Cinese.

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Harry ci aveva pensato, davvero. Non sapeva realmente se volesse ancora uscire con Louis perché quel ragazzo lo incuriosiva e impauriva allo stesso tempo. Aveva sempre preferito stare solo, ma si era accorto che il piccolo e quasi inesistente aiuto che Louis aveva dato nella questione di Gemma ubriaca gli era entrata dentro e si era accorto che avere un amico su cui contare poi non era una brutta cosa.

Ma questo valeva dire fidarsi di una persona, e il piccolo Harry non si fidava di nessuno, manco di sé stesso. Sapeva di non essere divertente, speciale, simpatico e sapeva anche di non essere stronzo, senza cuore e antipatico. Lui semplicemente era l'invisibile Harry.

Louis era andato via, la sera prima, senza sapere che neanche un'ora dopo Gemma si sarebbe alzata dal letto correndo al bagno per rimettere tutto l'alcool ingerito. Harry alle due di notte quindi era con lei in bagno, seduto per terra, che la stringeva fra le sue braccia magre. Il piccolo era appena andato a dormire, aveva la maglia del pigliama con pippo disegnato sopra tutta stropicciata che gli ricadeva sulle cosce nude, coperte leggermente dai boxer scuri. Gemma aveva promesso che non avrebbe mai bevuto così tanto da ubriacarsi ma Harry sapeva che la sera dopo sarebbe finita allo stesso modo. Aveva semplicemente smesso di fidarsi di sua sorella e questo aveva portato in lui un crollo psicologico, senza che se ne accorgesse però.

Quando finalmente si addormentò erano le tre e mezza di mattina, dopo aver pensato a sua sorella e a Louis, e si svegliò solo sei ore dopo a causa di un rumore sordo proveniente fuori casa. Tirò un cuscino alla ceca, centrando la pila di vestiti puliti appena lavati sulla scrivania, facendoli cadere tutti. Harry sentì solo un rumore ovattato, quindi continuò a stare con il viso sotto il cuscino candido, riprendendo il sonno.

Un altro rumore forte lo fece di nuovo svegliare, ma questa volta sembrava più vicino. Infatti un violento bussare proveniva dalla porta. Prese il suo cellulare e costatò che era l'una di pomeriggio. Bene, si era perso metà sabato.

Il continuo bussare lo fece alzare dal letto mentre controllava i messaggi.

" Vengo a prenderti alle undici domani mattina, andiamo a mangiare insieme :)

Lou x"

lo aveva inviato verso le dieci.

"Harry, rispondimi se no non so se sei occupato o no...

Lou x"

Alle dieci e mezza.

"STYLES, GIURO CHE SE NON MI RISPONDI VENGO A CASA TUA. :)"

undici e mezza.

Non aveva neanche firmato, notò Harry. Amava notare tutti i piccoli particolari.

Il bussare alla porta intanto era aumentato, così Harry recuperò tutto il suo coraggio e uscì da sotto le coperte. Si passò una mano sugli occhi stropicciandoseli e con l'altra si abbassò la maglia così che gli coprisse almeno i boxer.

Camminò fuori dalla sua camera, fino a davanti alla porta di casa, che aprì sbadigliando.

-Buongiorno!- trillò Louis quando vide la porta aprirsi. Harry spalancò gli occhi e si portò le mani alle cosce come per coprirsele.

-Che ci fai qui?- boccheggiò Harry facendo qualche passo indietro. Qualche riccio dei suoi capelli gli caddè sugli occhi.

-Sono venuto a mangiare con te!- Louis era entusista per la sua idea. Avrebbe conquistato la stima e l'amicizia di Harry a tutti costi. Aveva capito che Harry era una persona difficile, perciò gli sarebbe stato addosso il più possibile.

Louis entrò in casa senza dire nient'altro e solo allora il piccolo si accorse che aveva in mano una busta con delle scritte in cinese.  Harry non era sicuro che gli sarebbe piaciuto.

Your Smile (Larry)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora