo pensiero e contiuò a guidare. Quando finalmente parcheggiò, scese dalla macchina e aspettò che lo facesse anche Harry. Quest'ultimo era molto agitato. Quando uscì dalla macchina, nel tragitto fra di essa e il locale, stette attaccato ad Louis, facendo scontrare le loro spalle.

Appena varcarono l'ingresso, Harry fece una smorfia nel sentire l'odore di alcool mischiato a quello dell'erba e fumo. Che schifo. Sapeva già che da lì a qualche ora tutte quelle persone sarebbero state con la faccia nel gabinetto a vomitare. Sua sorella lo faceva quasi ogni notte.

Your Smile (Larry)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora